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Street art? Meglio tape art con No Curves

La street art aveva già negli anni 80 partorito la tape art. A Providence, cittadina di Rhode Island, Usa si era sviluppato un trend (poi sopito) di artisti giovani che al posto dei colori usavano i rotoli di scotch per creare figure e scritte.

Oggi, 2016, tutto torna. Merito di un collettivo berlinese, TapeOver, dell’artista italiano No Curves e dell’olandese Max Zorn. Unici, come le loro opere che di digital non hanno proprio niente, nel senso che sono fatte tutte con le mani e col sudore. Ma del digital si servono: anzitutto per l’ispirazione chiara alle grafiche ante-litteram dei videogame anni 80; e poi del battage dei social network, che li hanno fatti emergere come delle web celebrity in vista. Scoperti dal web da cui scappano. Loro vogliono la strada e la materialità dello scotch. Ve li presentiamo nelle loro specificità.

TapeOver

Con un’installazione improvvisata su un container al Metl!Festival berlinese nel 2013, il collettivo TapeOver si è fatto conoscere anche grazie ai selfie. I fans del festival si sono scattati un sacco di foto davanti ai fenicotteri “funky”, come li hanno definiti.

Tape Over

Con il claim “tape it or leave it” questa banda di creativi si sta facendo ammirare da tutti gli street artist d’Europa. Anche grazie al progetto Tape On You: andate sul sito e scoprite come vi possono “stilizzare” con i nastri adesivi in maniera totalmente personalizzata. Sul corpo, sui vestiti. In città ci sono anche i ragazzi di TapeThat. Fatevi un’idea voi.

No Curves

No Curves è l’artista italiano ha creato la copertina del disco Anarchytecture per gli Skunk Anansie, uscito poche settimane fa. L’incontro con la band di Skin è avvenuto sul set della fotografa Anna Maria Negri. O meglio, la band ha visto il suo libro We Believe in Angles and Straight Lines e l’ha chiamato subito. Il senso del lavoro? “Non abbiamo mezzi termini, la nostra musica è diretta e schietta, senza girarci attorno”, ci ha detto Skin. No Curves, come dice il nome, usa solo linee rette e non manipola i nastri, tanto da dare un effetto anni 80 alle creazioni. Un lavoro di street art ammiratissimo è stato al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano per il sottomarino di Enrico Toti. No Curves si sta allargando anche ad altri campi. Ha appena realizzato un portfolio fashion per Marie Claire Italia e ha già lavorato per Adidas e Converse.

Max Zorn

Max Zorn nel 2011 si è fatto conoscere con questo video dove lavora con il nastro da imballaggio. Il suo tema: “Non volevo lavorare su pareti o sui pavimenti, volevo solo usare le luci di strada come una urban gallery e usare l’atmosfera buia della notte come setting del mio lavoro. Impressionante cosa riesce a fare con il banale scotch marrone. È finito di recente sulle pagine del Wall Street Journal e al festival Usa SXSW. Max vende direttamente sul suo sito. C’è da aspettarsi un’impennata di quotazioni a breve. Unico dubbio: forse è stato battuto sul tempo dall’ucraino Mark Khaisman che è vicino ai 60 anni. Nella sua vita artistica si è dedicato solo alle scene di film riprodotte con lo scotch.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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