30 Novembre 2023

Cosa ha presentato il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2023

Si è trattato di una una messa in pratica di quell’accademia diffusa, utile alle comunità dei territori, che si proponeva l’obiettivo di rispondere a una serie di temi urgenti.

30 Novembre 2023

Cosa ha presentato il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2023

Si è trattato di una una messa in pratica di quell’accademia diffusa, utile alle comunità dei territori, che si proponeva l’obiettivo di rispondere a una serie di temi urgenti.

30 Novembre 2023

Cosa ha presentato il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2023

Si è trattato di una una messa in pratica di quell’accademia diffusa, utile alle comunità dei territori, che si proponeva l’obiettivo di rispondere a una serie di temi urgenti.

Con la chiusura della 18. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, domenica 26 novembre 2023 si è conclusa anche l’esposizione del progetto “Spaziale. Ognuno appartiene a tutti gli altricurato da Fosbury Architecture (Giacomo Ardesio, Alessandro Bonizzoni, Nicola Campri, Veronica Caprino e Claudia Mainardi) per il Padiglione Italia promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della cultura.

La mostra alle Tese delle Vergini ha rappresentato un importante momento di confronto e sintesi di nove progetti site-specificattivati sul territorio italiano a partire dai mesi precedenti l’inizio della Biennale Architettura 2023: un lungo processo, tuttora in corso, che non si esaurisce con l’esperienza del Padiglione a Venezia. Si è trattato di una una messa in pratica di quell’accademia diffusa, utile alle comunità dei territori, che si proponeva l’obiettivo di rispondere a una serie di temi urgenti per la pratica architettonica attuale, vista come ricerca multidisciplinare al di là dei manufatti.

Terminata la mostra alle Tese delle Vergini, Spaziale torna nei territori, alle azioni site-specific iniziate nei mesi precedenti la Biennale Architettura 2023 – sottolineano i curatori, Fosbury Architecture. – Il futuro del Padiglione Italia è nella città vecchia di Taranto, alla Baia di Ieranto, sul confine italo sloveno di Trieste, a Ripa Teatina, nella Terraferma Veneziana, allo stagno di Cabras, nella periferia di Librino, a Belmonte Calabro e nella piana tra Prato e Pistoia. Sebbene nei prossimi mesi saremo Stranieri Ovunque, speriamo che l’eredità di questo Padiglione non svanisca. In un mondo sempre più violento e divisivo, crediamo fermamente sia cruciale ricordare che Ognuno Appartenga a Tutti gli Altri.”

La Direzione Generale Creatività̀ Contemporanea del Ministero della cultura ha contribuito alla realizzazione di “Spaziale. Ognuno appartiene a tutti gli altri” con un importo pari a 800.000 euro.

Il Padiglione Italia è stato realizzato anche grazie al sostegno di Banca Ifis in qualità̀ di main sponsor, di Bottega Veneta in qualità̀ di sponsor e di Rilegno in qualità̀ di sostenitore, che hanno contribuito complessivamente con un finanziamento di oltre 230.000 euro.

Si ringraziano il main sponsor tecnico Fohhn, gli sponsor tecnici Epson, Flos, NM3, Fedrigoni e il donor Aeroporto Nicelli che hanno contribuito con un valore complessivo di 160.000 euro.

