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Lorenzo Battisti, il giovane biologo nutrizionista tra food e gym

Un giovane milanese ha “inventato” un format divulgativo dove dialoga con gli utenti online raccontando biochimica, scienza degli alimenti ed esercizio fisico. Il suo pensiero è: “Se si è abituati a comportamenti sbagliati, li si può perdere”.

Che vogliate sapere di integratori, training fisico in casa, alimenti, cotture al microonde, dieta chetogena o digestione corretta, Lorenzo Battisti è un giovane biologo nutrizionista che sul web si sta facendo apprezzare per la sua schiettezza. Sarà per il piglio giovane e giocoso dei suoi post su Instagram o per i contenuti di grande divulgazione che ha sempre in serbo per i suoi followers, questo junior doctor milanese di 28 anni è la faccia giusta per veicolare corretto lifestyle in un momento di grande attenzione su questi temi. Diverte, è bello da guardare (e da ascoltare) e ha voglia di condividere con The Way Magazine alcuni segreti della sua professione.

Lo “spiegone sulla fatica”, la riflessione sulla civiltà sedentaria, le abitudini alimentari da migliorare. Lorenzo Battisti racconta quello che sa con autorevolezza e un tocco di ironia. Nel post sulla verticale ha scritto: “Quando è l’ora dell’allenamento quotidiano ma hai anche voglia di stimolare il cervello con una sana lettura”.

Lorenzo, da dove arrivi?

Ho 28 anni, abito a Milano e ho studiato come percorso di laurea triennale Scienze e tecnologie della ristorazione, alla magistrale mi sono specializzato in Alimentazione e nutrizione umana. Ho studiato tutto ciò che riguarda la biochimica, chimica organica con fondamenti e sviluppi della nutrizione. C’è stata una forte base scientifica con matematica e fisica nella mia formazione quindi per questo ho una mentalità precisa e riesco a essere semplificativo nei contenuti.

Ricevi nel tuo studio pazienti e contemporaneamente racconti online la tua professione. Cosa ti affascina di più della materia che divulghi?

Ho la specializzazione in biochimica e nutrizione della collettività e del singolo. I processi di produzione degli alimenti e la tecnologia che serve per realizzarli, questo è il fulcro della mia conoscenza. Il tutto abbinato a un sano interesse per l’esercizio fisico.

Perché bisognerebbe andare da un biologo nutrizionista?

Perché può aiutare nel raggiungimento di qualsiasi obiettivo nella vita. Il nostro peso e la nostra alimentazione sono la base per sentirsi bene. Si può evitare l’effetto yo-yo delle diete fai-da-te perché spesso le persone perdono peso ma mangiano male. Anche chi ha buona forma fisica necessita di un controllo periodico dell’alimentazione, così si è sicuri di fare le cose giuste a tavola o in palestra. Credo che la mia figura sia come lo psicologo che non si consulta solo quando si sta male. Bisogna parlare di cose con chi ne capisce. E confrontarsi.

L’età è un fattore determinante nel tuo campo d’azione. Perché oggi si tende a considerarsi tutti “forever young”?

Per lo spirito è una buona cosa, ma bisogna saper riconoscersi. Anche chi cambia stile e vita e metabolismo va incontro a mutamenti pesanti. Poi con la menopausa e andropausa tutti noi subiamo un forte cambiamento ormonale e si ha redistribuzione del grasso. Non c’è un numero magico per capire quando il nostro corpo affronta le criticità. La cosa importante è non essere in sovrappeso da piccoli.

Cioè, il corpo si ricorda degli errori pregressi?

Sì, perché se lo abituiamo all’eccesso, è molto facile che non si riesca a perdere peso successivamente. I genitori dovrebbero educare i figli su questa strada. La persona dovrebbe essere sempre attiva fisicamente, muoversi e mangiare il giusto dovrebbere essere le linee guida. Dobbiamo tutti essere coscienti di quanta energia occorre, del nostro normo-peso e della nostra massa magra.

Puoi darci delle indicazioni su come bilanciare il nostro apporto alimentare quotidiano?

Se si ha una massa muscolare normale, per un individuo sano il fabbisogno giornaliero è suddiviso in energia tra il 50 e 60%, seguita da carboidrati, il 15%-20% da proteine e il resto grassi lipidi. Scegliendo fonti di qualità e giusta misura a tavola, per stare bene basterebbe migliorare la qualità dei cibi e rispettare le proporzioni nella quantità giusta rispetto al movimento che vogliamo fare.

Abbiamo voluto dare spazio a un giovane nutrizionista come te perché nell’ultimo anno il cibo sui social media, che anche tu usi tanto, è diventato l’argomento egemone. È un bene o un male?

Il cibo è diventata una base di distrazione nei momenti di lockdown, c’è stata una forte attenzione al proprio stato di salute e attività motoria ma anche un eccesso. Mi spiego: molti hanno iniziato ad allenarsi in casa e alimentarsi con il fai-da-te e c’è stata molta leggerezza. Noi specialisti abbiamo gridato ‘attenzione’ ma forse si è perso il senso del consiglio dell’esperto. Voglio ribadire che non c’è una soluzione unica per tutti e che bisogna essere molto attenti e farsi seguira da chi ne sa.  

Pensi che questo entusiasmo per i temi del wellness durerà?

