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L’intelligenza artificiale cambia l’ambiente

Ad aprile a Londra si parlerà di futuro e creatività non legata necessariamente alle persone. Vi anticipiamo il rapporto RICS.

Il Report RICS sull’Intelligenza Artificiale sta facendo discutere da mesi tutti gli specialisti del mondo. RICS è un’organizzazione professionale a livello globale che promuove e applica i più elevati standard e le massime qualifiche professionali per lo sviluppo e la gestione di terreni, immobili, costruzioni e infrastrutture. Ora con le previsioni di impatto della tecnologia, ci si domanda se per l’architettura e le costruzioni questo sviluppo sia minaccia o opportunità.

Con la progressiva urbanizzazione e digitalizzazione del pianeta, l’Intelligenza Artificiale costituirà una delle forze motrici dello sviluppo economico. I modi in cui questa tecnologia potrà sviluppare i nostri settori e incrementare la produttività.

  • Il rapporto evidenzia come l’IA può trasformare l’ambiente costruito e il modo di lavorare dei professionisti
  • L’IA avrà effetti rilevanti sul settore, dal momento che diversi ruoli saranno sempre più basati sulla tecnologia.

La certezza che in futuro ci si affiderà sempre più alla tecnologia e meno al lavoro umano emerge dal reprot 2017 sull’Artificial Intelligence in the Built Environment (L’Intelligenza Artificiale nell’ambiente costruito). Se ne parlerà a Londra, ad aprile, al forum RICS World Built Environment.

Paul Bagust, Global Property Standards Director di RICS, afferma: “Il Facility Management avrà sempre un ruolo cruciale nell’ambito dell’ambiente costruito e, anche se molti ruoli operativi saranno sempre più basati sulla tecnologia, L’IA porterà enormi vantaggi al settore da un punto di vista strategico. Ad esempio, con l’utilizzo dell’IA, i macchinari rivoluzioneranno il settore del Facility Management, rendendo molte mansioni più veloci, sicure e meno onerose, e questo – in ultima analisi – migliorerà l’offerta dei servizi di una società e ne aumenterà i profitti“.

Aggiunge Bagust: “La tecnologia e la disponibilità di dati sta anche cambiando il modo in cui gli investitori ricercano opportunità e investono. Questo fatto, se ignorato, costituirà una grave minaccia per il facility management, ma, ancora una volta, offre moltissime opportunità a chi lavora nelle costruzioni. Tutte le aziende, sia grandi sia piccole, devono quindi agire con tempestività e svolgere analisi e prepararsi a come questa tecnologia rivoluzionaria potrà modificare il loro ruolo, il settore e il più ampio ambiente costruito. In caso contrario, rischiano di diventare obsolete.”

Il rapporto Artificial Intelligence in the Built Environment – insieme all’organizzazione Artificial Intelligence in Facilities Management (AI in FM) – esamina il modo in cui l’Intelligenza Artificiale trasformerà il settore immobiliare e come questa potrà alla realizzazione di edifici intelligenti ed efficienti, dalla fase di progettazione fino alla costruzione. Il report evidenzia inoltre come gli operatori del settore possono sfruttare le ultime applicazioni e gli ultimi sviluppi dell’IA – compresi i droni e il BIM (Building Information Modelling) – per pianificare e lavorare in maniera più efficace, al contempo migliorando e garantendo un migliore mantenimento della qualità degli edifici e del più ampio ambiente costruito.

Chris Hoar, co-fondatore di AI in FM, commenta: “Il messaggio generale di questo rapporto è che le organizzazioni dovrebbero ricercare e sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, riducendo il più possibile le potenziali minacce. In tal modo avranno migliori possibilità di controllare la propria strategia aziendale, orientamento e solidità finanziaria.”

Daniele Levi Formiggini MRICS, presidente di RICS in Italia dichiara: “Come già emerso dall’indagine di RICS ‘Raising the Bar 2017′ che ha coinvolto circa 2.500 facility manager da tutto il mondo, la diffusione delle nuove tecnologie sarà una delle sfide più impegnative per il settore nei prossimi anni. E’ evidente che l’intelligenza artificiale e la robotica avranno un impatto disruptive su un settore ad alta intensità di lavoro umano come il Facility Management. La sfida si giocherà dunque sulla capacità di trasformare una potenziale criticità in un’opportunità per ripensare processi e prodotti e per rinnovare una professione come quella del Facility Manager che riveste un’importanza strategica per l’intero ambiente costruito”. 

www.wbef.rics.org



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