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Natale 2020, nell’alimentare regna l’antispreco

Il Babaco Market, la ricerca di Ispso Fondazione Barilla e le esperienze dell'Aleph Rome e di Massimo Bottura. L'eco-sosteniblità del cibo è presente anche in questa stagione.

Entro il 2050 due persone su tre vivranno in insediamenti urbani e l’80% del cibo sarà consumato nelle città. Quello stesso cibo che è già oggi tra le principali fonti di emissioni urbane. L’antispreco alimentare è d’attualità anche in questa stagione natalizia, dove la pandemia da COVID-19 ha estremizzato la situazione, esponendo le fasce più vulnerabili della popolazione urbana a povertà e insicurezza alimentare.

Il ruolo delle città (e delle municipalità) è centrale per combattere le sfide della sostenibilità. In questo contesto, Fondazione Barilla ha realizzato – con il Gruppo di Lavoro del Goal numero 2 di ASviS – il report “Cibo, Città, Sostenibilità. Un tema strategico per l’Agenda 2030”,per analizzare il fenomeno, identificare le buone pratiche e dare indicazioni sulle aree di intervento.

Ipsos ha realizzato per Fondazione Barilla la prima ricerca sulle Politiche Alimentari Urbane nel nostro Paese. L’indagine – che ha coinvolto un campione di 100 tra sindaci, vicesindaci e amministratori locali – mostra che 3 Comuni su 4 hanno una buona familiarità con gli SDG (obiettivi di sviluppo sostenibili) e che la quasi totalità delle città ha avviato progetti per il loro perseguimento (il 75% con iniziative attive da circa tre anni). Sebbene il 94% delle città intervistate dichiari di aver lanciato negli ultimi anni – o di voler lanciare prossimamente – delle politiche alimentari urbane, nella maggior parte dei casi si tratta di politiche settoriali e non ancora di politiche integrate. Gli intervistati considerano prioritarie le attività che promuovono il consumo di prodotti di qualità locali / a km0 (42%), quelle che intervengono sulla distribuzione di cibo di qualità / a Km0 nelle mense scolastiche o comunali (27% del campione) e sulla distribuzione di generi alimentari a persone vulnerabili (18%). Le politiche urbane alimentari, a detta del campione, si dovrebbero tradurre nella promozione di diete equilibrate (tema sentito al Centro-Sud (43%) e nei centri fino a 30.000 abitanti), nel sostegno all’agricoltura locale (20%) e in quella a basso impatto ambientale (26%), citate dalle realtà del Nord.

Dice Marta Antonelli, Direttore della Ricerca della Fondazione Barilla: “Le nostre città possono agire in modo diretto o indiretto in numerosi settori legati all’alimentazione: dai mercati rionali alle mense scolastiche, dagli orti urbani alla lotta allo spreco alimentare. Si stima, ad esempio che una politica di prevenzione e riduzione dello spreco a livello urbano, nel mondo, comporterebbe minori emissioni per circa 4.3 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente[1]. La stessa quantità di CO2 risparmiata se 1,5 miliardi di tonnellate di rifiuti venissero riciclati invece che finire in discarica. Una food policy integrata è quindi cruciale per coordinare tutti i settori e promuovere stili di vita sani e sostenibili”.
 

Babaco Market, il primo delivery di frutta e verdura “anti spreco in Italia, offre l’opportunità ideale per fare un dono che unisce l’utilità del servizio a domicilio a scelte di consumo rispettose dell’ambiente e a sostegno di una sana alimentazione. Babaco Market consegna infatti tutti quei prodotti che, con piccoli difetti estetici – non conformi agli standard di altri canali di distribuzione – verrebbero altrimenti destinati allo spreco.

Ma non solo, per il mese di Dicembre, Babaco ha scelto anche di intraprendere un’iniziativa di solidarietà, devolvendo per ogni ordine effettuato dal sito, 1kg di frutta e verdura al Refettorio Ambrosiano, progetto ideato da Massimo Bottura e Davide Rampello che distribuisce pasti ai più bisognosi nella città di Milano. A questo link si trovano informazioni sul servizio e costi.


