17 Marzo 2023

Val di Fiemme: vitigni, trekking e charme

Viaggio di Fabrizio Lopresti in Trentino per riscoprire l'amore per la montagna. Anche fuori dalla stagione sciistica.

17 Marzo 2023

Val di Fiemme: vitigni, trekking e charme

Viaggio di Fabrizio Lopresti in Trentino per riscoprire l'amore per la montagna. Anche fuori dalla stagione sciistica.

17 Marzo 2023

Val di Fiemme: vitigni, trekking e charme

Viaggio di Fabrizio Lopresti in Trentino per riscoprire l'amore per la montagna. Anche fuori dalla stagione sciistica.

Ci sono sensazioni, emozioni, fremiti che proviamo lungo il nostro corpo quando ci sentiamo coinvolti in qualcosa che appaga i nostri sensi. E la Val di Fiemme, una delle principali valli dolomitiche, situata in Trentino, appaga tutte le sensazioni possibili.
Una valle unica dove gusto, vista, olfatto, udito e tatto percorrono sentieri sconosciuti e ne traggono arricchimento e appagamento.
La Val di Fiemme (Val de Fieme in dialetto fiamazo o fiemmese, Val de Fiém in dialetto predazzano e in ladino, Fleimstal in tedesco) è assieme alla Val di Fassa e alla Val di Cembra, nel bacino idrografico del torrente Avisio, affluente di sinistra del fiume Adige. Il capoluogo storico della valle è Cavalese, mentre il centro abitato più popoloso è Predazzo.

Maso Ciamberlain, vitigno in Val di Cembra, vini trentini di alta qualità.


La val di Fiemme è delimitata da celebri monti come la Catena del Lagorai a Sud e il gruppo del Latemar a Nord-Est.
I boschi della Val di Fiemme appartengono quasi esclusivamente ai Comuni e alla “Magnifica Comunità di Fiemme”, un’originale e antichissima istituzione di reminiscenza longobarda che dal 1100 al 1800 ha costituito una sorta di piccola repubblica nell’ambito del principato di Trento. A Cavalese, presso la Pieve dell’Assunta, a testimonianza dell’istituzione medievale, è ancora visibile un manufatto di forma circolare, il Banco de la rasòn dove i fiamazi o fiemmesi si riunivano in assise per discutere e prendere decisioni civili.

Birroteca Dante a Cavalese, provincia di Trento.


Una parte fondamentale dell’economia della valle è sicuramente il turismo montano, sia estivo sia invernale. In ambito di turismo invernale la Val di Fiemme vanta rinomati comprensori sciistici come quello dell’Alpe Cermis, Ski Center Latemar e dell’Alpe Lusia Bellamonte, che fanno parte del grande circuito Dolomiti Superski, famoso in tutto il mondo per il suo modello efficiente e di qualità. Non da meno è la pratica dello sci nordico, che vede la Val di Fiemme protagonista delle competizioni di Coppa del Mondo della disciplina, con il Centro del Fondo F. Canal di Lago di Tesero e lo Stadio del Salto G. Dal Ben di Predazzo.
La Val di Fiemme ospita annualmente le tappe finali del Tour de Ski, che si conclude tradizionalmente sulla salita del Cermis, ed ha ospitato i Mondiali di Sci Nordico nel 1991, nel 2003 e nel 2013. La Val di Fiemme ospita inoltre, annualmente la Marcialonga, che attrae persone da tutto il mondo e ospiterà gare dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina del 2026. Non meno importanti sono le gare di Salto con gli Sci, che si svolgono allo Stadio del Salto G. Dal Ben di Predazzo, che ospiterà anch’esso gare dell’Olimpiade del 2026.
I comprensori sciistici offrono poi, l’estate, la possibilità di salire in quota con gli impianti e percorrere i sentieri più belli della Catena del Lagorai e delle altre montagne di Fiemme.
Notevole il paesaggio: tipicamente alpino caratterizzato soprattutto dall’abete rosso che riesce a sviluppare un’altezza di 50 metri, dall’abete bianco, al faggio e dal cirmolo, dal quale deriva la parola Cermis.
L’esperienza turistica che ho trascorso in Valle è di quelle che lasciano il ricordo acceso fin quando non ci si ritorna, appagando così la voglia di Natura.

