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Il packaging “tricolore” fa crescere le vendite: +0,7% se c’è bandiera italiana

Il made in Italy trae beneficio anche con il claim “100% italiano”: +3,5%. Ecco come far leva nella ripartenza.

L’importanza dell’italianità riportata sul packaging dei prodotti è una nuova chiave del successo per il commercio e l’export nel post emergenza: infatti secondo l’Osservatorio Immagino l’etichetta che evidenzi l’origine italiana aumenta le vendite (+0,7% in presenza del Tricolore e +3,5% con il claim “100% italiano”), sottolineando come questo fenomeno interessi un crescente giro d’affari che ha superato i 7 miliardi.

Riferimenti all’italianità sul packaging come la presenza del Tricolore e il claim “100% italiano” saranno alcune delle leve del successo dei prodotti nel post emergenza a detta degli esperti. Tesi avallata da Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor, e da Ercole Vagnozzi, professore di Business Intelligence presso l’Università “Alma Mater” di Bologna.

 

Il richiamo all’italianità nel mondo della GDO continua a essere una delle caratteristiche più apprezzate dai consumatori nella ricerca di prodotti alimentari. Lo ha dimostrato un’indagine condotta dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy su un campione di quasi 20mila referenze con l’etichetta caratterizzata da un richiamo all’italianità del prodotto, evidenziando come la presenza del tricolore sui prodotti avesse generato un aumento delle vendite del +0,7% rispetto all’anno precedente, toccando un giro d’affari che supera i 7 miliardi di euro. L’importanza dell’italianità dei beni alimentari appare di grande rilevanza anche in correlazione all’attuale emergenza sanitaria che ha visto numerosi esponenti del mondo produttivo chiedere un sostegno del made in Italy: l’italianità dei prodotti copre infatti il 25,2% delle referenze a scaffale e incide per il 24,4% sul fatturato del largo consumo.

Ma non è tutto, perché la presenza della bandiera italiana sulle confezioni rappresenta un segmento che interessa il 14,5% del giro d’affari dei prodotti nostrani e il 15% di share sulle vendite a valore. Dati positivi che, secondo gli esperti del settore dei consumi e della produzione, devono essere presi in considerazione anche nel post epidemia per rilanciare le vendite. “Nonostante l’emergenza sanitaria abbia destabilizzato l’economia globale, siamo fortemente convinti del fatto che i beni alimentari nostrani vadano tutelati al 100% e stiamo lavorando in questa direzione, continuando a investire nella realizzazione di prodotti attenti alle nuove esigenze dei consumatori per il post epidemia – ha spiegato Federica Bigiogera, marketing manager di VitavigorLa garanzia di italianità e la presenza del tricolore sul packaging dei prodotti saranno leve fondamentali per il successo della GDO nel post epidemia. Continuiamo a mostrare all’Europa e al mondo intero il frutto del sapere e dei valori tramandati dalla nostra famiglia, soprattutto dell’importanza del made in Italy, che ci hanno permesso di produrre 7 tonnellate di grissini al giorno, distribuiti in Italia e all’estero”.

 

Oltre all’importanza del tricolore sul packaging, grande risalto è dato al claim “100% italiano” che, sempre secondo la ricerca dell’Osservatorio Immagino, ha registrato una crescita del +0,4% dell’offerta e del +3,5% nel giro d’affari su base annua. Performance estremamente positive anche per i marchi Doc/Docg che coprono il 2% del fatturato del made in Italy alimentare, mettendo a segno un aumento del 3,4% rispetto al 2018. E ancora, il trend delle etichette Dop si è mantenuto stabile con un aumento dell’1,8%. Ma non è tutto, perché secondo un’indagine della Coldiretti, sempre basata sui dati dell’Osservatorio Immagino, due terzi degli italiani sarebbero disposti a pagare almeno il 20% in più rispetto al prezzo di partenza pur di garantirsi l’italianità del prodotto che devono consumare a tavola.

La rilevanza del made in Italy sull’impulso all’acquisto da parte dei consumatori è un pensiero condiviso anche da Ercole Vagnozzi, professore di Business Intelligence & Customer Relationship Management presso l’Università “Alma Mater” di Bologna: “Non esiste più una vendita di prodotti, ma esclusivamente vendita di un servizio in cui il prodotto rappresenta parte del processo che ingloba preacquisto e post acquisto. Nell’omnicanalità della vendita del servizio sul prodotto made in Italy, pertanto, la presenza della bandiera sulle confezioni ne è l’emblema essenziale perché agevola gli scambi commerciali e rappresenta il biglietto da visita primaria per l’export. La comunità virtuale del mangiare italiano nel mondo è in continua crescita, e lo sarà anche nel post crisi, generando il cosiddetto “glocalismo”. Un aspetto positivo che si contrappone ai grossi stravolgimenti del prodotto che favoriscono l’italian sounding, rappresentandone una mera imitazione. Nel futuro prossimo i produttori dovranno gestire attentamente la messa a valore di queste esperienze, determinando il vantaggio competitivo difficilmente imitabile”.

Breitling: nel 2020, in occasione del rilancio dell’intera collezione Chronomat, Breitling presenta anche la nuova, ultimissima edizione limitata dell’iconico orologio simbolo di un’epoca, il Chronomat B01 42 Frecce Tricolori, le cui caratteristiche distintive ricordano l’originario, omonimo modello degli anni ’80 e lo rendono immediatamente riconoscibile.

Le Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica nazionale, orgoglio italiano in tutto il mondo, sono protagoniste di un lancio marketing molto focalizzato sul tricolore, identità nazionale italiana. A promuoverlo è Breitling e la P.A.N, acronimo di Pattuglia Acrobatica Nazionale, che fanno squadra da ormai quasi 40 anni.

In foto: le Frecce Tricolori sorvolano sopra l’altare della Patria, colorando i cieli di Roma con la scia tricolore in occasione della festa della Repubblica, che si celebra ogni anno il 2 giugno. Mai come in questo periodo questa cerimonia istituzionale avrà un valore fortemente simbolico e sentito: non solo si celebra la nascita della Repubblica Italiana, ma anche l’inizio di una nuova fase di rinascita del popolo italiano dopo un lunghissimo periodo di lockdown a causa del Coronavirus.

La complicità e collaborazione storica tra il produttore di orologi e le Frecce ha prodotto numerosi modelli da collezione in edizione limitata, a partire dal primo cronografo Breitling, disegnato nel 1983 insieme agli stessi piloti delle Frecce Tricolori – che l’anno successivo ispirò poi la nascita dell’iconico modello Chronomat per il centenario della marca – fino ad arrivare al 2014, quando fu presentato il Chronomat 44 Frecce Tricolori per celebrare i trent’anni di sodalizio con Breitling.

Il 2015 fu la volta della presentazione del Cockpit B50 Frecce Tricolori in occasione del 55esimo anniversario della pattuglia acrobatica nazionale, e infine nel 2016 l’Emergency Frecce Tricolori fu messo al polso dei piloti, che ancora oggi lo sfoggiano nelle loro evoluzioni più audaci.

 

La nuova collezione Chronomat 2020 si compone di differenti modelli in quattro varianti diverse: acciaio – che ricomprende anche una versione con quadrante verde dedicata a Bentley -, bicolore, acciaio e oro 18k, oro 18k. Tutti i modelli Chronomat montano il celebre e caratteristico bracciale Rouleau.



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