Dal sito di Babaco Market l’utente può abbonarsi ad una box di frutta e verdura di stagione di diverse misure, ricevendola direttamente a casa ogni 1 o 2 settimane, in base alle preferenze. Le selezioni settimanali vengono fatte secondo le disponibilità, cercando sempre di garantire la massima varietà di prodotti da una settimana all’altra e rispettando le stagionalità degli alimenti.
Aleph Rome Curio Collection by Hilton si trova vicino via Veneto, al 15 di Via di S. Basilio.

ALEPH ROME – Anche il tempo libero che dedichiamo al cibo conviviale può essere scelto in base a dettami della sostenibilità. L’Aleph Rome Hotel, elegante proprietà nel cuore del centro storico di Roma continua le sue attività in tutta sicurezza e nel rispetto delle regole di contenimento della pandemia. L’Onyx Bar, famoso per la sua mixology d’avanguardia abbinata a finger food d’eccellenza ha creato un breve calendario, per non rinunciare ai piaceri di un buon drink, in un ambiente in cui tutte le misure di sicurezza e prevenzione sono garantite.

In linea con la filosofia che caratterizza l’Aleph Rome Hotel, assistiamo anche nella mixology a un sapiente mix tra tradizione e innovazione. L’Onyx Old Fashioned, morbido e rotondo, con Bourbon, Bitter’s, Oleo Saccarum; o El Margarita, delicato ma al tempo stesso pungente,a base diLime Oil Blanco Tequila, Onyx Liquor, Agave Syrup.

Entrambi sono stati progettati secondo i canoni “zero waste”: nel El Margarita si utilizza una tequila precedentemente lavorata in sous vide con la scorza del lime ed un liquore che ricaviamo dell’infusione di spezie e agrumi, che garantisce un minimo spreco della materia prima. Stesso concetto anche per l’Onyx Old Fashioned: la preparazione si discosta da quella classica, e ha una nota delicatamente dolce grazie all’introduzione dell’oleo saccarum, un estratto naturale risultato della macerazione di scorze di agrumi e zucchero demerara.

Sul fronte food sono assolutamente imperdibili il Bun con Fois Gras e composta di mele con riduzione di vino, il Pane al vapore con gamberetto rosa ed agrumi e il più tradizionale Panzerottino, anch’essi legati alla tradizione con un tocco di innovazione e grande attenzione al contenimento degli sprechi alimentari.

MASSIMO BOTTURA – Gazpacho di fragole, carbonara con bucce di banana e risotto cacio e pepe condividono una grande missione: la lotta contro lo spreco alimentare. Il cibo gioca un ruolo primario nella trasformazione della nostra società verso modelli di consumo più sostenibili,  ne sono convinti Massimo Bottura e Lara Gilmore, i fondatori di Food for Soul, che porta la sua missione su Google Arts & Culture.

Grazie alla piattaforma di Google Arts & Culture, da oggi Food for Soul condivide in modo ancora più coinvolgente ed interattivo una serie di contenuti che raccontano la filosofia e le iniziative della non-profit modenese. Questo è il primo passo verso una collaborazione attraverso la quale Google Arts & Culture supporterà l’organizzazione nel suo impegno verso un sistema alimentare salutare ed equo.

Ogni anno nel mondo circa un terzo della produzione alimentare viene sprecato, mentre quasi un miliardo di persone è senza cibo.  Food for Soul riparte da questi dati per una call to action rivolta a tutti noi: il cambiamento parte dalle nostre azioni quotidiane in cucina, per poi allargarsi ai tavoli conviviali e sensibilizzare intere comunità, che a loro volta passeranno all’azione fino a trasformare il sistema alimentare in un modello più salutare e sostenibile. Su Google Arts & Culture le ricette e i consigli dei migliori chef – da Massimo Bottura e la squadra di Osteria Francescana agli chef dei vari Refettori nel mondo – vi aiuteranno a scoprire come un sistema alimentare sano può giocare un ruolo primario nel trasformare la nostra società verso un modello più sostenibile.




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