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Leisure - 14/10/2019

Sara Wilma Milani: “Pensavo fosse amore, ma non ne posso più”

La cantante si è trovata nella bufera mediatica all'indomani di un reality per Real Time. E ora esce con un brano che è un calcio al passato.

Sara Wilma Milani è una cantante che ha fatto molta gavetta. Ma tutta Italia la conosce per la diatriba pubblica scoppiata all’indomani della messa in onda di un reality show. Sara e suo marito Stefano sono stati tra i protagonisti dell’edizione 2017 del programma “Matrimonio a prima vista” – prodotto da “NONPANIC” che la settimana scorsa ha avuto l’ultima puntata dell’attuale edizione in onda su Real Time.

Protagonisti però ben oltre la trasmissione, gli sposi hanno chiesto l’annullamento del matrimonio innescando così una serie di vicissitudini legali.

Sara Wilma Milani forte di quella esperienza, ne ha fatto tesoro e ha deciso di far sentire la sua voce con l’uscita del singolo “Non ne posso più” (Believe Digital) in radio e in formato digitale che racconta in musica di un percorso personale e introspettivo. Il testo è dissacrante, fresco e positivo, che celebra l’amore con ironia, nella sua forma più sincera e pura.

LA VICENDA – Il programma aveva l’obiettivo di sperimentare antropologicamente la formazione di una coppia perfetta portando all’altare due sconosciuti. Dopo la fine della trasmissione, Sara e suo marito, decidono di separarsi e fanno istanza di separazione, cosi come prevedono le norme vigenti, presso il comune di residenza il quale rigetta la richiesta causa vizi di forma. Si vedono così costretti a rivolgersi presso il Tribunale competente, il quale però, nega l’annullamento poiché non riconosce dei vizi di forma così importanti per procedere all’annullamento. Con la sentenza del Tribunale in mano, i due sposi avviano tutte le normali procedure di separazione che sono tuttora in corso.

Quando hai scritto questa canzone?

Nel giugno scorso, quando ero davvero esausta. L’ha prodotta Dario Mazzoli. “Non ne posso più” è volutamente l’aspetto più leggero e divertente di un progetto musicale di più ampio respiro, dove vorrei dimostrare cosa sono come cantante e autrice. Il brano è un invito all’amore, un sentimento meraviglioso, un disordine sentimentale che nessuna scienza può pianificare, programmare o creare. Il singolo è nato con la voglia di dare un messaggio per dire alle persone che in tv non si cerca l’amore.

Canti da parecchio?

Canto da quando avevo 16 anni, ho fatto una gavetta davvero grande, specie sulle navi da crociera.

Perché ti sei avvicinata al reality in tv?

Non l’ho fatto per la mia carriera musicale, anzi, ho tenuto separate le due cose. Ero reduce da rapporti più o meno lunghi, spesso anche con convivenze, con la stessa tipologia di uomo. Mi sono rivolta al reality show, sbagliando evidentemente, cercando una soluzione. Pensavo che stessi sbagliando io nei rapporti e mi sono fatta illudere che un uomo su misura esistesse. Infiniti test, tre esperti, una produzione: avevo pensato che la soluzione fosse farmi cucire addosso una persona.

Poi ti sei resa conto che era spettacolo.

Succedeva tre anni fa, ho sempre lavorato facendo serate, ma io non pensavo alla popolarità. La mia scelta è stata non approfittare di esperienza mediatica per raggiungere la fama, e tra l’altro per me l’esperienza non è stata positiva, non la ricordo con piacere. A prescindere dall’esito che poteva avere con o senza matrimonio, io ho sofferto anche durante il programma televisivo.

Perché hai aggiunto Sara al tuo nome?

Wilma Milani è il mio nome di battesimo, ma io mi sento Sara, è il nome che ho sempre voluto. Ho anche voluto uscire con questo primo singolo che è un grido di libertà contro la vicenda mediatica che mi ha travolto, da cui non riuscivo a venir fuori. Si tratta di un’esclamazione che immedesima tante persone. Anche pensando a donne che non ce la fanno a stare con un compagno.

Che vita vivi ora?

Adesso siamo separati, sono tranquilla e riesco a mettere una parola fine definitiva a questa storia. Per me raccontare l’esperienza in musica è stato naturale, ho pensato: cantiamocela, va! Prendendo un po’ la vita con ironia spero di poter esorcizzare le brutture che mi son capitate. Nella quotidianità sono una persona molto schietta e diretta. Non offendo nessuno ma sono fiera e libera di esprimere il mio pensiero.

Il genere che rappresenta la canzone è anche il tuo?

Ho 15 anni di scrittura alle spalle che non è in linea con questo genere. Si trattava di pop intimo, ma questo brano doveva essere sdrammatizzato, fresco e ironico. Il contenuto e la genesi del pezzo va volutamente in contrasto con l’arrangiamento.

Cosa ascolti?

Tutto direi, perché sono stata cantante in vari gruppi e ho toccato tutti i generi. Adoro lo Swing anni Cinquanta, mi ritrovo in quel mondo e ho cantanto sempre in maniera creativa, ricercando un vestito chill out, lounge anche a pezzi più popolari.

Cosa ti piacerebbe fare adesso che hai pubblicato un singolo?

Vorrei portare in giro la mia musica che è nata da anni ed è l’aspetto della mia carriera a cui sono più affezionata. I brani pronti potrebbero diventare un disco, magari.

Ti è mai stato proposto di collaborare con un altro artista?

Sai che non c’ho mai pensato! Il mio lavoro è stata sempre la mia passione, sono molto aperta alla fusione, amo personaggi meno conosciuti ma molto interessanti. Come Ivan Segreto. Tra i grandi ammiro Fabio Concato, di cui ho cantato anche cover. Sui profili social non mi sono mai esposta molto dal punto di vista musicale. Spero di slegarmi in fretta dall’esperienza televisiva per potermi presentare come una cantante e basta.

Faresti la vocal coach in un talent show?

Non mi sentirei ora all’altezza di una cosa di questo genere. E poi a essere sincera, non mi parlare più di talent o reality perché… non ne posso più.

 

Foto di Sara Wilma Mario Gramegna.



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