La tranquillità del lago di Como, con la bellezza del paesaggio che il mondo ci invidia e i servizi di lusso tra i più sofisticati nel panorama dell’hotellerie. Davide Bertilaccio, CEO e managing director di Villa D’Este, albergo ospitato in un’antica residenza nobiliare del XVI secolo, lavora ogni giorno circondato da 10 ettari di giardini affacciati sul lago più celebrato d’Italia. Qui arriva il mondo. “Un’icona mondiale – ci racconta – che non si fa fatica a vendere nel mercato ma che impone di essere sempre al passo con le richieste della clientela da ogni parte del globo”.
Quest’anno Villa d’Este celebra le sue 150 stagioni di emozioni con l’apertura straordinaria nel periodo invernale fino al 3 Gennaio 2023, per permettere ai danarosi di tutti i continenti di assaporare anche nel mite inverno lariano l’ospitalità made in Italy. Per secoli dimora dell’aristocrazia, dopo principesse, marchesi, sultani e zar, dal 1873 questa residente è un elegante resort a cinque stelle, un albergo di charme tra i più celebrati al mondo.
Qui si trova lusso sulla vista del lago e arte del viver bene in un’esperienza suggestiva che riempie gli occhi e ispira la mente. La destinazione ha camere e suite, con vista sul lago o sul parco, ripartite nei due edifici: quello del Cardinale e il Padiglione della Regina. Finestre e terrazzi a picco sul lago, sguardo sulla marina, barche che tornano nelle serate silenziose. Tutte le camere sono spaziose, arredi d’epoca, velluti e broccati, atmosfera di una residenza privata d’altri tempi.

Karan, Ralph Lauren, Calvin Klein, Oscar de La Renta, Kenneth Branagh, Robert De Niro, George Clooney. L’albergo è membro di The Leading Hotels of the World, fiore all’occhiello dell’omonimo gruppo alberghiero, e proprietà di un’importante famiglia italiana di imprenditori che fa capo anche a Villa La Massa a Firenze. “Conservare l’anima
del luogo” è la sua priorità.

Per il periodo festivo 2022/23 c’è durante l’apertura straordinaria nel periodo invernale la possibilità di gustare chicche ad hoc (imprerdibile il panettone artigianale del pastry chef Fabrizio Bertola) e approfittare di una serie di appuntamenti e attività come i menù a tema ideati dall’executive chef Michele Zambanini, Wine Dinners, in programma dal 2 Novembre al 18 Dicembre, serate musicali dal vivo e menù esclusivi per la Vigilia, il Natale e il Capodanno, per i clienti dell’Hotel, ma anche per gli ospiti esterni che vogliano trascorrere a Villa d’Este queste giornate speciali.

Bertilaccio racconta: “II lusso non è materiale ma è legato molto all’esperienza personale. E questo significa che l’imprenditore deve riconoscere chi ha davanti, perché la parte oggettiva comprende aspettativa di standard alti, arredi di lusso e servizi adeguati ma interpretare la persona è qualcosa che deve essere innato. Infatti nell’hospitality a questi livelli bisogna prendere decisioni veloci con tempi di reazione brevi. Anticipare è il vero lusso, nel senso di sapere in anticipo come sorprendere persone esigenti con esperienze emozionali in un mondo in cui tutto può essere comprato”.
L’attenzione al dettaglio, in una destinazione prestigiosa come questa, passa da proattività e passione, “il tutto improntato a evitare lo stress“, sottolinea il manager, che si impegna anche in prima persona a garantire un alto livello di privacy ai suoi ospiti.
“Il rapporto con una persona capace e attenta, l’esperienza nel territorio, il saper sorprendere – dice Bertilaccio – sono elementi che colpiscono specie la clientela straniera, che è la maggioranza a Villa D’Este. Quando arrivano qui sono colpiti dalla simpatia e dalla predisposizione all’approccio mediterraneo. L’italiano è la persona più indicata per fare il padrone di casa: siamo calorosi, sorridenti, disponibili“.
Dopo lo stop generale per la pandemia, che il gruppo alberghiero ha attraversato cercando di arginare esuberi dei dipendenti, oggi Villa La Massa a Firenze, i due quattro stelle a Como in management e la capofila a Cernobbio, marciano a pieno ritmo. Davide Bertilaccio, nell’esercizio delle sue funzioni, deve differenziare l’organizzazione dei servizi costantemente. E l’approccio paga, con il flusso dal Nord America che non si arresta, visto che il segmento del lusso è sempre in ottima salute e viaggia oltre le contingenze. Già nel 2021 Villa D’Este ha avuto incremento del 40% sul 2019, che era stato un anno ottimo. Nuove frontiere si sono aperte, con l’arrivo di top spender da altri Paesi. “Questa estate – rivela – molte richieste ci sono arrivate dall’India, un Paese che inizia ad avere clienti di target alto, ancora poco propensi ad aprirsi in tutto alla tradizione italiana. Hanno richieste specifiche legate al cibo, spesso dobbiamo accogliere i loro chef personali ma non ci intimorisce. Stiamo valutando l’ipotesi di adeguare le nostre cucine in toto alla loro cultura vegetariana”.