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Leisure - 07/07/2020

Giardino delle Esperidi, il festival del teatro in natura

In provincia di Lecco, guidato dal direttore artistico Michele Losi, Fabrizio Lopresti, attore di successo, ha preso nota di un'esperienza eccezionale. Per raccontarcela.

Il giardino delle Esperidi è un luogo leggendario della mitologia greca ed è anche il nome di un festival teatrale in provincia di Lecco.

La 16esima edizione si è svolta dal 27 giugno al 5 luglio con teatro e performing art nella natura. Pubblichiamo un affascinante resoconto di questa esprienza in prima persona dell’attore Fabrizio Lopresti, che è anche autore, giornalista e regista. Fabrizio è famoso al grande pubblico per essere uno dei protagonisti della celebre sitcom “Sensualità a Corte” con Jean Claude/Marcello Cesena. Lopresti è viaggiatore di cultura, e racconta nei suoi scritti di festival, rassegne, cinema, mostre, libri, viaggi interspaziali e musicali.

Fabrizio Lopresti durante la residenza artistica a Campsirago (Lecco). L'attore ha esordito in tv nel 2008 a "Mai dire Martedì". Poi tanti programmi in Mediaset, sia davanti che dietro la telecamera.
Fabrizio Lopresti durante la residenza artistica a Campsirago (Lecco). L’attore ha esordito in tv nel 2008 a “Mai dire Martedì”. Poi tanti programmi in Mediaset, sia davanti che dietro la telecamera.

Non abbiamo passato un bel periodo. Scetticismo e paura l’hanno fatta da padrone. Alcuni hanno adottato situazioni di resilienza, altri meno, per altri poco è cambiato mentre per alcuni troppo. Ci sono appuntamenti però che cambiano il mondo, se non tutto, almeno il nostro piccolo mondo. E personalmente il mio piccolo mondo cambia con la riapertura dei luoghi culturali per eccellenza: i cinema, i teatri, i musei, i circoli, le piazze, tutto quello dove un gruppo di artisti, di menti pensanti, o solo uno, condivide con me una crescita.

Durante la mia residenza artistica a Campsirago, accanto al Monte Brianza, nella sede del centro di produzione e residenza artistica de “Il Giardino delle Esperidi” – Pleiadi, guidato dal direttore artistico Michele Losi e da tutto il gruppo di lavoro, instancabile e necessario, ho vissuto a contatto con la natura quello di cui ci sarebbe sempre bisogno: l’espressione artistica del territorio come condivisione di fatica, sudore, emozioni, parole e performance.

La natura come scenografia e compagna di viaggio, non solo viaggio geografico ma anche dell’anima e di crescita, lungo tutti i vari appuntamenti scanditi da un calendario che mette insieme uno studio su “Cuore di Tenebra” di Conrad, in un sentiero dove lo spettatore, lasciato libero in un percorso avventuroso si ritrova ad ascoltare suoni e pensieri per poi ritrovarsi nella casa abbandonata di Kurtz, vero casolare abbandonato nel bosco.

Questo progetto chiamato  “CONRAD intotheatrewild” segna un vero e proprio spartiacque tra il teatro di narrazione e quello avventuroso, dove le asperità del percorso mettono a dura prova le tue gambe, uniscono la fatica al desiderio di proseguire la storia ed arrivare alla fine del percorso, grazie all’idea avuta da Luigi D’Elia e Michele Losi coadiuvati da Michela Cerini e Alvise Crovato.

Il calendario, ricco di eventi e di presentazioni, vede nelle diverse location del Festival come Villa d’Adda Sirtori ad Olginate, i palchi nella residenza a Campsirago Colle Biranza , al mulino Tincati, le frazioni di Bestetto, Ravellino ed Ello, un susseguirsi di spettacoli per adulti, ragazzi e bambini.

Penso alle “Favole al telefono” di Gianni Rodari, il gruppo di lavoro del Teatro della Contraddizone con “Weiss Weiss”, “Alberi Maestri”, altro spettacolo emozionale, zoccolo duro della compagnia Pleiadi, tra gli alberi dei sentieri della zona. In questa occasione, attraverso cuffie wifi, il mondo della natura non ci appare mai così lontano da noi anzi, ci fa immergere dentro la corteccia di ogni albero guardando con occhi diversi quello che ai più sembra troppo usuale: il legno, materia viva che respira.

Se questo può servire a qualcuno per consentire loro di affacciarsi con maggiore attenzione alla propria vita e a quella degli altri, ben vengano festival e spettacoli di questo genere.

Luachi”, in calabrese vuol dire luoghi, studio sul viaggio intorno ai canti polivocali dei contadini calabresi, messa in scena dalla compagnia palazzo Tavoli con la regia di Ester tatangelo,  dove si ricostruisce una personale via dei canti che,scanditi dal gesto, riconnette la mente alla natura creando un percorso di guarigione.

Inoltre il collettivo MM con “Radio Olimpia”, la compagnia Vico Quarto Mazzini con “Vieni su Marte”, la compagnia Omini con il divertente “La coppa del Santo” . Memorabile la rappresentazione one to one a cura di Scarlattine teatro di “Hamlet private”, un’ esperienza singola e intima che parla dell’Amleto che alberga in ognuno di noi tra dubbio e desiderio, che grazie alle lettura delle carte lo spettatore diventa artefice della riscrittura del dramma shakespeariano esplorando la propria vita.

All’anno prossimo caro Giardino delle Esperidi, evviva il Teatro. E che tutti gli artisti abbiano la possibilità di continuare a creare, per non lasciarci morire soli e ignoranti.

Testimonianza scritta da Fabrizio Lopresti



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