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Dottor Marco Lombardi: “Le mie pillole di lifestyle, medicina per corpo e mente”

Il giovane medico bresciano parla a The Way Magazine di come interagiscono ambiente, salute mentale e fisica.

Immergersi nella natura, fare del corretto stile di vita un modo di essere in ogni circostanza, mangiare bene e finanche scegliersi l’ambiente giusto. Tutto fa “Lifestyle Medicine” ci dice Marco Lombardi 31 anni, medico specializzando in Patologia Clinica e Biochimica Clinica a Brescia.

Marco, fisico atletico e passione per gli stili di vita, si orienta da tempo alla medicina che abbraccia varie discipline che le stanno attorno. “La Lifestyle Medicine – ci racconta – è rientrata nel racconto dei media non da tanto tempo, ma è in sostanza una medicina degli stili di vita che si regge sul buon senso. Tiene molto in considerazione l’approccio alla condotta positiva del vivere, che racchiude varie componenti. L’alimentazione combinata con l’attività fisica e poi c’è la componente della gestione mentale dello stress, la cura della qualità dell’ambiente e dell’inquinamento. Scoprendo questi aspetti ci si rende anche conto di quanto siamo influenzati dal sociale, di come la solitudine aumenta il rischio di mortalità e come la qualità dei rapporti sociali possa aiutare nella salute”.

Marco fa della sua passione un mantra, prima per se stesso e poi per gli amici e i conoscenti, anche sui suoi profili social. “Cerco di stare attento all’alimentazione, che resta equilibrata, varia e completa, senza seguire un approccio dietetico particolare. Importante è fare una buona colazione, primo passo giusto della giornata. Attività fisica e movimento mi hanno sempre accompagnato, dalla bici a quando giocavo a calcetto e tennis. Poi attribuisco importanza anche all’integrazione alimentare: attualmente prendo la vitamina D che regola il sistema immunitario e abbassa i livelli di infiammazione”.

Sulle strategie anti-infiammatorie Marco traccia anche un legame con il particolare momento che stiamo vivendo ormai quasi da un anno: “Questi livelli bassi di infiammazione possono molto aiutare in questo periodo, dobbiamo far leva sulla resistenza fisica e sui regolatori del sistema immunitario come ad esempio la vitamina D. Un alimento che la contiene naturalmente non c’è in misura sufficiente e quindi, oltre a pensare ad una sua integrazione, dovremmo cercare di prenderla dal sole e sfruttare l’importanza di stare all’aria aperta, anche per il benessere mentale. Questo è un meccanismo antistress che regola le difese immunitarie. L’ormone dello stress è il cortisolo, stare all’aria aperta lo riduce grazie al nostro organismo che produce molecole chiamate endorfine, le quali hanno un effetto antidepressivo. Ecco perché stare nel verde ha anche un effetto di riduzione della pressione sanguigna e del battito cardiaco”.

Una camminata sul lago, a qualsiasi latitudine e in qualsiasi stagione, è un tocco salutare per il nostro umore e il nostro corpo. Parola di Marco Lombardi, medico che promuove la “lifestyle medicine”.

I cibi anti-infiammatori sono ad esempio gli alimenti di tipo vegetale come i cereali integrali e l’olio extravergine di oliva. “Anche il vino rosso se preso con moderazione fa bene grazie al suo contenuto di molecole anti-infiammatorie e antiossidanti”, sottolinea il medico.

Ci sono poi delle evidenze scientifiche che attribuiscono importanza alle relazioni sociali: devono essere costruttive e di qualità, altrimenti questo non fa altro che aumentare lo stress. Lombardi racconta: “I legami tramite cellulare e Internet, che sono stati degli alleati nella prima fase della pandemia, portano a delle esagerazioni. I giovani che usano molto gli schermi luminosi prima di andare a letto hanno sviluppato i disturbi del sonno. Usare i dispositivi digitali tanto e fino a tarda ora impedisce alle persone di addormentarsi bene, bisogna ricordarselo”.

Marco, che ama fare divulgazione, ricerca e stare vicino a chi ha bisogno con i suoi consigli, su questo capitolo è categorico: “Il sonno giusto è intorno alle 7/8 ore, serve a rinforzare il sistema immunitario, se si dorme poco o male si parte col piede sbagliato. Alcune attività possono conciliare la serenità. Ascoltare musica che ci piace è in grado di avere un effetto distensivo e calmante; può aiutare la musica classica. La musicoterapia si è sperimentata anche con le patologie neurodegenerative, gli effetti positivi anche sui neuroni e la plasticità cerebrale sono innegabili. Il potere della musica, specie quella che stimola i neurotrasmettitori della felicità, è parte integrante degli approcci da seguire della Lifestyle Medicine”.



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