Il Padiglione Italia è stato lo strumento che ci ha consentito di indagare le sfaccettature del contesto di crisi permanente in cui viviamo dichiarano i curatori, Fosbury Architecture. Una sfida impossibile da circoscrivere in astratto, ma che se analizzata alla microscala dei contesti locali, consente di comprenderne le dinamiche che si rifrangono attraverso ricadute precise. Spaziale ha proposto una riflessione sui temi urgenti per la disciplina, una presa di coscienza collettiva sostanziata e avvalorata dagli accadimenti nazionali degli ultimi sei mesi che fanno emergere l’acuirsi delle questioni sollevate dal Padiglione. A maggio, durante l’opening della Biennale Architettura 2023 abbiamo assistito agli eventi catastrofici delle alluvioni in Emilia Romagna, l’estate 2023 è stata la più calda di sempre. Il mese di novembre, in cui si è chiuso il Padiglione, quello con le più alte temperature mai registrate finora a livello globale. A Taranto, dove ha operato il collettivo Post Disaster, abbiamo visto l’ultima manifestazione all’interno dell’ex Ilva, dopo mesi di mobilitazioni sindacali per impedire la chiusura dello stabilimento siderurgico e garantire una giusta transizione ecologica. Sul confine Italo-Sloveno, dove è localizzato il progetto Sot Glas di Trieste, l’Italia ha ripristinato i controlli di frontiera, sospendendo il trattato di Schengen e la libera circolazione transfrontaliera. In Parlamento arriva il disegno di legge che vieta la produzione e la commercializzazione del cibo sintetico, richiamando il tema sempre più divisivo della transizione alimentare, affrontato da Lemonot e Flore a Cabras. Il dibattito sulle periferie si riaccende sul destino del PNNR e dei sempre più precari fondi dedicati alla rigenerazione delle aree più disagiate del Paese. Al rischio di definanziamento, corrisponde il fallimento dei progetti urbani integrati e il rischio che si producano, ancora una volta, nuove opere incompiute.

Ma il rischio più evidente che mette in luce il Padiglione Italia – proseguono i Fosbury Architecture è che l’ennesimo discorso interno alla disciplina ci faccia perdere di vista come l’architettura sia spesso parte del problema, e che tutte le crisi – non solo quella ambientale – producano conseguenze spaziali sui nostri territori. Ed è proprio sui territori che si misura il successo delle iniziative locali promosse da Spaziale, dove nella complessità delle condizioni di lavoro e nella scarsità di risorse, emerge la forza dei nove progetti. Operando come agenti di cambiamento, gli Spazialisti invitati sono riusciti a legittimare come spazio pubblico luoghi che fino a quel momento non erano considerati tali, a dimostrare che la marginalità possa essere assunta come vantaggio e che, mediando tra pubblico e privato, si possa fare rete con la comunità locale. In questo senso, la chiusura della Biennale Architettura 2023 non corrisponde al termine del Padiglione Italia 2023.”

Spaziale è stato dunque lo strumento per indagare le sfaccettature del contesto di crisi permanente in cui tutti noi viviamo, non solo il gruppo curatoriale di architetti, i progettisti e gli advisor coinvolti (nove gruppi di professionisti provenienti da diverse aree delle industrie creative, per un totale di circa 50 persone con età̀ media di 33 anni).

Ciascun gruppo di lavoro ha presentato occupazioni temporanee, operazioni di messa in sicurezza che hanno riaperto spazi pubblici mai utilizzati, dispositivi spaziali che hanno attrezzato luoghi abbandonati diventati nuovi catalizzatori di incontro, prototipi offerti alle amministrazioni per realizzare future iniziative, e ancora, progetti di paesaggio perfettamente riusciti e già stabilizzati.

L’esperienza del Padiglione Italia ha rappresentato, per tutti i partecipanti, l’avvio di una serie di iniziative che avranno un impatto di media o lunga durata, capace di restituire una rinnovata immagine dell’architettura italiana nel contesto internazionale.

