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Nuove manie: stone painting e finger painting

Le pietre di Marc Angeli (Brussels, 1954) e Domenico D'Oora (Londra, 1953). Le mani e colori di Derly Bellini, 14 anni.

La foto che vedete in apertura di servizio è di un’opera di Domenico D’Oora, Stone Painting, resine acriliche su ardesia, (2018 courtesy theca gallery milano) ed è la dimostrazione di quanto bello e interessante sia il metodo della pittura su pietra.

L’opera faceva parte di una mostra alla galleria milanese theca gallery con opere di Marc Angeli (Brussels, 1954) e Domenico D’Oora (Londra, 1953).

Indubbiamente, le nuove frontiere artistiche sono tutte legate alla scelta dei materiali, spesso materiali di supporto. Marc Angeli, oltre ai più tradizionali lavori con pigmenti ed elementi naturali su blocchi di legno, presenta una serie di opere inedite su lastre di alabastro mentre Domenico D’Oora esordisce con alcuni blocchi di ardesia dipinti monocromaticamente da entrambi i lati: i “Double Monochrome Slate Painting” appositamente create per l’occasione. Domenico D’Oora ha presentato le prime lastre dipinte “ardesie mobili” nel 2013 e l’anno scorso (2017) ha esposto alcuni di questi lavori in un’importante mostra a Francoforte.

Derly pittura con le dita senza pennelli. E il risultato lascia di stucco. Ora è studente al Liceo Artistico Brera di Milano

FINGER PAINTING – Derly Bellini, a soli 14 anni, in questi giorni tiene la sua prima mostra di finger painting a Milano. Con la sorella sono arrivati dalla Colombia e nel 2010 sono stati adottati da una famiglia milanese. Derly usa la tecnica di pittura ocn le dita da un paio d’anni e ha realizzato 15 lavori. Sono ora in esposizione presso il travel office CartOrange di Corso Concordia 11 a Milano. Una location adatta, visto che si respira aria di viaggio ed esplorazione ispirata.

Il finger painting è un’arte davvero ancestrale, che solo negli anni 30 del Novecento, con l’educatrice americana Ruth Faison Shaw ha avuto una sua dignità educativa. L’esperta si perfezionò a Roma e poi esportò in tutto il mondo la possibilità terapeutica della tecnica con colori non tossici. Oggi Derly è simbolicamente l’ultimo depositario giovane di una maestria antica.



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