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L’umanesimo nel lavoro: vince chi ha rapporti umani positivi

Le opportunità della digital transformation per mettere al centro del cambiamento le persone. Un convegno Asseprim ne analizza i risvolti.

Il nuovo umanesimo del lavoro e delle relazioni umane passa dalle persone. Le dinamiche di campo e di spogliatoio applicate all’ambito lavorativo possono essere proficui sistemi per migliorare la performance lavorativa. Temi quali la resistenza al cambiamento, il teamwork e l’innovazione sono cari a Jack Sintini, ex pallavolista della nazionale e campione d’Italia oggi manager Randstad, la società che recluta risorse umane di alto profilo, nei suoi incontri pubblici divulga la bontà dei valori nello sport mettendo in luce le adozioni di dinamiche sportive applicate all’ambito lavorativo.

Ci sono molte opportunità e criticità che la digital transformation sta ponendo alle organizzazioni e agli HR manager (i gestori delle Human Resources) per mettere al centro del cambiamento le persone.

La Federazione Nazionale Servizi Professionali per le Imprese, Asseprim, a Milano, con l’evento dal titolo: “La formula del successo: Top Performer si diventa”, in programma a Confcommercio il primo ottobre, vuole affrontare il tema delmondo del lavoro e delle relazioni umane a esso annesse, focalizzandosi anche sul futuro imminente della gestione delle risorse umane.

Secondo i dati emersi dall’analisi semestrale Asseprim Focus, il 45% delle imprese nel corso dell’ultimo semestre ha tentato vanamente di allargare i propri organici e pur intendendo assumere, non sono riusciti a farlo.

Tra le imprese che, pur avendone bisogno, non sono riuscite ad allargare il proprio organico, due su tresi sono viste costrette a rinunciare a causa della scarsa presenza di personale qualificato sul mercato (attività finanziare, imprese di marketing e comunicazione, audiovisivo e ricerche di mercato), il 25% a causa della scarsa fiducia data l’instabilità economica/politica/legislativa e l’8% a causa della situazione economica dell’impresa.

Tale fatto evidenzia un fenomeno ormai sempre più crescente negli anni e che si traduce in quel disallineamento tra domanda e offerta di lavoro cui solo un’adeguata formazione dei candidati può fare da argine. Non è un caso dunque se l’87% delle imprese dei servizi professionali ritiene che oggi “un’adeguata formazione giochi un ruolo strategico nell’individuazione di personale qualificato”.

L’indagine ha inoltre evidenziato come le aree dove è emerso un maggiore fabbisogno formativo sono marketing, vendite e relazione con il cliente (41%), informatica (30%), nuove dinamiche di consumo, social network e vendite on-line (19%) e sicurezza sul lavoro (16%).

Dobbiamo imparare – dichiara Umberto Bellini, presidente Asseprim – a considerare la digital transformation un cambiamento che non ha a che vedere solo con business, produzione e strategia, ma che esiste grazie e attraverso una risorsa sempre più spesso insostituibile: le persone. È necessario agevolare la crescita professionale dei propri collaboratoriper poter continuare adinnovare: nuovi equilibri e assetti organizzativisi stanno facendo strada nelle aziende a seguito della rivoluzione digitale, tutte opportunità che la digital transformation offre alle organizzazioni e agli HR manager per mettere al centro del cambiamento le persone”.



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