PROGETTI DELLA BIENNALE DI ARCHITETTURA 2023 PADIGLIONE ITALIA
  01.Taranto, Puglia EP04 DALLE MACERIE, il quarto episodio di Post Disaster Rooftops, è stato realizzato in collaborazione con Silvia Calderoni e Ilenia Caleo, su due tetti adiacenti nella città vecchia, tra via delle Pentite e vico degli Innocenti, uno dei quali è una biblioteca comunale in stato di abbandono. Il progetto, promosso attraverso il Padiglione Italia ha contribuito da un lato a rafforzare il legame con il territorio di un’iniziativa ormai consolidata e riconosciuta anche dall’amministrazione, e dall’altro di muovere da un dibattito locale a una dimensione globale, raccontando lo stato di crisi della città di Taranto e indagando attraverso gli strumenti dell’architettura gli effetti spaziali che essa produce. Attualmente  il  collettivo sta lavorando all’appuntamento EP05, già in fase di lavorazione per il prossimo anno.   02.Baia di Ieranto (Massa Lubrense, Napoli), Campania Il Museo Madre di Napoli ha presentato, in collaborazione con Villa Lontana Records e Terraforma, il progetto didattico La Terra delle Sirene Public Program che consiste di sette laboratori condotti da musicisti e etnomusicologi, svolti tra settembre e novembre. In questo ambito, il lavoro si concentra sulla produzione di nuove sonorità, dall’elettroacustica alla poesia sonora e field recordings, esplorando tematiche legate al mito, al paesaggio e alla tradizione, attraverso un approccio sonoro innovativo. I laboratori proposti confermano la vocazione originale del progetto di BB e Terraforma alla transdisciplinarietà e sono rivolti di volta in volta ad adulti e a bambini e sviluppano contenuti e indagini interattive a partire dalla disciplina dell’etnomusicologia, sollecitate da artisti come Walter Maioli, Francesca Heart, Sara Persico, BB (Alessandro Bava e Fabrizio Ballabio), Modular on the Spot Naples (MOTSNA), Babau.   03.Trieste, Friuli-Venezia Giulia A giugno, dopo l’inaugurazione del Padiglione Italia presso le Tese delle Vergini de La Biennale di Venezia, Sot Glas ha visto la seconda attivazione del progetto locale. Per quattro giorni Kleine Berlin è stata aperta al pubblico e le progettiste Giuditta Vendrame e Ana Shametaj hanno organizzato sia tour guidati per visitare l’installazione dentro il tunnel, che passeggiate performative sul confine italo sloveno. Ampliando la rete di relazioni e attori coinvolti, il progetto si espande oltre la città di Trieste. Da un lato l’opera in mostra a Venezia, verrà riproposta alla prima Biennale d’Arte di Malta 2024; dall’altro, in vista della prossima “Go! 2025” Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura, il progetto assume una prospettiva pluriennale indagando l’origine del fenomeno migratorio in Pakistan e Bangladesh, due tra i popoli che rappresentano la maggior presenza nella rotta balcanica.   04.Ripa Teatina (Chieti), Abruzzo Dopo l’opening del Padiglione Italia, il progetto dell’Uccellaccio è apparso su Google Maps con il pin verde, tra i luoghi da vedere o visitare di Ripa Teatina. In questi mesi, la vegetazione ha spontaneamente ricominciato a crescere sul terreno movimentato all’ingresso dell’opera incompiuta, arricchendo il biota locale e contribuendo a rafforzare l’immagine di parco e di passeggiata paesaggistica intorno all’ex RSA. Il lavoro di disvelamento e il processo di riattivazione partecipato messo in campo da HPO e Claudia Durastanti, oltre ad aver riaperto il dialogo tra l’Asl di Chieti proprietaria dell’opera e il Comune di Ripa Teatina, attraverso un accordo di comodato d’uso gratuito, ha richiamato l’interesse di altre realtà già attive sul territorio, tra cui il Comitato Abruzzese del Paesaggio e l’associazione Unpae, che opera a Roccacaramanico nel campo della cultura visuale e che realizzerà nella primavera del 2024 all’Uccellaccio un evento dedicato alla valorizzazione del territorio abruzzese attraverso l’arte multimediale.   05.Terraferma veneziana, Veneto Concepita in funzione del recupero e del riutilizzo dei materiali di allestimento, l’installazione Concrete Jungle di Parasite 2.0 e Elia Fornari all’interno del Padiglione Italia è stata progettata per essere ricollocata al termine della Biennale Architettura 2023 presso la Chiesa di Gesù lavoratore di Marghera. Terminato il disallestimento, la struttura avrà una seconda vita e una volta integrata con nuovi elementi andrà a comporre un nuovo dispositivo per l’arrampicata e il gioco dei più piccoli. Il progetto verrà inaugurato in tempo per l’edizione 2024 di “Arrampilandia”, organizzata come ogni anno dal gruppo Sgrafa Masegni per valorizzare questo luogo di aggregazione sportiva.   