L’Hotel Alpino si trova a Varena, nel cuore della Val di Fiemme, a soli 3 km da Cavalese: la scelta ideale per attività all’aria aperta per tutto l’anno.

Hotel Alpino – Valle di Fiemme, Varena
L’arrivo all’Hotel Alpino a Varena è gioioso perché si viene accolti dal sorriso di Paolo e Lucia Mich proprietari di questo delizioso hotel di grande tradizione, già i loro nonni – Gino e Clelia – si occupavano della gestione di un locale nel 1941 con alcune camere fino a passare il testimone portando avanti la tradizione con lo stesso entusiasmo fidelizzando il cliente e restando aperti per dieci mesi all’anno. Camere spaziose e in stile montagna caratterizzate dal colore del legno, la tranquillità e da una spa accogliente dove le diverse saune, tra le quali quella bio e quella finlandese, il bagno turco, la vasca idromassaggio, tisane calde ayurvediche alla speciale acqua di Varena, della fonte purissima e naturale posta sopra il paese, rendono l’esperienza per chi decide di rilassarsi dopo aver sciato o ciaspolato, altamente rilassante.
La colazione comprende cibi dolci e salati, torte artigianali, spremute e concentrati con le mele trentine e la cena, servita nel bel salone arricchisce il soggiorno presso l’Alpino di momenti culinari intensi.
La cena preparata dallo chef Alex Corbari – nato in provincia di Torino 30 anni fa, studi all’Istituto alberghiero di Pinerolo, ha lavorato in tutta Italia e da tre anni è all’Hotel Alpino assieme ad una squadra altrettanto giovane proveniente da tutto lo stivale – è composta da diversi piatti tipici regionali.

Da sinistra, carne, crema di formaggio e carne con spuma serviti al ristorante dell’Hotel Alpino.
Pasta e torte, piaceri per il palato all’Hotel Alpino: ravioli con porcini, torta salze e strudel tipico.


I primi piatti serviti sono stati il Raviolo fatto in casa su base vellutata di Trentingrana con ripieno ai funghi porcini e scalogno caramellato con zucchero di canna, una crema di formaggio stagionato riserva 120 giorni con riduzione di Lagrein.
Come secondo piatto il Trancio di vitello glassato nel miele di acacia di Varena, produzione locale, ancora prima della cottura, viene servito con spuma di latte e miele su un tortino di patate
Mentre la Guancia di manzo, cottura di 16 ore a bassa temperatura, viene servita con la riduzione di Teroldego, vino principe del trentino.
I dolci della tradizione: strudel e linzer torte.
Lo staff dell’Alpino e la sua gentilezza hanno perfettamente colto lo spirito della vera ospitalità: buon cibo preparato con prodotti locali, cura dell’ospite e spirito valligiano aperto e inclusivo.

El Molin Wine Bar: Un nuovo modello di ristorazione, in cui i concetti di Food & Wine si fondono in un mix vincente grazie alla passione di Nicolò e Manila.

A Cavalese, addentrandosi in una stradina del centro, si trova un piccolo gioiello
Wine Bar & Bistrot El Molin – Cavalese
Questo locale nel cuore del paese è un luogo sereno e scenografico. Bottiglie di vino circondano il locale, i tavoli e l’arredamento in legno donano il giusto calore all’interno in più la cantina dei vini è molto fornita.
Un nuovo modello di ristorazione, in cui i concetti di Food & Wine si fondono in un mix vincente grazie alla passione di Nicolò e Manila.
Manila e Nicolò, compagni di vita e di passioni enogastronomiche hanno deciso di rendere concrete le loro idee riguardo il mangiar bene e il bere meglio.
Il loro percorso inizia nel 2020, dopo molti anni di esperienze all’interno di ristoranti gourmet e stellati.
Nicolò dà libero sfogo a tutta la sua inventiva e a tutta la sua passione per una cucina che rielabora il prodotto territoriale, strizzando l’occhio anche ad eccellenze oltremare.
Manila è sommelier, bartender ed esperta di Gin, accompagna ogni singola portata attingendo dalla sua vastissima cantina, che con quasi 700 etichette si dirama all’interno di tutto il locale (premiata tra le prime 10 carte vino d’Italia categoria Bistrot da Milano Wine week per l’anno 2021 e 2022).
Con tre parole questi due ragazzi formano un trinomio indissolubile: passione, dedizione, condivisione.

