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Travel - 26/12/2019

Urbino capitale dello spirito e dell’arte, alle radici dell’Umanesimo

Il palazzo di Federico da Montefeltro, origine della società moderna. E poi il patrimonio alimentare e le bellezze paesaggistiche protette dall'Unesco.

Urbino, decretato nel 1998 Patrimonio Mondiale dell’Unesco, è una delle due punte di diamante della provincia marchigiana di Pesaro-Urbino, uno dei luoghi d’Italia più densi di vestigia rinascimentali.

Urbino è l’antica capitale del ducato montefeltresco (35 km da Pesaro) di cui si ha certezza di esistenza fin dal terzo secolo avanti Cristo (Urvinum Mataurense): sorge sulla cima di due colli e lungo le loro pendici con i tetti delle case e delle chiese digradanti verso Porta Lavagine a nord-est e verso Porta Valbona a sud-ovest. È una delle maggiori mete del turismo artistico mondiale, per la sua storia e per i tanti monumenti e opere d’arte in essa contenuti.

Il suo Palazzo Ducale, voluto dal grande Federico da Montefeltro, con le sue stanze, la sua famosissima facciata con i torricini e il magnifico cortile, è un esempio mirabile di architettura del tempo ed ospita la Galleria Nazionale delle Marche con preziosi dipinti di Piero della Francesca, Laurana e Raffaello, la cui casa è stata trasformata in un museo. Di notevole interesse gli affreschi quattrocenteschi dell’oratorio di San Giovanni e il Presepio dell’oratorio di San Giuseppe.

Negli spazi prestigiosi di Palazzo Ducale a Urbino ha sede della Galleria Nazionale delle Marche.

CITTADINI FAMOSI Raffaello nacque nel 1483 a Urbino, città dove iniziò a interessarsi all’arte lavorando presso la bottega del padre, Giovanni Santi. Nonostante la giovane età, Raffaello ha già potuto ammirare l’arte del grande Pietro Perugino e dell’architetto Bramante. Già nel 1497, lavora presso la bottega del Perugino, suo vero maestro, del quale l’influenza è evidente soprattutto nelle primissime opere.

Gioachino Rossini nacque a Pesaro nel 1792 e si affermò giovanissimo come uno dei maggiori compositori della sua epoca. Al culmine del successo, dopo la creazione di 40 opere, prima una malatia nervosa, poi un insanabile conflitto ideologico con la cultura del suo tempo, ne interruppero bruscamente la carriera teatrale.

Gio’ Pomodoro, uno fra gli scultori italiani più significativi del dopoguerra, nacque ad Orciano di Pesaro nel 1930, oggi ha una piazza a lui dedicata a Orciano, grande “Luogo scolpito” dell’artista nelle sue amate terre d’origine. Profondamente legato ai propri luoghi natali, Pomodoro ha più volte ricordato quanto la cultura materiale, paesaggistica e storica del Montefeltro abbia influito sul suo percorso artistico e intellettuale: la scoperta in età giovanile dei capolavori dell’umanesimo rinascimentale, in particolare quelli di Piero della Francesca e di Raffaello custoditi nelle sale della Galleria Nazionale, sono stati fondamentali per lo sviluppo creativo del giovane artista.

Di un pezzo di paesaggio potete godere attraverso grandi finestre anche nelle stanzette degli ospiti dove dormirete (massimo quattro persone, entrata indipendente), oltre al cielo stellato che si può aprire, da distesi, sulle vostre teste. All’aperto potete far l’uso che preferite di un ampio prato, che fa da scenario alla casa sul fronte nord. Se vorrete potrete assaggiare il vino color rubino che da tempo immemorabile si produce nell’ampia cantina scavata nella collina, con uve dai nomi strani, frutto di ormai rari vitigni.

DIMORA DI DESIGN – Recentemente il percorso culturale promosso da Ceramiche Refin, volto a scoprire significative architetture italiane progettate da alcuni tra i protagonisti della storia del Novecento, ha toccato Urbino con la visita di Cà Romanino, l’unica casa privata disegnata dall’architetto Giancarlo De Carlo, progettata nel 1968 per il filosofo Livio Sichirollo, assessore all’urbanistica di Urbino.

La Fondazione culturale Ca’ Romanino permette di soggiornare 24 ore nella sede, una casa in cima a una collina a pochi chilometri da Urbino, progettata da Giancarlo De Carlo per gli amici Sichirollo nel ’67 in una delle aree di alta qualità ambientale e paesaggistica ancora esistenti nel territorio urbinate. Il luogo è speciale e l’architettura lo penetra nel profondo: nel suo dialogo con la natura, aggiunge, più che ricevere, alla sua bellezza. Attraverso le ampie vetrate la natura entra prepotente con i colori delle stagioni.

CIBO – Da non perdere i tartufi bianchi, i formaggi tipici, la piadina sfogliata e i salumi locali. Star della tavola è la preparazione tipica marchigiana, mai uguale in ogni casa dove si cucina, chiamata “brodetto”. Con il guazzetto di pomodoro, aglio, olio e aceto, si raccoglie grande quantità di pescato, in modo da unire sapori di terra e mare. A Fano, ogni luglio, si celebra addirittura il brodetto in un festival.

 



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