06.Cabras (Oristano), Sardegna Il terzo atto del progetto di Lemonot e Roberto Flore Trasformazioni Possibili prevede che tutte le sculture di sale allestite nella chiesetta di San Vincenzo – Pischera ‘e Mar ‘e Pontis a Cabras, siano acquisibili come pezzi unici e che si possano scegliere a distanza usando le copie riprodotte fedelmente per la mostra nel Padiglione Italia. L’asta performativa si trasforma dunque in una microeconomia artistica, che alimenta un sistema di donazioni vero e proprio per sostenere la fondazione MEDSEA, un’organizzazione no profit per la tutela e la gestione sostenibile delle risorse marine e costiere della Sardegna. I fondi raccolti contribuiranno alla campagna in corso Hope For Sennariolo e all’attivazione di residenze artistiche, borse di studio, workshop o visiting school presso atenei locali ed internazionali. La raccolta fondi è consultabile presso il seguente link: https://trasformazionipossibili.org.   07.Librino (Catania), Sicilia Con la chiusura del Padiglione i due teli in mostra della Casa Tappeto e i disegni del grande gioco di Librino torneranno nel quartiere. Da gennaio del prossimo anno Studio Ossidiana e Adelista Husni Bey continueranno i laboratori didattici al fine di completare gli apparati decorativi e iconografici della Casa Tappeto che verrà presentata al quartiere nella sua versione finale per la primavera del 2024. Un processo di accompagnamento diluito nel tempo che vede coinvolte numerose realtà locali: Associazione Talità Kum, la Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Catania, I Briganti Rugby Librino, il Liceo Angelo Musco, l’associazione di sartoria Made in Librino che si occuperà del confezionamento finale, Abadir Academy, l’Associazione Musicale Etnea e infine Ortigia Sound System che ha coordinato a settembre il progetto Librino as a Stage, una giornata di eventi prodotta sulla scia del lavoro per il Padiglione Italia e dedicata a trasformare il quartiere in un palcoscenico attraverso, spettacoli, passeggiate esplorative e assemblee pubbliche.   08.Belmonte Calabro (Cosenza), Calabria Il giardino dell’antico castello, che grazie al progetto di Orizzontale e Bruno Zamborlin è stato rivitalizzato da uno stato di semi abbandono, è ora momentaneamente chiuso per lavori di restauro, da parte del Comune di Belmonte Calabro. In attesa della sua riapertura al pubblico e di una nuova edizione del programma educativo Crossing, Le Seppie hanno proseguito la loro attività di interscambio di conoscenze attraverso una mappatura delle aree verdi e della vegetazione locale, iniziata proprio nel giardino dell’antico castello in occasione del progetto. In particolar modo durante l’evento An architecture School of Commons, è proseguita la compilazione dell’erbario delle essenze identificate nella strada che unisce il Monumento a Michele Bianchi alla Marina. Dall’apertura della 18. Mostra Internazionale d’Architettura, i sensori di vibrazione installati presso la stazione di progetto al Padiglione Italia hanno rilevato una media di oltre 6.000 interazioni al giorno, e 1.103.856 di interazioni totali.   09.Prato – Pistoia, Toscana Al Centro Pecci il Belvedere Digitale ha accolto un ciclo di tre incontri a cura di (ab)Normal, Captcha e Emilio Vavarella, dal titolo Towards a Self-Reproducing Landscape: Leisure, Automation and the Politics of Space, dedicato ad approfondire la dimensione tecnica, logistica, e tecnologica del paesaggio antropizzato e della sua riproducibilità, a partire dal contesto toscano. La struttura metallica installata nell’Urban Center della città di Prato ha permesso a ospiti e partecipanti di essere esplorata sia in presenza che in streaming,definendo una piattaforma di confronto sospesa tra fisico e virtuale. Hanno partecipato al dibattito: Nina Bassoli (Triennale Milano), Valerio Barberis (Comune di Prato), Gaia Piccarolo (Free University BZ), Bart Lootsma (author of Hypertyrol), Marina Otero Verzier (Automated Landscape), Nicholas Korody, Zenovia Toloudi (Dartmouth College), Xavier Nuen (EPFL), Captcha Architecture, (ab)Normal, Emilio Vavarella (Harvard University).

Immagine di apertura: Annie Morris BRONZE STACK 9 VIRIDIAN GREEN 2022 Foto credit Andrea Garuti

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