La loro carta vini si basa principalmente su quelli del territorio, dal Trentodoc al Pinot Nero, ma l’ospite ha una grande scelta di vini Italiani e non solo perché trova anche vini di Francia e, principalmente, Champagne.
Amanti anche del buon Gintonic, da loro è possibile trovare una carta dedicata solamente al drink.
La passione per l’enogastronomia e la dedizione viene applicata ad ogni singolo giorno, dandoti la possibilità di condividere con chi vuoi, un momento di spensieratezza.
elmolinwinebar.com

L’immagine di Dolomiti Sky Jazz (foto a sinistra di Gaia Panozzo). A destra la cantante Kicca che si è esibita quest’anno nella kermesse di 25 spettacoli in alta quota.

Un grande evento che contraddistingue l’inverno Fiemmese è senza dubbio il Dolomiti Ski Jazz che si svolge ogni anno a marzo, tra le Valli di Fassa, Fiemme e Cembra.
Musica calda tra paesaggi innevati: questa l’originale idea che è alla base del Dolomiti Ski Jazz. In Val di Fiemme, la black music più popolare, il jazz, il funk hanno fatto parte del paesaggio invernale delle Dolomiti, con numerosi concerti in alta quota nei luoghi di riferimento per gli sport invernali.
Al Dolomiti Ski Jazz i concerti si ascoltano con gli sci ai piedi, direttamente sulle piste, nei teatri e nei locali.
Come primo concerto serale si esibisce, sul palco del Teatro di Cembra. Kicca, cantante vicentina trapiantata da tempo in Francia. Dopo due ottimi album con gli INTRIGO prosegue la carriera con l’omonimo album, che la vede protagonista solista ma che non si discosta dal consueto percorso a base di forti influenze di white soul, rafforzate da arrangiamenti curatissimi con una bellissima versione modernizzata al punto giusto di “You really got me” dei Kinks. Un concerto pieno di ritmo ed entusiasmante ha fatto cantare e ballare il pubblico del Teatro di Cembra.

Una mattina piena di sole regala una bella escursione sulle ciaspole con partenza al Passo Rolle. Accompagnati dalla guida alpina Roberto Assi, prodigo di consigli e storie sulla natura delle Dolomiti, ci si incammina verso il rifugio Capanna Cervino dove verrà servito il pranzo una volta arrivati.

Polenta e funghi e tipiche atmosfere montane a Capanna Cervino.


La ciaspolata si arrampica con lo sfondo Pale di San Martino e Pala Cimon, fra tracce di lepri e volpi, emozioni suscitate anche dal racconto della nostra guida. Le Pale si stagliano maestose e salire verso il rifugio è appagante.
l Rifugio Capanna Cervino (2084 m.s.l.m.) si trova al cospetto del Cimon della Pala, nel cuore del Gruppo delle Pale di San Martino, il più esteso gruppo delle Dolomiti Patrimonio Unesco.
Situato ai piedi di uno dei panorami più famosi al mondo, il Rifugio Capanna Cervino vanta una posizione strategica sia d’inverno sia in estate.
Gestito da Elena e Laura Mich che ne sono anche proprietarie, figlie di Vigilio, impiantista nell’attigua seggiovia, è posizionato direttamente sulle piste da sci e alla partenza di sentieri di montagna per le escursioni, è raggiungibile anche a piedi attraverso una strada forestale di circa 1,5 km partendo dal Passo Rolle.

I prodotti utilizzati nei loro piatti sono prevalentemente di provenienza locale, dalla Val di Fiemme al Primiero.  Le verdure del proprio orto, la rinomata pasta Felicetti di Predazzo, i vini locali. Tutto per far assaporare l’eccellenza che il Trentino sa offrire.
Per garantire l’alta qualità e la genuinità dei loro prodotti, da sempre si prendono cura dei loro animali allevandoli con passione ed attenzione nell’azienda agricola di famiglia.
Una nota di bontà, che viene servita durante il pasto, è lo sciroppo di Cirmolo fatto in casa, da gustare unito ai formaggi e agli affettati. Un’autentica prelibatezza.

