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L’industria della musica è positiva: dalla Carosello ai concorsi, c’è chi è in attività

n questi giorni di emergenza sanitaria, l'intera filiera economica dell'intrattenimento e della cultura rischia. Ecco chi si sta adeguando per innovare.

Di questi tempi che ci siano iniziative ancora in piedi nel campo del’industria musicale è già di per sé una buona notizia. Che ci sia chi come l’etichetta Carosello continua a pagare e riconoscere l’impegno degli addetti ai lavori è oggettivamente un buon esempio. Questo perché l’esplosione del Coronavirus ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere, nonché il nostro modo di pensare e agire nel quotidiano, limitando al momento la possibilità di pianificare con chiarezza il proprio futuro, anche per i momenti di svago. Che sono essenziali per i fruitori, ma che sono vitali chi in quel settore ci vive.

Il cambiamento non esenta il settore musicale italiano, che si stava riprendendo con il buon andamento dello streaming e che oggi, come la maggior parte delle altre industrie è costretta a fare i conti con i problemi causati dal preoccupante scenario odierno. Eventi proibiti, incontri rimandati chissà a quando.

Nonostante ciò, Carosello Records ha fatto sapere dellla vicinanza supporto ai propri artisti, dai big agli emergenti, che possono permettersi di continuare a produrre arte anche tra le mura domestiche.

Per questo motivo  – si legge in una nota della casa discografica milanese che ha in carnet anche il vincitore del Festival di Sanremo 2020, Diodato –  Carosello ha deciso di garantire non solo il regolare pagamento di rendiconti, anticipi e fatture, ma, ad ulteriore supporto, metterà a disposizione nuove economie per finanziare gli artisti – qualora ne avessero necessità – per la realizzazione di studi di registrazione casalinghi o qualsiasi cosa possa essere necessaria al regolare svolgimento della loro produzione artistica”.

In momenti tragici come questi, la musica ha da sempre avuto la funzione sociale di intrattenere e dare sfogo alle emozioni che dalla dimensione artistica diventano anche buona causa sociale.

YOUNG MUSIC GENERATION – Young Music Generation nasce con l’obiettivo di coinvolgere i giovani partecipanti in un percorso di analisi e formazione alla scoperta dello straordinario giacimento di innovazioni e possibilità che la musica oggi è in grado di offrire sia in termini di sviluppo di nuove figure professionali sia di nuovi modelli di impresa. Young Music Generation è un’iniziativa della Regione Lombardia, sviluppata da Consorzio SIR – Scuola di Impresa Sociale in collaborazione con Make a Cube3 (incubatore di startup certificato), Music Innovation Hub (MIH) e SAE Institute con il supporto di BASE Milano, Scuola di Musica Carousel e Bloom.

Grazie a Young Music Generation i giovani partecipanti avranno anche l’opportunità di entrare in contatto con un ampio network e vivere un’esperienza di stage all’estero (in Paesi dell’Unione Europea), beneficiando di percorsi di mentoring personalizzati in funzione delle peculiarità delle idee imprenditoriali. Verranno rafforzate conoscenze e competenze relative al settore musicale a 360 gradi, conoscendo anche ambiti diversi – quali l’audiovisivo, il teatro, la fotografia e l’innovazione tecnologica – ma capaci di avvicinarsi sempre di più, creando sinergie, alla produzione e distribuzione musicale.

L’iniziativa intende quindi offrire un’importante opportunità di formazione professionale a giovani senza lavoro andando ad arricchire l’offerta dell’ecosistema culturale della Lombardia, regione che – come mostrano i dati 2019 della Camera di Commercio di Milano, Lodi, Monza e Brianza – risulta essere la “regina” del settore musicale italiano, vantando il 20,3% delle imprese attive (oltre 2.000 su circa 10.000 in Italia) e il 19% dei dipendenti dell’industria musicale (oltre 10.000 su circa 54.000). Informazioni sul bando e invio candidature (deadline: domenica 24 maggio 2020 entro le ore 23:59):
www.youngmusicgeneration.it | info@youngmusicgeneration.it

CANTUATRICI – Sono ancora aperte le iscrizioni all’unico contest in Italia riservato a cantautrici, senza preclusioni di genere stilistico. È il Premio Bianca d’Aponte di Aversa, diventato ormai uno dei più importanti appuntamenti in Italia per la canzone di qualità. Il bando di concorso è disponibile, insieme alla scheda di iscrizione, su www.premiobiancadaponte.it : la partecipazione è come sempre gratuita.

Alla scadenza del bando, fissata al 28 aprile, le finaliste saranno selezionate fra tutte le iscritte da un nutrito Comitato di garanzia, composto da decine di operatori del settore di notevole rilievo. Le finali della 16a edizione sono previste al teatro Cimarosa di Aversa il 23 e 24 ottobre 2020, con la direzione artistica di Ferruccio Spinetti. I primi ospiti, che si alterneranno sul palco alle finaliste, sono già stati confermati.

