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Urban Nightmares: Pier Paolo Pitacco gira l’Europa sinistra

Fino al 22 settembre 2017, nella prima mostra personale un percorso che vede i paesaggi urbani come protagonisti di metaforici incubi.

Pier Paolo Pitacco ha deciso di portare il bello nel brutto, o viceversa, con Urban Nightmares. La mostra attualmente in corso a Milano alla Whitelight Art Gallery (a Copernico Milano Centrale) è un compendio di tutti gli scenari “creepy” delle città metropolitane ma che trasuda di bello.

Son belli gli scatti, i colori , le ambientazioni, le decisioni di nobilitare degli ambienti che apparentemente non hanno nulla di rilevante.

Eppure fino al 22 settembre 2017, nella prima mostra personale di Pier Paolo Pitacco, a cura di Nicolas Ballario è un percorso che vede i paesaggi urbani come protagonisti di metaforici incubi.

«Pitacco, in queste fotografie, spiega il curatore Nicolas Ballario, ci mostra una fuga prospettica che ipnotizza. Sono immagini che mettono in scena le contraddizioni dell’istinto di sopravvivenza dell’uomo : la paura di ciò che può esserci oltre, ma anche il desiderio di conoscere, di raggiungere ciò che non possiamo vedere dal nostro punto di vista. Queste archeologie industriali ci parlano dell’architettura come cartina di tornasole della società e non stupisce che molte di queste fotografie siano state scattate in Paesi dell’est, dove i paesaggi urbani erano strumenti per nascondere l’oppressione dietro l’ordine, la desolazione dietro la funzionalità. Sembrano porte di ingresso a una dimensione di affanno e soffocamento. Infatti a me più che dello spazio, sembra che queste fotografie parlino del tempo. Quel lasso di tempo che tra l’onirico e il tangibile, non ci permette di capire se siamo svegli o in balia di un brutto sogno. Questi paesaggi urbani sono la fase rem dell’incubo ».

”Era tardi, davvero non me la sono sentita di andare a vedere dove finiva, ero affascinato da quel luogo, dalla bellezza dei suoi colori e proporzioni e nello stesso tempo mi trasmetteva un senso di inquietudine, un senso di angoscia, un senso di smarrimento nel nulla. Uno spazio siderale, potrei dire. Sono tornato molte volte, fotografandolo con diverse tecniche, cercavo una riproduzione che non fosse la semplice ripresa del luogo ma che potesse trasmettere il senso estetico, cromatico e psicologico che io avevo provato, filtrato quindi dalla mia visione e sensibilità“ . Pier Paolo Pitacco

L’artista vive e lavora a Parigi e Milano, dove è stato al centro, già dalla fine degli anni Settanta, dei più importanti avvenimenti editoriali connessi al successo dell’Italian Style. Responsabile della realizzazione artistica di “Uomo Vogue“ dal 1977 al 1979. E’ poi Direttore Artistico di “Elle Italia“ dal 1988 al 1999. Suoi sono i progetti di  “Io Donna“, allegato del Corriere della Sera (1996), di “Cartier Art Magazine“(2002) di Vanity Fair Italia (2003), di “Elle Russia“(2007), di “Grazia France“ (2009). Per citare solo i principali. Ha lavorato come consulente all’immagine delle maggiori aziende italiane e internazionali interfacciandole con la pubblicità, la moda, il packaging e il corporate design. 32 premi internazionali e riconoscimenti (specialmente negli Stati Uniti d’America), e 23 premi assegnatigli dall’Art Director Club Italiano. Nel 2000 viene pubblicato il libro “Stile Italiano: Twenty years’graphic design in Italian Fashion“ (Lupetti Editore) in due edizioni, italiana e inglese che tratta la sua opera fin dalle origini. I suoi lavori appaiono regolarmente sulle pubblicazioni specializzate internazionali.

Appassionato e cultore d’arte, fotografia e musica, dal 2006 inizia a sviluppare progetti artistici e di design legati alla sua sensibilità per la grafica, il colore, la contemporaneità. Attualmente oltre a svolgere l’attività professionale del suo studio , è direttore artistico di Rolling Stone Italia.



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