Sulle piste della Ski Area Passo Rolle è presente anche l’ampio snowpark “Rolle Railz Park”, con attrezzature e salti adatte ad ogni livello di esperienza ed esposto al sole per tutta la giornata.
Se non avete portato con voi l’attrezzatura sportiva, il noleggio Demetz presente sul Passo vi metterà a disposizione tutto l’occorrente per trascorrere in tutta comodità, una giornata indimenticabile sulle abbondanti nevi della Ski Area Passo Rolle.
https://www.capannacervino.it/

Il ritorno in valle è lento e dolce e questo permette di assaporare ulteriormente il paesaggio circostante.
La Val di Fiemme è piena di eccellenze territoriali e culinarie e un locale come Tito Speck – Maso dello Speck, a Daiano (Ville di Fiemme) ne racchiude moltissime.
Il nome deriva da Tito Braito, che fu maestro macellaio e fondatore dell’omonima azienda di famiglia, era noto in Val di Fiemme per i suoi speck e le specialità di salami, würstel e carni. Nello speck c’è il profumo dei boschi e gli aromi dei suoi salami restano impressi nella memoria.
Oggi l’immagine di Tito, dipinta accanto alla porta del suo Maso, accoglie coloro che si fermano per condividere un pasto in compagnia o per comprare ancora una delle sue specialità e sembra quasi di vederlo sorridere ancora, compiacendosi del suo lascito. Tito e la Val di Fiemme rappresentano le radici e proprio dalla terra si attingono le risorse che consentono di produrre speck e salumi secondo antiche usanze radicate nel passato. Esiste anche la possibilità di acquistare on-line i prodotti e in diversi negozi sparsi per il Trentino e l’Alto Adige. Il ristorante, caldo ed accogliente, rispecchia la vera tradizione valligiana ed è il luogo ideale per i momenti da condividere a tavola con la famiglia o con gli amici, gustando deliziosi piatti, circondati dalla natura.

Speck, salami, specialità di salsicce e carne di Tito Speck del Maso dello Speck in Val di Fiemme


Protagoniste sono le carni del loro allevamento, che permettono di realizzare piatti resi speciali dalla cura e dall’attenzione nell’allevare animali sani e controllati. Non mancano poi dolci tipici e altre specialità della tradizione locale per la migliore esperienza culinaria.
Le sale, riscaldate dal calore del caminetto acceso, regalano un’atmosfera montana. Si può scegliere di fermarsi ai tavoli all’aria aperta, ammirando il meraviglioso scenario delle Dolomiti.

Al mattino dopo, un’altra escursione con ciaspole con appuntamento alla stazione di partenza dell’Alpe Cermis è salutata dal sole. Dopo aver ritirato il biglietto di risalita e discesa all’Ufficio Skipass di Cavalese, accanto all’impianto, e ritirato le ciaspole presso il noleggio, inizia la salita insieme con il gruppo di escursionisti e con la guida Giancarlo Alessandrini. La passeggiata si sviluppa lungo il nuovo e panoramico sentiero “Orizzonti Dolomitici”.
Un merito va alle guide trentine. Simpatiche e preparate, dispensano nozioni e curiosità mettendo al primo posto la sicurezza dell’escursionista.

L’Alpe Cermis è una montagna per tutti da vivere e scoprire sia nella stagione invernale, sia in quella estiva.
Si possono trovare tantissime attività attraverso le quali divertirsi, rilassarsi e lasciarsi stupire. Per gli amanti delle passeggiate e del trekking consigliamo le escursioni in quota, che portano a visitare i laghetti di Bombasel, dalle acque pure che riflettono il colore del cielo. Per i più avventurosi non può mancare l’emozionante ferrata Cermiskyline – la ferrata dei laghi, famosa per il suo panorama mozzafiato.
Se ti piace la mountain bike, devi avventurarti sui sentieri dedicati, alla scoperta dei boschi e delle malghe.
La salita parte sicura, la ciaspolata è lunga ma rilassante e rivela paesaggi mozzafiato. Gli alberi del bosco si stagliano portentosi ai nostri lati. Numerose tracce di animali accompagnano la nostra salita, a significare che il luogo è puro e naturale.

