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L’Italiano Food porta la Pinsa romana a Milano

La specialità romana preparata da un campione del genere: Valerio Rositano sta diventando un cult in città.

Elio Raffaello Cirrito non ha lesinato sulle ambizioni quando ha scelto Valerio Rositano per rendere unico l’Italiano Food a Milano. Nel quartiere giovane e trendy di Porta Venezia ora la Pinsa romana, una sorta di pizza-focaccia farcitissima e colorata, è diventato un must. Il pizza chef della provincia di Reggio Calabria aveva già fatto centro con la sua pizzeria “Da Valerio” , sita a Sant’Eufemia D’Aspromonte. L’anno scorso il richiamo con un tempismo perfetto da parte di Cirrito, che per inciso è un affermato immobiliarista milanese e si è inventato il rivoluzionario format di coiffeur “L’Italiano”. Lo stesso brand ora fa accomodare in un curato locale esclusivo di Milano, tanti amanti del cibo all’italiana.

Nelle tante sale, le eccellenze della tradizione enogastronomica italiana con una veste estetica più moderna e innovativa, mantenendo intatti i caratteri di qualità, genuinità e pregevolezza di ogni preparazione portata in tavola. Valerio Rositano al Campionato Italiano Pizza Doc l’anno scorso, la competizione di cui The Way Magazine era media partner, si classificò quarto a livello nazionale. Oggi che il patron dell’Accademia Nazionale della Pizza Doc, Antonio Giaccoli, ha comunicato che l’edizione 2020 è sospesa (tutto rimandato al 2021), non resta che godersi questa prelibatezza in zona Porta Venezia a Milano (viale Tunisia 14), che oltre ad accogliere appassionati riesce anche a creare un nuovo trend nelle preferenze dei milanesi e non.

Abbiamo assaggiato la Pinsa bufala, con la gustosa mozzarella, il basilico, formaggio Grana Padano, il lardo di Patanegra e il pomodoro datterino rosso e giallo con olio extra vergine d’oliva. La variante col crudo include il prosciutto di Parma, mentre la versione con la bresaola ha anche scaglie di grana, fior di latte al posto della bufala e rucola.

Come vuole la vera tradizione culinaria italiana, l’Italiano Food utilizza solo ingredienti di prima scelta, materie prime accuratamente selezionate presso fornitori di fiducia locali per garantire solo il meglio in termini di qualità, gusto e genuinità.

Si viene qui anche solo per gustare birre selezionate dai migliori birrifici d’Italia e i taglieri colmi dei più buoni prodotti gastronomici locali e italiani.

Valerio Rositano, che ha portato il disciplinare della autentica pinsa romana a Milano, realizza anche webinair per la sua specialità all’interno delle attività didattiche e divulgative dell’Accademia Pizza Doc. La pinsa, a differenza della pizza napoletana, presenta non una forma rotonda ma ovale. Si tratta, dunque, di una focaccia schiacciata, preparata con ingredienti che ne consentono un’alta digeribilità. Una volta cotta a legno, poi, può essere condita secondo i propri gusti con prosciutto, mozzarella, verdure.

Elio Raffaello Cirrito e Valerio Rositano in posa per The Way Magazine all’interno dell’Italiano Food a Milano, viale Tunisia.

La vera pinsa romana è nata come “vassoio” sul quale si poggiavano gli alimenti crudi all’epoca dell’Impero romano. Oggi si realizza con un mix di farine come la farina di riso, di frumento e di soia; a queste, poi, si aggiunge acqua, lievito in polvere, sale, olio e rosmarino. Tuttavia, l’impasto viene lavorato in modo diverso rispetto a quello della pizza e ciò permette di ottenere il punto di forza, per distinguerla dalla tradizione. Infine, la sua tenerezza è data dall’utilizzo della farina di riso perché grazie all’amido, il cereale riesce a fissare l’acqua nell’impasto durante la cottura.

Anticamente veniva cotta su pietra e quindi presentava una consistenza troppo dura per essere mangiata da solo. Successivamente è stata l’alchimia con la cucina contadina a dare un nuovo significato alla pinsa con l’impiego di farine di frumento, soia e riso.

La lunga lievitazione (dalle 24 alle 150 ore) non è mai stata messa in discussione, anche perché la fermentazione rappresenta il segreto per renderla più appetibile e leggera. Il sale, poi, viene aggiunto una volta cotta o addirittura può non essere presente; questo perché gli ingredienti con cui si farcisce la pinsa hanno un gusto saporito. Infine, è necessario aggiungere almeno il 75% d’acqua nell’impasto per renderla fragrante.



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