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Design of desire

Design of desire - 10/03/2021

Seagull di Novotech: il nuovo veivolo che simula il gabbiano

Parla il professor Leonardo Lecce dell’azienda Novotech. "Promuoveremo l'invenzione nelle manifestazioni in Italia".

Cosa accade a guardare i gabbiani? Nasce il “Seagull”: A Napoli ha debuttato in volo il prototipo della Novotech che sarà destinato al trasporto privato. Novotech, nata come emanazione del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale dell’ Università di Napoli – Federico II ed operante nelle applicazioni ingegneristiche per l’aviazione civile, cinque anni fa ha iniziato un’altra attività dedicata alla produzione di strutture in composito. Attualmente sta portando avanti 5 progetti relativi ai materiali compositi, di cui uno è il NHYTE (New Hybrid Thermoplastic Composite Aerostructures) finanziato dalla Comunità Europea. Novotech è il coordinatore del progetto e il consorzio è composto da 8 partners provenienti da 6 paesi europei, un buon compromesso tra università, centri di ricerca, piccole e medie aziende e grandi gruppi aerospaziali. Il progetto NYTHE sviluppa concetti, metodologie e realizza strutture aeree ecologiche e innovative in composito, fatte da un nuovo materiale termoplastico ibrido, riciclabile e con capacità multifunzionali.

Abbiamo incontrato il CEO della Novotech srl il professor Leonardo Lecce (di seguito nell’intervista) ed il direttore generale dell’azienda, L’Ing. Marco Barile.

Il professor Leonardo Lecce, presidente e amministratore delegato di Novotech (foto di Maurizio De Costanzo per The Way Magazine).

Professor Leonardo Lecce, può raccontarci da dove ha origine la Novotech?

Novotech nasce da uno spinoff dell’Università di Napoli (Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale) dove io ho insegnato per 40 anni Ingegneria Aeronautica e Aerospaziale. E’ nata fondamentalmente dalle esigenze di offrire supporto a prove sperimentali alle imprese del settore dell’aviazione generale, in particolare alla Partenavia, che produceva diverse centinaia di aerei per l’aviazione generale e dove noi ci occupavamo di prove di vibrazioni e di rumore.

Abbiamo collaborato con l’Aeritalia nello sviluppo della ATR e ci siamo occupati sempre di problematiche di vibrazione di rumore che in fondo è un po’ la nostra specializzazione. Poi la società è cresciuta nel ramo di ingegneria sempre come service alle piccole e medie imprese ma anche alle grandi imprese, come ad esempio, l’ex Alfa Romeo Avio avevamo sei dei nostri ingegneri che lavoravano al loro interno. Nel frattempo continuavamo a fare progetti di ricerca, io all’università ne ho fatti tantissimi e sono anche editore di tre libri di tecnologie molto avanzate sui materiali intelligenti. Capirà che per un passionale e sognatore non può esistere la prospettiva di finire la carriera universitaria e di andare in pensione; con la stoica e storica passione dei pionieri, io ed il prof. Marulo, mio collega fondammo la società e poi ne diventai unico socio. Io sono pugliese di origine, grazie anche alla possibilità di collaborare con il distretto aerospaziale pugliese decidemmo, insieme a un altro ricercatore della zona, di partire con i materiali compositi. Abbiamo realizzato uno degli impianti più avanzati per le nuove tecnologie sui compositi: robot a 8 assi (unico in Italia) che utilizziamo per fare attività di ricerca per conto di varie aziende anche in Inghilterra in Cina e Francia. Al nostro interno si svolgono notevoli attività sia di sviluppo sia di tecnologie di materiali termoplastici innovativi. Tra i progetti di ricerca finanziati dalla comunità europea, quello denominato NHYTE (New Hybrid Thermoplastic Composite Aerostructures) durato tre anni, per un valore di oltre 5 milioni di euro ed in cui noi eravamo capofila, ci ha consentito di  implementare nel nostro impianto una pressa realmente molto particolare di 4 metri di lunghezza e del costo di ben 500mila euro. 

Il Seagull: il gabbiano dalle ali “pieghevoli” è l’evoluzione ed un progetto destinato all’uso quotidiano? Ci racconti quale è stata l’intuizione.