Paion del Cermis
L’arrivo al rifugio Paion del Cermis è incredibile e il panorama copre 360 gradi.
Situato sulla cima panoramica dell’Alpe Cermis, a 2250 m il rifugio Paion offre dalle sue splendide terrazze una vista impressionante: la Marmolada, le Pale di San Martino, il Brenta, il Cevedale e il gruppo dell’Ortles, le Alpi Venoste dalla Pala Bianca al Similaun, il Sassolungo e il Sella sono solo alcuni dei monumenti naturali che si possono ammirare.
La terrazza panoramica del rifugio Paion, affascinante e accogliente tra falò, poltrone chaise longue e la scultura di un camoscio che domina il panorama sulle Alpi e le Dolomiti.
Il rifugio offre al cliente il self service mettendo a disposizione un vasto assortimento di antipasti e verdure a buffet, dai piatti della tradizione locale, quali la polenta accompagnata da funghi, salsiccia, spezzatino, formaggio fuso, le tagliatelle fatte in casa con ragù di cervo, lo stinco di maiale, i canederli, inoltre zuppe, specialità tipiche e dolci fatti in casa per gustare a pieno il vero sapore della gastronomia in alta quota.
Nella sala panoramica Lagorai si può gustare un momento di vero piacere per il palato e per la vista!
Per chi invece vuole sfruttare tutta la giornata sulle piste può fermarsi per un break veloce presso la pizzeria-paninoteca in terrazza. 

Michele Defrancesco e la moglie Lorena tra le prelibatezze del rifugio che gestiscono.

“Non può di certo mancare il nostro pezzo forte” come ci racconta Michele Defrancesco, lo chef, che assieme alla moglie Lorena gestisce il rifugio. “La carne che serviamo nella griglieria all’aperto viene direttamente dal nostro allevamento di vacche “Limousine” che insieme con le nostre figlie Sara e Lisa alleviamo con amorosa cura”.
Il loro allevamento si conta in 135 capi, allo stato quasi brado, con un loro toro di riferimento e nessun antibiotico somministrato.”
Ottima per quanto riguarda le fibre, il colesterolo e le pochissime perdite di peso in cottura, termine di fondamentale importanza e caratterizzata da un gusto a dir poco squisito. L’azienda agricola ‘Ciamberlain’ riprende il soprannome di famiglia, ereditato dal nonno paterno. “L’abbiamo ereditato dal nonno paterno, il nonno Silvio – ci racconta Sara – era tradizione che ogni famiglia avesse un soprannome. Il nonno ricevette questo soprannome perché dicevano assomigliasse a Neville Chamberlain, Primo Ministro Britannico tra gli anni 1937 e 1940.
Nostro papà, Michele, viene ancora chiamato con questo soprannome, e noi figlie abbiamo acquisito un simpatico nomignolo: “ciamberline”. Ci teniamo molto a questo nome in quanto rappresenta appunto la nostra famiglia.
Il nome è scritto così come si pronuncia, “Italianizzato”, in quanto ai tempi lo scrivevano così.  

“Il nostro logo è l’occhio del cavallo. Il cavallo, la passione che ci ha trasmesso papà da quando eravamo piccine e che ci ha poi avvicinato al mondo dell’agricoltura. Proprio lì dove abbiamo sempre tenuto i cavalli, nel 2014 è iniziata la costruzione della stalla dove ora alleviamo le nostre vacche limousine. Dopo questo primo passo nel mondo contadino, abbiamo deciso di intraprendere la meravigliosa strada della viticoltura, acquistando i vigneti nella bellissima e limitrofa Val di Cembra, vocata alla coltivazione dell’uva. La favorevole esposizione, il terreno, le condizioni climatiche e l’altitudine (si arriva oltre gli 800 m) la rendono una zona di viticoltura di grande qualità. Il fascino della valle sta nel tradizionale sistema di terrazzamenti con muri in pietra a secco (più di 700 km). Una terra tanto bella quanto faticosa da lavorare, in quanto la ripida pendenza dei versanti rende difficile, spesso impossibile la lavorazione a macchina delle vigne, costringendo l’uomo a lavorarla manualmente, il che rende questo vino ancora più prezioso.”

La loro produzione si esprime maggiormente nel Müller Thurgau e lo spumante metodo classico, ottenuto maggiormente da uve Chardonnay, per quanto riguarda i vini bianchi.

