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Michele Di Paolo e l’eleganza su Zoom: “Vi insegno lo stile anche a distanza”

Incontro col consulente d'immagine che sta avendo successo per i consigli ai lavoratori che si collegano da casa. "Bisogna avere un look per ogni momento della giornata".

Si impegna ogni giorno per dare forma alla bellezza nelle sue mille sfaccettature, rispecchiando sempre la personalità e unicità dei suoi clienti. Da Lugano Michele Di paolo è molto più del solito consulente di immagine. In una situazione come quella che viviamo che si protrae in attesa della risoluzione dell’emergenza sanitaria, Michele ha pensato al look di quelli che per lavoro si collegano in video da casa. Un servizio innovativo che permette di studiare in dettaglio l’esigenza del cliente per andare approfondire argomenti come forme del corpo, forme del viso, a che gruppo di colori si appartiene. Michele studia trend moda e costruzioni di stile per uso personale, professionale o d’immagine aziendale. Michele di Paolo nasce come parrucchiere, diventa formatore in azienda e si specializza in tutti settori coinvolti nel ramo immagine per make up, image consulting, personal image.

Michele Di Paolo è un consulente di immagine sia per la persona che per l’azienda. La scelta di stili e colori è una delle basi del suo lavoro.

Cosa hai imparato e cosa ti ha colpito maggiormente nei tuoi anni di formazione?

Sono stato sempre affascinato dall’immagine in generale, e il parrucchiere sembrava un buon trampolino di lancio per entrare nel mondo beauty, mi affascinava e mi affascina ancora oggi la possibilità di formazioni diverse che si possono con il tempo abbinare, quali make up , visagismo, psicologia e tanto altro. Un mix di conoscenze che se approfondite consentono di spaziare fra mille e più possibilità creative.

Quando hai deciso di allargare i tuoi orizzonti?

Sinceramente da sempre, ma per tutto ci vuole tempo, avevo bisogno di una base con cui poter crescere, quindi decisi di aprire il mio studio di bellezza, e creare la mia piccola realtà, per poi espanderla nei  tempi giusti e con le persone fidate.

Quando hai iniziato in Svizzera?

Lo studio nacque nel 2014 e nel 2016 iniziarono le varie specializzazioni in immagine e comunicazione, consulenza di immagine, stile , insegnamento. Il tutto condito un piccolo percorso di leadership per riuscire a gestire il tutto nei migliori dei mondi con i miei collaboratori e clienti. 

Cosa fa un consulente d’immagine nel 2021?

 Possiamo dire che sono tempi dove sicuramente tutti gli imprenditori di ogni genere hanno avuto qualche difficolta oppure si sono dovuti adattare. Il nostro approccio è cambiato in maniera drastica sin dal primo lockdown, creando portali di vendita online, applicazioni che potessero presentare i nostri servizi anche tranquillamente sul divano e spedizioni di prodotti di bellezza direttamente a casa. Per quanto riguarda la formazione e la consulenza non ci siamo mai fermati, ci siamo organizzati con i vari strumenti che abbiamo a disposizione e abbiamo iniziato a tenere le formazioni e consulenze da remoto. La pubblicità chiaramente è diventata interamente digitale e il nostro approccio con i nostri clienti ha dovuto evolversi garantendo qualità di servizio anche da remoto.

Cosa è cambiato per i clienti?

L’esigenza di restare in ordine e dare un’immagine autorevole si è spostata sull’apparire online. Proveniamo tutti da educazioni, culture e società diverse e ognuno di noi in base alla sua esperienza decide come impostare la sua “ presenza” e non solo al lavoro. In contemporanea, collegarsi con qualsiasi strumento è ormai facile, se ci si organizza, possiamo accompagnare per lo shopping anche tramite il cellulare, la presenza chiaramente rende l’esperienza diversa e più coinvolgente, ma in caso di necessita, bisogna essere pronti anche a questo. 

Sei una persona estremamente creativa: l’equilibrio è sempre una buona scelta?

