16 Ottobre 2019

Uzbekistan, un’esperienza indimenticabile nel cuore della Via della Seta

Da Samarcanda alle sponde del lago D’Aral, il Paese ora è visitabile senza obbligo di visto per soggiorni sotto il mese.

16 Ottobre 2019

Uzbekistan, un’esperienza indimenticabile nel cuore della Via della Seta

Da Samarcanda alle sponde del lago D’Aral, il Paese ora è visitabile senza obbligo di visto per soggiorni sotto il mese.

16 Ottobre 2019

Uzbekistan, un’esperienza indimenticabile nel cuore della Via della Seta

Da Samarcanda alle sponde del lago D’Aral, il Paese ora è visitabile senza obbligo di visto per soggiorni sotto il mese.

La globalizzazione ci ha fatto dono di tante novità e comodità, ha portato il progresso che nelle nostre case e stretto la connessione tra i paesi del mondo. È vero però che ha anche consumato il fascino di alcuni elementi antiche che pure avevano sempre fatto parte del nostro vivere. Se parliamo di commercio, e non è un caso, immaginiamo le rotte delle navi gargo e la fitta rete di scambi via mare, ma c’è stato un tempo in cui i porti non erano le dedaliche città di oggi e le merci correvano per vie interne, per una via in particolare: la Via della Seta.

Ecco, i tempi sono cambiati ma l’innamoramento per certi luoghi no, per spazi in cui la storia si è talmente sedimentata da essere protagonista ancora oggi. Proprio sulla Via della Seta prospera uno di questi luoghi che il deserto asiatico ha conservato nel suo abbraccio, oasi antica per coloro che con lunga marcia hanno alimentato gli scambi di merci nel mondo per secoli. Stiamo parlando dell’Uzbekistan, stiamo parlando di Samarcanda e di uno dei posti ancora fuori fuoco rispetto al turismo di massa, per questo da andare a visitare al più presto.

La modernità dell’Uzbekistan

Al netto di un legame con la propria storia profondissimo, l’Uzbekistan è un paese moderno e civilizzato, ha un buon tasso di sicurezza interna e un PIL in crescita. Si tratta di una nazione musulmana, chi avrà la fortuna di visitarlo noterà che la struttura architettonica tipica del luogo è la moschea, ma non mancano minoranze cristiane e ortodosse. Queste realtà convivono pacificamente grazie a una forte laicizzazione dello Stato.

L’Uzbekistan ha fatto parte del blocco sovietico da cui si è scisso nel ‘91 e oggi intrattiene rapporti diplomatici distesi con i paesi limitrofi. Abbiamo già ddetto che l’economia interna è in crescita e gode anche di una buona spinta da parte del turismo che punta a crescere ancora di più.

Il primo consiglio da dare però è organizzare bene questo viaggio, soprattutto se non si intraprendono spesso trasferte simili. Stiamo comunque parlando di un paese culturalmente molto diverso dal nostro, aperto al prossimo ma in cui può risultare non facilissimo muoversi, soprattutto per i meno avvezzi all’avventura. Il consiglio è di rivolgersi ad un tour operator per non perdere nulla di quella che è la principale bellezza e ricchezza di questo paese, ovvero le proprie città. Andiamo invece a dare qualche consiglio più in generale su questi luoghi e sull’organizzazione di un viaggio.

Alcuni consigli utili per un viaggio in Uzbekistan

Il periodo migliore per visitare l’Uzbekistan è da aprile a fine giugno e da settembre a ottobre, quindi nelle mezze stagioni.

L’ospitalità degli uzbeki è davvero incredibile. Se state viaggiando in modalità backpackers potrebbe facilmente capitarvi di ricevere ospitalità per la sera o un invito a bere (quello ancora più spesso), ma attenzione che le sessioni di vodka a queste latitudini non sono per tutti. Tra l’altro gli autoctoni hanno una vera predilezione per noi italiani grazie alla musica, gli anni ‘80 qui sono più vivi che mai.

Il paesaggio uzbeko è affascinante ma piuttosto ostile, brullo, si tratta pur sempre di un paese che per buona parte della sua superficie non è abitabile. Eppure, se ci tenete a fare un’escursione, riteniamo imperdibile quella sulle sponde del lago D’Aral dove si può dormire in tenda, nel deserto, un’esperienza davvero unica.

Guardate ogni città possibile, sono il vero tesoro del paese e ognuna è unica con la propria storia. Samarcanda è la più famosa, il cuore dei mercati della Via della Seta, ricca di moschee e madrasse, imperdibile. Però anche la capitale Tashkent, di cui si parla molto meno, è molto interessante soprattutto nelle sue architetture più moderne e gli edifici dell’era sovietica. Imperdibili anche Khiva, Bukhara e Urgench.

Tra le novità per l’ingresso nel Paese, va detto che, dal 1 febbraio 2019, è stato abolito l’obbligo del visto d’ingresso per i cittadini di 45 Paesi, tra cui l’Italia, per i soggiorni non superiori a 30 giorni sul territorio della Repubblica dell’Uzbekistan, indipendentemente dallo scopo del viaggio. Pertanto, per i tour in Uzbekistan per il 2020 si può procedere alla prenotazione senza preoccuparsi del visto, ma controllando solamente che il passaporto abbia una validità residua non inferiore a 3 mesi al momento dell’ingresso del Paese. Il regime senza visto non viene applicato agli apolidi residenti in Italia.

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