Noi infatti coltiviamo principalmente Chardonnay per base spumante e Müller, ma abbiamo anche degli appezzamenti di Gewürztraminer” – ci racconta Michele.
“Per quanto riguarda i rossi la nostra amata ed ottima Schiava ci fa da cavallo di battaglia, ma coltiviamo pure Lagrein e Pinot Nero”.
Un’autentica Storia di famiglia. Una storia della Val di Fiemme.
rifugiopaion.it
masociamberlain.it
Magnifica Comunità Val di Fiemme

Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme nasce come sede temporanea per il vicario del principe vescovo di Trento che, come stabilito dai patti gebardini del 14 luglio del 1111, si recava in valle due volte l’anno per amministrare la giustizia.
Come risulta dalle prime citazioni documentarie l’edificio fu eretto indicativamente verso la fine del XIII secolo. Queste non indicano la precisa collocazione del complesso ma, con ogni probabilità, si riferiscono al palazzo sorto vicino alla chiesa votiva di San Sebastiano.


La val di Fiemme è anche storia, cultura. Lo dimostra anche il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, che svetta nel centro di Cavalese. Ma facciamo un salto indietro, nel Medioevo.
Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme nasce come sede temporanea per il vicario del principe vescovo di Trento che, come stabilito dai patti gebardini del 14 luglio del 1111, si recava in valle due volte l’anno per amministrare la giustizia. L’edificio fu eretto indicativamente verso la fine del XIII secolo.
La Magnifica Comunità di Fiemme si estende oltre i confini della Val di Fiemme. All’interno della Magnifica Comunità, infatti, si parlano 3 lingue: italiano (nei Comuni di Fiemme), tedesco (nel Comune di Trodena – BZ) e ladino (a Moena, Val di Fassa – TN).
Dopo il 1314 il palazzo divenne sede fissa del rappresentante vescovile e, nel corso del secolo, il principe vescovo lo adibì a propria residenza estiva.
A partire dal XV secolo, gli episcopi trentini si dedicarono ad importanti lavori di ampliamento, trasformazione e abbellimento. Udalrico III di Frundsberg (1486-1493) portò l’edificio alle dimensioni attuali unendo, in un’unica struttura, i corpi di fabbrica realizzati nelle epoche precedenti. L’intensa attività di riorganizzazione edilizia trovò massima espressione per volontà di Bernardo Clesio (1514-1539) e del suo successore Cristoforo Madruzzo (1539-1567) tra il 1537 e il 1540. Furono impegnati artisti di altissimo livello, chiamati dalla fabbrica del Castello del Buonconsiglio.
L’organico programma di rinnovamento prevedeva la separazione degli spazi abitativi riservati al principe vescovo da quelli destinati al vicario. Al secondo piano venne ricavata un’ampia sala delle udienze, al pianterreno furono realizzate nuove prigioni. Ne risultò una delle più belle residenze rinascimentali di tutto il Trentino.

Sala delle Udienze e Sala Longo al palazzo di Fiemme. Di grande interesse lo straordinario ciclo di affreschi rinascimentali realizzati, con ogni probabilità, da Marcello Fogolino e la straordinaria collezione di quadri dipinti dai grandi artisti della Scuola Pittorica di Fiemme


All’inizio dell’Ottocento la fine del principato vescovile segnò l’adibizione del palazzo a carcere.
Nel 1850 l’edificio fu acquistato dalla Magnifica Comunità Generale di Fiemme che, nel corso del Novecento, promosse diverse campagne di restauro per il recupero del monumento. Dopo l’ultimo intervento, conclusosi nel 2009, il palazzo è stato destinato a Museo-Pinacoteca ed è attualmente il polo culturale di riferimento per gli abitanti della valle. Di grande interesse lo straordinario ciclo di affreschi rinascimentali realizzati, con ogni probabilità, da Marcello Fogolino e la straordinaria collezione di quadri dipinti dai grandi artisti della Scuola Pittorica di Fiemme.
Un Palazzo dalle sale testimoni di un’epoca e di una valle votata al lavoro del legname e alla salvaguardai dei suoi boschi, dedita alle persone. Ci si addentra nelle sale che rispecchiano la grandezza di una comunità attiva e ospitale.
La Val di Fiemme è anche inclusione, condivisione del lavoro. Infatti sorgono molte attività imprenditoriali dedicate ai prodotti che il territorio offre.
palazzomagnifica.eu

Le forme di Val di Fiemme, con il caprino Cavalese e le altre specialità.
Il Caseificio Sociale Val di Fiemme produce più di 40 diversi formaggi,
tra prodotti a latte vaccino e a latte caprino,
con diversi livelli di maturazione.

