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Andrea Benelli: la stella dell’estate è un pianista

Incontro col compositore lombardo che sta per lanciare il suo primo disco solista: "La mia musica è emozionale e controcorrente".

Andrea Benelli ci riceve nel suo elegante studio milanese in un pomeriggio particolarmente rovente. Con lui, Giovanna Caravaggio, che lo segue nella sua avventura di pianista solista.

Da poco sto facendo ascoltare parte del mio prossimo disco a persone che non lavorano con me, mi sembra ancora strano“. E così il giovane musicista lombardo (è di Casale Cremasco ed è nato nel 1980) inizia un concerto privato per noi di The Way Magazine.

Andrea Benelli

Andrea Benelli in posa per gli obiettivi di The Way Magazine.

Possibile che in estate la musica più adatta sia quella di un piano? “Guarda che la mia musica non è affatto difficile – ci dice con fare sorpreso – io sono il compositore della semplicità. Anzi, se posso permettermi, la mia originalità è proprio nella semplicità“.

Vi parliamo di Andrea Benelli perché siamo sicuri che rientrerà tra i divi preferiti del genere crossover che parte dalla classica ben presto. A settembre è previsto il suo primo disco di inediti che lo catapulterà nell’Olimpo finora presidiato da Giovanni Allevi e Ludovico Einaudi. Un trend che non sembra arrestarsi, visto l’interesse anche delle nuove generazioni per la musica da camera lontana dai frastuoni delle chart. “Non ci emozioniamo più, non vedo gente piangere, ridere, incontrarsi. Se lo facciamo ascoltando buona musica è un bel traguardo“, ci dice ribadendo che la sua arte è ben piantata nel presente, “è musica emozionale“.

Apparentemente controcorrente, Andrea Benelli è invece in buona compagnia, visto il successo di dischi strumentali negli ultimi anni in Italia e all’estero. “Ovviamente loro sono dei riferimenti – ci dice dei blasonati colleghi mentre si appresta a suonare al piano il suo hit Sogno d’Amorema vorrei che tutte le esperienze che ho fatto nella mia carriera confluissero nella mia musica che per la prima volta ho il coraggio e la determinazione di fare ascoltare“. Andrea Benelli, quando ha deciso di separarsi dall’esperienza de La Scala ha iniziato a costruirsi un repertorio suo, con cover di pezzi antichi e moderni. “Uno Zibaldone di oltre mille canzoni che ho suonato nei posti più impensabili. A Malpensa e nei bar lussuosi di Dubai“, ricorda oggi. Eppure, per la natura elitaria del suo strumento, le cose non sono state sempre facili.

Non era un’esperienza che poteva continuare, non prendo la chitarra  in braccio e canto. E quindi ho deciso di fermarmi e fare il salto: suonare solo composizioni mie per un pubblico che voglia ascoltarmi“.

Sarà crossover, sarà classica che si sposa con l’ambient, ma quando le mani di Benelli toccano i tasti parte una magia ricca di energia che da tempo non vedevamo. Già un’importante etichetta discografica l’ha messo sotto contratto e ne sentiremo parlare presto. “Per ogni brano non mi rendo mai conto di quando l’ho finito e ogni volta non so da dove arriva. Io non sono mai stato compositore. In conservatorio ho studiato organo e dovevo fare composizione organistica. Per me era un compito e avevo degli schemi e non dovevo comporre, quindi ora che sono libero è una specie di infusione naturale di idee. Arrivano melodie, così…ricordo che la mia insegnante mi aveva detto: canta mentre suoni, cerca di variare, riesci a esprimere qualcosa in più di uno strumento piatto come l’organo“. E infatti nello studio dove siamo ad incontrarlo, Andrea Benelli articola davvero qualche parola mentre suona ma ci tiene a ribadiredi non aver bisogno di testi perché la mia parola è la musica“.

Andrea Benelli

Andrea Benelli assorbe tutto: “Ho suonato liscio, Morricone, Clayderman, Allevi, Einaudi”.

Il titolo di Sogno d’Amore che lo sta facendo conoscere “è venuto pensando a Giovanna, la donna che mi sta seguendo nell’avventura da solista e che mi ha isnegnato cos’è l’amore, quando una persona è così dedita. Lei è quello che vorrei essere io un giorno nei confronti di un’altra persona”.

Ambizioni? “La prima è riuscire a lavorare di musica e essere ripagato economicamente, anche se mettermi al piano non è un lavoro. La mia ambizione è contraccambiare quello che ho ricevuto“.

Lo sente Andrea Benelli che dopo la gavetta e le esperienze prestigiose con la classica e l’opera, questo è il momento giusto per mettersi in proprio. Ha collaborato fino al 2013 con l’Orchestra, la Filarmonica e i Cameristi del Teatro alla Scala in qualità di organista, pianista e clavicembalista sotto la guida dei più grandi direttori del mondo. Oggi, con la sensibilità che ha in note, si può permettere pure di incidere un brano come Stronger Than Before, uno dei momenti più emozionanti del disco, che ripesca nella memoria di un fatto tragico: “Mio padre ha avuto un incidente sul lavoro che gli ha fatto perdere l’uso di un braccio. Ma in musica volevo riportare la sua rivincita nella vita: le note che ho composto aiutano a far capire quanto di buono si può riuscire a fare anche se la vita ti pone degli ostacoli. Siamo una bella famiglia, ho due sorelle splendide“.

Per info sull’artista qui



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