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Tecnologia e ristorazione, è tempo dei menù digitali

La tecnologia arriva a supporto della ristorazione. Già da qualche anno la tecnologia è entrata a far parte della ristorazione, ma a beneficiarne fino ad oggi sono stati soprattutto i fast food statunitensi dove si è diffusa per prima. Così per esempio da Mc Donald’s sono apparsi i primi totem interattivi o postazioni con tablet per ordinare, pagare, lasciare la mancia e non fare più coda alla cassa. Di successo anche iniziative di up-selling con coupon digitali online, e ancora la webcam in real time posta in cucina per osservare la preparazione dei piatti.
In questa nuova era “Covid-19” il settore ristorati ma anche vinicolo si stanno avvicinando di più all’idea di supporti tecnologici, seppure la maggioranza rimane scettica. I ristoratoti non vogliono essere “automatizzati” o snaturati ndal ruolo importante che ricoprono nella loro figura.
La tecnologia può comunque creare connessioni digitali tra ristorante e cliente senza togliere il piacere dell’esperienza di uscire e godere dei momenti di svago legati al gusto.
Esistono oggi soluzioni adatte sia alle grandi catene, che ai piccoli ristoranti, per i quali è importante mantenere identità, personalizzazione, senso di accoglienza.
Nuove start-up si fanno avanti per offrire alternative alla gestione classica degli operatori di settore con “servizi tecnologici e digitali su misura”.

Nezwork propone sul mercato FoodMenu (foodmenu.it) una piattaforma creata 5 anni fa per supportare i ristoranti in un innovativo sistema di menu digitale QR Code, piattaforma che fornisce anche servizi di self-ordering. Il ristoratore può gestire dinamicamente il proprio menù, potendo modificare o aggiungere giornalmente i piatti, gli ingredienti e indicare che gli allergeni. Ma resta la possibilità al ristoratore di stampare il suo menù da dare al cliente al momento se lo preferite cartaceo Foodmenu permette al cliente da casa/ufficio di prenotare il tavolo, ordinare pagare direttamente per evitare code. Vale anche per delivery. Inoltre il ristoratore può chiedere altri servizi digital come analisi marketing (piatti più venduti) organizzazione di Contest online. Il costo parte da 10 euro al mese e l’assistenza è 24 h su 24.

Dishcovery startup modenese crea www.iostoconiristoratori.it.

Un gruppo di startup e professionisti del settore che mette a disposizione gratuitamente alcuni servizi digitali per semplificare la transizione dei ristoranti, il punto cassa, e propone poi una consulenza generale.
SafeTable offre un prodotto tecnologico per digitalizzare con stile la propria carta (e non solo) , un menu digitale con QR Code. Tre le tipologie proposte al ristoratore per la sua carta digitale (solo testo, con foto della categoria, con foto dei piatti), infinite le soluzioni grafiche e 12 le lingue in cui è possibile la traduzione.
Per facilitare il processo, il ristoratore può mandare la propria carta in qualsiasi formato.
La presenza del maître, patron o sommelier che consiglia il cliente resta però fondamentale: i fondatori di SafeTable sarebbero contrari al pre-ordering e pre-paying per non sostituire l’elemento umano perché credono nella concezione per cui il ristoratore resta l’anima del ristorante, con i suoi consigli, le sue attenzioni e la relazione con il cliente.
Un tecnico è a disposizione 24/24 per la risoluzione di ogni eventuale problema. Costo da 25/30 euro al mese www.saftable.it.

Il dehor di Eataly a Milano, tra corso Como e Brera. Il brand del food italiano ha creato una app innovativa.

LE APP DEI RISTORANTI –  Eataly crea l’app Ufirst,: sarà possibile mettersi in fila prima di arrivare al ri- storante , oppure chiedendo all’accoglienza di essere inseriti nella coda vir- tuale. Per pagare dal tavolo con il proprio smartphone si può utilizzare l’app Eataly Pay con carte di pagamento o con Eataly Card e avere il caffè in omaggio
Burger King è invece sempre più “contactless”. All’ingresso a disposizione dei clienti ci sono kiosk digitali per ordinare e pagare anche in modalità contactless. L’ordine verrà comunicato telematicamente in cucina dove verrà prodotto e consegnato al cliente in un sacchetto chiuso con safety sticker attraverso un ulteriore pannello di plexiglass.
Si può prenotare un posto a sedere in modo da poter consumare in tutta tranquillità e sicurezza all’interno del punto vendita, saltando eventuali file all’ingresso. Tramite l’app sarà anche possibile ordinare, prenotare l’asporto e pagare.