Caseificio Sociale Val di Fiemme
Il Caseificio Sociale Val di Fiemme nasce nel 1966, come cooperativa agricola raggruppa 80 aziende del territorio che si occupano della raccolta di latte.
Negli anni ’60 un piccolo gruppo di aziende agricole che hanno avuto la necessità e lungimiranza di unirsi per avere più riferimenti per la lavorazione del proprio latte.
Una volta c’erano i caseifici turnari, ossia piccoli caseifici che raccoglievano il latte e a turno gli veniva riconosciuto una quantità di formaggio da stagionare, per soddisfare il fabbisogno prettamente familiare.
Le vacche allevate dalle quali si ricava il latte e quindi i prodotti casari sono la bruna, razza maggiormente allevata nell’arco alpino, la grigio alpina e un certo sviluppo della pezzata rossa italiana, tutte rigorosamente in alpeggio nei mesi estivi.
Alberto Vaia – responsabile commerciale e marketing – racconta “il caseificio lavora circa 200 quintali di latte al giorno, in primavera se ne lavora di più mentre il caseificio lavora 365 giorni all’anno producendo più di 40 tipologie, tra formaggi, derivati, freschissimi e stagionati, da ricotta fresca a prodotti freschi. Paolo Campi è il casaro e con il suo team sviluppa produzione e innovazione.
Prodotto di punta? Il Trentingrana e il Puzzone di Moena, due famosi dop, poi il Fontal di Cavalese, il Formai Val di Fiemme, i caprini, linea Fresca Fiemme che racchiude anche i freschissimi: latte, panna, burro.”
Al Caseificio si è mantenuta la lavorazione principale come un tempo, ed oggi è proprio un valore aggiunto.
caseificiocavalese.it

Birroteca Dante n°6

Il nostro tour nella Valle di Fiemme si conclude con la visita ad un altro luogo di eccellenza a Cavalese. “Questo luogo nasce dal desiderio di creare qualcosa che possa consolidare quello a cui teniamo di più – raccontano Luca e Ingrid – ovvero l’ospitalità”! 
Insieme creano la prima birroteca nel centro della Valle di Fiemme a Cavalese, in piazza Dante, ma attenzione, questa non è solo una birreria, ma anche un “Beer shop” una “bottega del gusto” perché tutti i prodotti serviti possono essere acquistati nel piccolo negozio all’interno del locale. Un vero punto di ritrovo per ascoltare musica o dove passare prima di sciare o fare un’escursione, per prendere il vostro panino preferito come pranzo al sacco.

Trota delle Dolomiti e tris di Canederli, tra le specialità della valle trentina.


La birroteca serve più di 80 tipi di birra in bottiglia, selezionate tra le migliori al mondo, senza scordare l’attaccamento per il nostro Trentino. Il cibo rispecchia la tradizione: Taglieri di affettati e formaggi selezionati, zuppe calde, Weiß wurst con senape dolce, trota delle Dolomiti.
Offrendo fin dal mattino con la colazione “fiamaza”, il giusto inizio di giornata per proseguire con il brunch di tarda mattinata, la merenda rinforzata del pomeriggio, l’aperitivo, cena e dopocena.  Un servizio che unisce gentilezza e l’alta qualità di cibo e birra.
historichotellastua.it/it/birroteca

Una vacanza per tutti, per chi ha voglia di scoprire, essere curioso, appassionarsi a questa Valle camminando per i boschi, sciando, assaggiando i prodotti tipici. Condividendo l’amore per la Montagna, la sua gente, le sue tradizioni.
La Magnifica Fiemme vi aspetta.

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Picture of Fabrizio Lopresti

Fabrizio Lopresti

Fabrizio Lopresti, autore, giornalista e regista, nonché attore della famosa sitcom “Sensualità a Corte”. Viaggiatore di cultura, per la rubrica culturale di The Way Magazine tratta di tutto quello che potrà nutrire l’anima. Festival, rassegne, cinema, mostre, libri, viaggi interspaziali e musicali. Tutto in prima persona, vivendo quel momento per raccontarlo ai lettori. “Perché la cultura sociale ci aiuta a vivere meglio, ci aiuta a diventare persone migliori”, dice.
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