Sarebbe bello se fosse un’attenzione più duratura perché in fondo è bello vivere una vita in forma senza problematiche di salute. Lo sforzo fisico a volte è visto come un peso ma invece bisogna godere a sentire il corpo muoversi allontanandosi dall’atteggiamento di sedentarietà. Bisogna pensare: sono comodo e a mio agio a fare sforzo.

Come ti è venuto in mente di divulgare sul web quello che sai?

La parlantina che ho su Instagram mi ha trascinato, ho capito che è uno sturmento utile e mi piace divulgare la conoscenza. Mi piace poter informare e le cose che dico io fanno dibattito, stimolano un ragionamento e voglio che la scelta venga raccontata. È iniziato come uno fogo divulgativo ma alla portata di tutti.

Hai un’idea precisa di chi ti segue?

Sono follower attivi e mi piace quando si crea condivisione, non ho mai ricevuto critiche anche se sono attenti, partecipano e seriamente mostrano interesse. La cosa che penso è che bisogna parlare in modo semplificato ma quello che dico è comunque non didascalico. Non spiego la concentrazione di glucosio leggendo un libro. Mantengo un livello divulgativo e semplice perché mi piace stimolare la conoscenza anche tra chi non è pratico di questi temi.

Ti sei scontrato con delle diffidenze?

Cerco di svegliare la curiostià nei confronti della scienza e far ragionare. Si deve anche puntare all’abbattimento della diffidenza. Ci sono delle persone che necessitano degli shock, alcuni hanno bisogno di essere guidati. Fare le cose graduali è meglio, instaurare l’abitudine al comportamento virtuoso è la cosa più giusta. Se un paziente o un follower mangia male, pian piano cerco di modificare la sua condotta in base al suo contesto e gli indico come avere un regime accettabile.

Partiamo dalla tavola a colazione. Che bisogna mangiare?

La colazione tipica italiana è con caffè e latte e fette biscottate con marmellata. Troppo concentrata sui carboidrati. Quindi, piuttosto che metergli i fiocchi d’avena nello yogurt e rinunciare al momento di gioia, per il paziente che vuole migliorare punto a cambiare le proporzioni del pranzo. E si alza l’asticella.

Anche per il movimento fisico usi questa tecnica?

L’allenamento deve diventare abitudine. Stimolo a dedicarsi tutti i giorni pochi minuti alla cyclette per la durata delle tre canzoni preferite e magari dopo due settimane allunghi la playlist. Dopo un mese ti manca la quotidianità e lo fai senza problemi. La mia ratio è: se sei abituato a comportamenti sbagliati puoi perderli.

Cosa ti ha sorpreso positivamente di questa nuova avventura online da professionista?

Questo è il terzo anno che pratico i social, i feedback che mi arrivano sono molto positivi per come mi pongo. Mi dicono che sono molto solare e rendo il cliente partecipe senza freddezze. Puoi essere bravo ma se non c’è empatia diventa difficile entrare in sintonia con me. Se l’impegno c’è e ci si affida alle persone giuste ci si riesce. Ma il rapporto giusto tra chi racconta e chi segue è difficile da instaurare e ci vuole tempo.

Cosa invece hai scoperto di negativo frequentando il web?

Il body shaming se non corrispondi ai canoni estetici di cui tutti si lamentano ma che condizionano tutti. Non bisogna però eccedere nell’altro senso. Si può essere fieri di non essere in forma, ma l’obesità va curata, crea svantaggi e non puoi avere una vita piena se sei in sovrappeso. Possono piacere rotondità ma non è un corpo sano quando si esagera, così come curare l’anoressia è diventata una pratica socialmente accettata, dobbiamo considerare l’eccesso di peso un problema da risolvere. A Milano viviamo in una bolla, nel paese di provincia è più frequente vedere bimbi con 20 chili di troppo, quello è un problema grave e non è risolvibile con una risata. Da quella condizione scaturiscono malattie croniche, il corpo soffre.

C’è bisogno di verità anche in questo campo?

In questa società e in questo periodo di confronti sui social media l’estremizzazione dell’aspetto porta a voler avere un fisico perfetto e spesso i famosi che lo mostrano stanno mostrando qualcosa di molto finto. Per avere perfomance di quel tipo ci sono delle persone che sacrificano la propria vita e si deve dire che non si può raggiungere la perfezione subito, non c’è da disperarsi. C’è solo da essere costanti, si può tendere alla perfezione in tanto tempo. I percorsi sono diversi da persona a persona.

Credi di poter e di voler diventare un esempio?

Sono carico sempre perché metto in pratica su di me in primis quello in cui credo. Poi se gli altri mi seguono, meglio ancora. Bisogna sempre stare attenti a fare l’equazione tra se stessi e i clienti. Chi viene da me ha un problema, io mi sono sempre mosso tanto, da 10 anni mangio attentamente e ho seguito anche l’esempio di mio padre che si è sempre allenato. Se posso essere di esempio, la prima cosa che dico è: se hai mangiato male per decenni non puoi aspettarti magie all’improvviso. Ma seguimi e i risultati veri arrivano sicuramente nel lungo periodo.

Profilo Instagram di Lorenzo Battisti per spunti e suggerimenti: www.instagram.com/lorenzobattisti.nutrizionista/

Lorenzobattisti1992@gmail.com



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