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Aperitivo, il rito che riunisce l’Italia e lo stile millennial

La ricerca di TradeLab identifica gli stili di consumo e i trend del futuro. La novità è l'abbinamento al food di qualità.

All’estero lo hanno capito da tempo: un rito che unisce l’Italia da nord a sud c’è e si chiama aperitivo. Le parole che più lo identificano ultimamente sono tonic, Martini e Negroni. Chiedete in qualsiasi cocktail bar di Londra o New York e vi diranno che è questa l’Italian way di godersi il momento di socializzazione più atteso della giornata.

Perché secondo la ricerca commissionata da MARTINI a TradeLab, i millennials scelgono l’aperitivo per socializzare e incontrare gli amici.  II cocktail resta la consumazione preferita visto che nel 2017 c’è stato un incremento di amanti dell’aperitivo, soprattutto tra i millennials (18-24), sempre più attenti alla qualità dei cocktail e all’abbinamento con il cibo tipico e gourmet. Se il 34% del campione degli intervistati tra i 18 e i 44 anni ha dichiarato che è uscito più frequentemente negli ultimi 12 mesi, la percentuale sale a 42% tra i più giovani e il motivo principale è il desiderio di stare con gli amici (45%). Socialità (24%), svago (20%) e conversazione (16%) sono le keywords che meglio descrivono il momento dell’aperitivo. Le nuove generazioni passano dai social network all’off-line.

STORIA – L’aperitivo italiano è un rito che nasce a Torino a metà del 1700 in coincidenza con la creazione del vermouth e che oggi è ancora amatissimo. Sono infatti oltre 1,3 milioni i residenti a Milano, Roma e Bari che hanno consumato un aperitivo alcolico fuori casa negli ultimi 6 mesi (52% uomini e 48% donne). La percentuale dei frequentatori è pari all’89% ma sale al 91% tra i più giovani (18-24). La ricerca si è concentrata sulle due capitali d’Italia e su una città del sud che conserva ancora le caratteristiche tipiche del vecchio modo di fare aperitivo, cioè breve e accompagnato solo da qualche stuzzichino. Pare che Napoli sia già troppo avanti per avere una rilevazione rappresentativa del sud Italia. Mentre a Milano, dopo il boom degli anni 80, l’aperitivo ormai si è trasformato in “aperi-cena” nel senso che è talmente abbondante l’offerta che sostituisce in tutto la cena (per 6 intervistati su 10).aperitivo info

LA SCELTA – 9 consumatori su 10 tra i millennials amano informarsi su dove e come fare l’aperitivo consultando principalmente (ma non solo) Google (60%), Tripadvisor (45%) e Facebook (40%), soprattutto al Nord. Una tendenza partita da New York, dove fioccano app nate proprio per orientare il consumatore nella scelta di locali e aperitivi che puntino in primis sulla qualità. Ecco allora che i locali della Grande Mela vengono mappati, ad esempio, da “Happy”, l’applicazione che permette non solo di scegliere dove sorseggiare i migliori drink, ma anche di invitare gli amici last minute.

Ma quali sono i luoghi più amati per consumare l’aperitivo? A Milano c’è una spiccata preferenza per i cocktail/lounge bar e i locali di tendenza (62%), tanto che addirittura il quotidiano britannico The Independent consiglia il Mag Café, emblema di qualità e creatività, in un tour ideale del capoluogo lombardo. Tutt’altra musica al Sud, dove si continuano a frequentare i locali tradizionali (30,7%), a Bari in particolare; per circa il 28% dei frequentatori non perdono d’appeal i bar storici, le enoteche e i locali sulla spiaggia, soprattutto a Roma.

E se la frequentazione dei locali dove si va regolarmente rimane stabile, negli ultimi tre anni è aumentata invece la preferenza per i locali più particolari come ostricherie, scamperie, pescherie, chioschi/chiringuiti, winebar e anche locali all’interno di ristoranti, o hotel, dov’è più ricercato il “pairing” con il cibo. Lo dimostrano locali come Ricci e Carlo e Camilla in Segheria di Milano, che propongono abbinamenti tra cibo e cocktail studiati da nomi celebri nell’ambito culinario.

Nella scelta del luogo i criteri ritenuti importanti sono ovviamente la qualità dei piatti offerti (5,7 su scala 1-7), la cortesia del personale (5,6) e l’ambiente (5,5).

COCKTAIL – Il 64% della fascia tra i 18 e i 44 anni preferisce bere un cocktail, seguono il prosecco (35%), la birra (32%) e il vino bianco (24%). Ultima frontiera nelle nuove tendenze, è il cocktail a cena. Uno dei marchi più iconici al mondo, il MARTINI, è uno degli ingredienti tipici della base per aperitivi. Un brand chiave nell’industria dell’enologia italiana, ed offre vini aromatizzati e frizzanti della più alta qualità. Creato a Torino nel 1863, il marchio MARTINI fa parte del portafoglio di Bacardi Limited, la cui sede centrale si trova ad Hamilton, Bermuda.

Del trend in corsa se ne avvantaggia anche Schweppes, base per due cocktail studiati con le “star” del momento: Ginger Beer, il Premium Flavoured Mixer con un gusto avvolgente che va da una pungente nota di zenzero alla più sottile nota agrumata, ideale per preparare un incredibile Moscow Mule (che è in realtà nato a New York) a casa con una ricetta semplicissima; Tonica Hibiscus, dell’innovativa linea Schweppes Premium Mixer, per un cocktail più sofisticato studiato ad arte dal bartender Francesco Cione: Schweppervescence à la Page.

The Way Magazine sostiene e promuove assunzione di alcohol moderata e responsabile.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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