Questa domanda finisce sulla persona sbagliata, per me equilibrio significa trovare una sorta di sicurezza in tutto ciò che facciamo. Bisognerebbe evitare noia e mancanza di ispirazione. Mai come questo ultimo anno ci insegna che tutto può evolversi e cambiare quando meno te lo aspetti, quindi secondo me bisogna più che altro esercitarsi a rimanere flessibili e capaci di adattarsi, questo rende la vita ancora più interessante.

Sei richiesto dalle aziende. Che tipo di consulenza offri?

Abbiamo sviluppato un frormat dedicato alle aziende che desiderano essere più comunicative anche attraverso la presentazione della loro immagine, questo argomento si applica partendo dal logo per poi andare a toccare tutti i settori dell’azienda coinvolti. In molti sappiamo che il primo impatto è il nostro biglietto da visita, ma sappiamo come gestirlo ? O che significato dargli ? Le famose prime impressioni da dove derivano in realtà ? E che significato hanno ? 

Michele Di Paolo dice: “Seguiamo passo passo nella creazione dell’immagine. Facciamo anche da personal shopper e aiutiamo a creare il look perfetto per ogni occasione”.

Hai pubblicato sui tuoi social spesso il concetto di “armocromia”.

Ci sono diversi colori che sia nel marketing che in psicologia e vengono utilizzati spesso per entrare in risonanza con gli altri, ma questo è possibile anche con la propria presenza, con il proprio modo di vestire e di presentarsi. Formiamo i collaboratori a un linguaggio diverso per riuscire a gestire a meglio le varie situazioni aziendali e aiutiamo l’azienda a lanciarsi con un nuovo approccio, rendere l’immagine aziendale comunicativa da subito per il vero e reale significato per il quale essa esiste. Diciamo che smantelliamo un pò il vecchio credo della cravatta ed il completo e rendiamo il tutto più dinamico ma sopratutto personale, senza stereotipi.

Parlaci dell’immagine da remoto. Che nuove esigenze sono nate e che tipo di necessità abbiamo oggi che lavoriamo da casa?

La nuova realtà digitale ha sconvolto le nostre abitudini, portando a modificare tanti momenti della giornata partendo dalla routine mattiniera. Il lavorare da casa può essere sicuramente interessante e molto vantaggioso ed in certi versi anche “divertente”, però nasce un problema. La comunicazione con il mondo esterno viene a mancare, e tramite una camera digitale la comunicazione in essere viene diminuita del 50%. Questo possiamo considerarlo non un problema se ci ritroviamo a contatto da remoto con colleghi che già conosciamo, ma per chi non ci conosce ? Quando si deve fare un meeting con clienti o un percorso di formazione, l’immagine che vediamo dall’altra parte dello schermo conta molto. In presenza abbiamo più possibilità di coinvolgimento, da remoto le regole cambiano, emerge il sottile del linguaggio non verbale dell’immagine, bisogna portare luce su noi stessi.

E quindi come si fa?

Diciamo questo ai nostri clienti: definite una nuova routine, un outfit consono a quello che state per fare, sfondo neutro, luci accesse con telecamere funzionanti e ciack iniziate a girare, se vi fa sentire ridicoli non importa, voi in quel momento state alzando la vostra qualità di servizio professionale perchè anche a distanza mantenete curato tutto ciò che andrà in esposizione.

Facci un esempio da capo a piedi su come apparire sempre nella maniera più consona. È vero che rimanendo in casa il rischio abbandono è dietro l’angolo…

Per cominciare, prepararsi in base all’occasione dove è richiesta la vostra presenza, se ciò implica la cravatta la si mette. Successivamente bisogna assicurarsi di avere uno sfondo neutro e non troppo caotico, sposta l’attenzione sull’ambiente e non sul soggetto. Bisogna anche considerare la qualità del proprio portatile o camera per assicurarsi un’immagine digitale definita e non sfuocata, questo rende la comunicazione stabile. Inoltre la luce è essenziale, bisogna far sì che la nostra immagine sia chiara e luminosa per tutti in modo da essere percepiti correttamente .

Molti lavoratori si lamentano della routine casalinga in questi mesi. Come se ne esce?