Planet Taste delivery with love.

Planet Taste (Gruppo Planetaria Hotels) delivery with love, ovvero realizzare delivery da occasione anche a casa, nel comfort del proprio mondo intimo e famigliare.
Simone Strinna, Domenico Mozzillo e Andrea Gorrasi , chef executive rispet- tivamente del Sophia’s Restaurant, del Ristorante Rubacuori e del Ristorante Mezzo, non solo preparano i piatti del menù, ma affiancano i clienti anche via whatsapp e telefono con consigli sulla loro preparazione ed impiattamento; “In questo modo i nostri ristoranti hanno riaperto direttamente a casa dei clienti, senza barriere, plexiglass, distanziamento sociale, igienizzanti e mascherine“.

Il cibo è unione, inclusione, avvicinamento, è il ristorante preferito che entra in casa tua. Nel dare forma a questa nostra idea, abbiamo già in mente tantissime novità: il Menù Divano, il Menù Coccola, il Menù Aperitiviamo, per elencarne solo alcune. Catturiamo i desideri, i gusti e le esigenze dei clienti per trasformarle in esperienze quotidiane: hai bisogno di un sommelier che ti consigli il vino giusto per un’occasione speciale? Non vedi l’ora di pre- parare a casa un aperitivo con gli amici di sempre che non vedi da due mesi e li vuoi stupire? Puoi finalmente organizzare la cena romantica per il tuo anniversario ma ti mancano candele e bicchieri adatti per lo champagne? Grazie al Menù Terrazzo, Menù Serata Hot o Menù Bridget Jones, C’è un unico numero per le prenotazioni Le prenotazioni vanno effettuate il giorno prima entro le ore 17 per le consegne del giorno successivo (il servizio, disponibile 7 giorni su 7, avviene con consegna in sicurezza a Milano ed hinterland milanese tramite l’utilizzo di mezzi privati).

TECNOLOGIA E VINO – Il Coronavirus ha fatto aumentare l’acquisto di vino online. Nel settore del vino, gli e-commerce hanno registrato crescite tra 150% e il 400% rispetto all’anno precedente, ecco allora che anche in questo settore la tecnologia si introduce e vengono offerto un supporto virtuale, con la stessa passione Winesider, food tech company di Torino, definita l’Amazon del vino, ha rivoluzionato il metodo con cui i ristoranti si riforniscono di vino.

Padre e figlio inventano questa piattaforma tecnologica, attraverso un app si gestisce in tempo reale la cantina (selezione di etichette guata con Luca Gardini) per cui Winesider garantisce la consegna di bottiglie quando c’è bisogno, evitando stock sbagliati e congestione del magazzino. Si paga solo in conto vendita praticamente.

Cantina Social e Coravin hanno avviato il progetto #iorestoincantina, video degustazioni online
Video aperitivi nel weekend per l’azienda vinicola toscana Bulichella. Vino à Porter è un progetto di un’azienda agricola siciliana : degustazioni digitali con la partecipazione di sommelier, buyer, giornalisti.
Gr@pes è una società di consulenza che supporta le cantine nello sviluppo delle vendite online B2B e B2C, grazie al progetto di e-commerce di Letizia Sebregondi, nasce per comunicare e vendere al giusto target di acquirenti di vino, filtrando un catalogo di migliaia di etichette.

Tecnologia e ricerca digitale delle riaperture
La Guida Muichelin ha sviluppato un barometro per seguire a livello inter- nazionale la riapertura dei ristoranti stellati Michelin.
Ogni settimana, il barometro registrerà il numero di ristoranti stellati Michelin aperti nelle 32 destinazioni in cui è presente la guida.
Lo strumento è concepito per fornire, in tempo reale, una panoramica globale dell’evoluzione delle riaperture dei ristoranti stellati Michelin in tutto il mondo. A seconda della situazione sanitaria in ciascun paese, sono stati raccolti dati telefonicamente o con una ricerca digitale.



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