Si tratta di due band di culto della scena musicale italiana, gli ‘A 67 e i Têtes de Bois, mentre il fondamentale ruolo di madrina sarà ricoperto da una artista di grande popolarità come Arisa, che nelle serate di ottobre ad Aversa presiederà la giuria e canterà (e inciderà) un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui la manifestazione è dedicata. A precedere Arisa in questa veste è stata lo scorso anno Tosca e prima ancora altre cantautrici di peso del panorama musicale italiano: Rachele Bastreghi dei Baustelle, Rossana Casale, Ginevra di Marco, Cristina Donà, Irene Grandi, Elena Ledda, Petra Magoni, Andrea Mirò, Simona Molinari, Nada, Mariella Nava, Brunella Selo, Paola Turci, Fausta Vetere. Ma il cuore dell’iniziativa restano le cantautrici finaliste, che oltre ad esibirsi avranno anche l’opportunità di creare – durante il festival – momenti di incontro, di approfondimento e di confronto con discografici, artisti di fama, autori, promoter, giornalisti, addetti ai lavori. Importanti anche i bonus: alla vincitrice del premio assoluto sarà attribuita una borsa di studio di € 1.000, mentre per quella del Premio della critica “Fausto Mesolella” la borsa di studio sarà di € 800. Riconoscimenti della giuria andranno anche alla migliore interpretazione, al miglior testo ed alla migliore musica.

Sono poi previsti molti altri premi assegnati da singoli membri della giuria o da enti e associazioni vicine al d’Aponte. A vincere nel 2019 è stata Cristiana Verardo, mentre il Premio della critica “Fausto Mesolella” è andato a Lamine. Nelle precedenti edizioni il premio assoluto è andato a Veronica Marchi e Germana Grano (ex aequo, 2005), Chiara Morucci (2006), Mama’s Gan (2007), Erica Boschiero (2008), Momo (2009), Laura Campisi (2010), Claudia Angelucci (2011), Charlotte Ferradini (2012), Federica Abbate (2013), Elisa Rossi (2014), Irene Ghiotto (2015), Sighanda (2016), Federica Morrone (2017), Francesca Incudine (2018).

Professioniste che hanno avuto il coraggio, la forza, la tenacia e una bella dose di sfrontatezza nello sfidare un mondo tutto al maschile.
Interventi di
Daniela Amenta, Eleonora Bagarotti, Clelia Bendandi, Patrizia De Rossi, Paola Gallo, Roberta Maiorano, Raffaella Mezzanzanica, Cristiana Paolini, Valeria Rusconi, Alessandra Sacchetta, Betty Senatore, Alba Solaro, Barbara Tommasino, Marinella Venegoni, Barbara Volpi.

LIBRI – La critica musicale è dominata da uomini: colti, preparati, divertenti, ma pur sempre uomini. Con il libro di Alessandra Izzo “SHE ROCKS! Giornaliste musicali raccontano” il cliché è ribaltato. Come è noto, a causa delle disposizioni governative per combattere il contagio da Covid 19, le librerie sono chiuse ma il lancio del volume, che doveva avvenire a fine marzo, è stato trasformato in e-book o in ordine dall’e-commerce dell’editore VoloLibero.

Il testo ripercorre la storia della musica attraverso la sensibilità e la visione delle donne. Lo fa tessendo i tanti racconti in prima persona. L’autrice parte dalla propria esperienza, intrecciandola con quella di giornaliste, speaker radiofoniche e conduttrici tv che, dagli anni Sessanta a oggi, si sono occupate e si occupano di musica e alcune in particolare di rock. Professioniste che hanno avuto il coraggio, la forza, la tenacia e una bella dose di sfrontatezza nello sfidare un mondo tutto al maschile.

DATI SETTORE – La musica italiana è un giacimento di innovazioni e possibilità  sia in termini di sviluppo di nuove figure professionali sia di nuovi modelli di impresa.

Lo sviluppo di un’idea vincente nel settore musicale, è linfa: forte crescita e dinamicità nel 2019 per la music industry a livello globale hanno portato per il quinto anno di incremento consecutivo, sviluppi del digitale e in particolare dal segmento dello streaming. In Italia, quasi il 60% della popolazione ascolta musica in streaming e gli abbonamenti premium nell’ultimo anno hanno visto un aumento del + 55% (dati IFPI).

Il mondo della musica si dimostra quindi un settore in grande fermento che, anche grazie alle contaminazioni con le differenti arti visive e le tecnologie digitali, è in grado di offrire uno scenario in continua evoluzione e un terreno fertile su cui puntare per la ripresa nel futuro.

 



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