Il rimanere a casa ovviamente modifica le abitudini e quindi anche la routine mattiniera può subire variazioni, ma credo, che se una persona attribuisce importanza alla cura di sé, non ci rinuncia. Quel momento è come un gesto d’amore per se stessi, il proprio corpo e anima sarà difficile poi abbandonarlo. Bisogna cercare di creare la nostra routine ideale, per concederci delle attenzioni che sicuramente porteranno vantaggio, anche a livello psicologico. La bellezza è uno stereotipo, quello che conta è comprendere quanta bellezza esista dietro l’apprezzamento e cura di sé.

Hai collaborato con la tv svizzera e la settimana della moda londinese. Che impegni sono stati?

L’esperienza nella moda londinese è stata di gran lunga il più grande traguardo all’epoca raggiunto, ero responsabile team hair/make up alle sfilate e coordinatore di stile per i vari stilisti presenti, è stata una possibilità che mi ha insegnato e regalato tantissimo. Il vantaggio è stato sicuramente approfondire una lingua in maniera dettagliata e entrare in una rete di contatti diversi tra di loro che hanno portano successivamente a nuove collaborazioni. Per la televisione invece come collaboro da esterno nel reparto trucco/capelli per preparare i vari presentatori per le loro uscite in video. Ho toccato tanti argomenti tecnici che sicuramente hanno aumentato le mie conoscenze .

Raccontaci qualcosa su di te: cosa curi di più sulla tua persona per il tuo lavoro?

Per me la cura per se stessi ha un significato ampio, posso definire la mia cura personale una ricerca profonda di identità, dove qualsiasi gesto che faccio è rivolto con rispetto verso la persona che sono senza cambiarne il significato. Per me è fondamentale scegliere al mattino che chiave di lettura dare alla mia giornata e come desidero interpretarla, quindi la scelta dell’outfit del giorno per mè è essenziale. Ovviamente capelli e viso vengono curati molto, ho sempre considerato tali elementi come una cornice che racchiude noi stessi, quindi perché non darle valore? Sopratutto con il lavoro da casa la mia presenza in immagine è diventata ancora più fondamentale, è come andare in diretta tv, devo assicurarmi che i significati sottili che trasmetto vengano ben sostenuti da una presenza chiara e professionale e che possa suscitare curiosità, scambio e comprensione.

Cosa noti di più negli altri durante gli incontri professionali a distanza o in persona?

Siamo in un momento storico particolare, dove la nuova generazione si vede confrontata con la precedente, che ha una sorta di zoccolo duro riguardante abbigliamento sul lavoro e questo crea attrito e discordanza, difatti nel nostro format spieghiamo anche questo. Come può un giovane professionista interfacciarsi con realtà più “patriarcali “ a livello di stile. Adattare il vestiario all’ambiente non è facile, sopratutto per le donne, dove ancora ad oggi in ambienti prevalentemente maschili sono chiamate  a “smussare” la femminilità e rendere la loro immagine più “autoritaria“ che potrebbe aiutarla con colleghi e clienti. L’uomo per ora rimane standard nella maggior parte dei casi. Io consiglieri meno formalità e più personalità . 

Un consiglio per uomini e donne che lavorano costantemente da casa?

Un ottimo capo che va bene per entrambi i sessi è il blazer, è perfetto per qualsiasi ambiente lavorativo e richiama subito alla professionalità. Abbinabile in mille modi e disponibile in svariati colori, è un capo interessante anche dal punto di vista di comunicazione non verbale. Dipende da come lo si indossa, si può comunicare apertura, chiusura o situazione comfort. Quando si indossa la giacca chiusa durante un colloquio potrebbe significare una sorta di insicurezza e chiusura verso la persona interessata, mentre se quando si entra in aula o ufficio si apre la giacca potrebbe significare che siete disposti alla comunicazione e interessati all’ascolto. Se invece, quando si potrà tornare in presenza, durante un meeting togliete la giacca, potrebbe anche far caldo, ma nella maggior parte dei casi significherebbe che siete a vostro agio con quello che state facendo e soprattuto con chi siete. 



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