Noi continuiamo a lavorare sempre nelle tecnologie dei compositi ed  io personalmente ho sempre avuto la passione per l’aeronautica. Nel 2017, il professor Pascale (mio maestro), ci lasciò lo stesso giorno in cui compivo 70 anni. Un segnale quasi fosse un “passaggio di testimone”, egli aveva sempre avuto il sogno dell’idrovolante. Negli ultimi anni io mi ero dedicato con reale passione alla pesca sportiva ed all’osservazione dei gabbiani; mi è stato facile tradurre il suo sogno facendolo mio, li è nato il Seagull (il gabbiano). E’ diventato un progetto presentato al Mi.Se. (Ministero dello Sviluppo Economico) nell’ambito della legge 808, ovvero la legge che finanzia le nuove iniziative nel settore aeronautico. Tutto ciò si è tradotto in un finanziamento di circa un milione e mezzo (purtroppo non del tutto a fondo perduto) con l’ottica di mettere in produzione un velivolo che nel primo gennaio 2018 è diventato un progetto operativo. Dapprima il team contava una decina di persone, adesso siamo in 30, ma già dal primo progetto utilizziamo le più sofisticate tecnologie sia di disegnazione che di calcolo strutturale, poi abbiamo fatto prove della vasca navale e prove in galleria del vento. Ci siamo appoggiati moltissimo alle università: in una galleria del vento già utilizzata in altre occasioni a Brindisi e per le prove delle impianto ibrido presso l’Università Federico II.

Infine, dopo la fase di gestazione e la realizzazione del prototipo completo durata circa un anno, la settimana scorsa abbiamo fatto la prova in acqua al lago Miseno di Napoli. Ovviamente i feedback di queste prove, per noi rassicuranti ed incoraggianti, sono fondamentali e stiamo già provvedendo a fare opportune modifiche e migliorie per renderlo quanto più possibile prossimo al decollo. Si tenga conto che per decollare deve raggiungere una velocità di circa 40 nodi poco meno di 80km l’ora, poi dovremo ulteriormente verificare il suo comportamento in acqua e, come già detto, dovremo incrementare le velocità, diminuire i pesi, ma contiamo di farlo in questi giorni/settimane.

Scrisse Lord Kevin, fisico e ingegnere britannico nell’Ottocento:
“E’ impossibile che qualcosa di più pesante dell’aria possa volare”.
Fratelli Wright il primo volo di soli 12 secondi 17 dicembre del 1903  (foto di John Daniels)

Cosa accadrà ora? Prevede varianti e una effettiva data di produzione?

Insieme ad altre aziende e nell’ambito della stessa legge 808, vi è tra i progetti presentati al Mi.Se. una versione del Seagull a 4 posti oltre ad una ulteriore versione a decollo verticale. Di sicuro il progetto è molto ambizioso ed è un progetto che vale 15 milioni di euro ed è solo a causa covid se si è fermato il processo di valutazione. Da qualche mese dall’inizio di quest’anno sono riprese le valutazioni, vedremo, speriamo che entro prima dell’estate di avere l’approvazione e quindi siamo partire con la progettazione che vede coinvolta tutta l’azienda. Con questo aereo c’è la possibilità di avere 6 modelli diversi che si differenziano per il fatto di avere o meno l’ala ripiegabile. Dalle due varianti strutturali si può avere una motorizzazione solo endotermica o ibrida o elettrica, quindi la nostra idea di proporsi al possibile cliente/utilizzatore a secondo delle sue esigenze e possibilità.

Stiamo formulando quanto necessario all’ENAC per l’autorizzazione e validazione del prima prova di volo e poi di tutta le successive fasi, in poche parole per l’ottenimento di una certificazione che noi contiamo di avere appunto entro l’anno e quindi definitiva omologazione/certificazione.

Bisogna completare il prodotto che, come lei l’ha visto, è in una fase avanzata di messa a punto. Non appena finite queste ulteriori fasi sicuramente saremo in grado di metterlo efficacemente in produzione.

Quando potremo vedere di nuovo in azione il Seagull?

Al momento stiamo valutando anche la possibilità di usare altri specchi d’acqua tipo lago di Lago Patria oppure in Puglia (Taranto), a tal proposito faremo una prossima manifestazione il 26 marzo a Nisida con la collaborazione da parte di una società che si chiama Aviazione Marittima Italiana. Questa tra l’altro promuove l’uso di piccoli idrovolanti e degli Idroscali storici, sta promuovendo la riapertura di quelli che erano approdi già nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale. L’Italia ne era piena di idroscali si citano: Orbetello, Brindisi la stessa Nisida.

Con queste manifestazioni e altre iniziative di marketing, stiamo cercando di promuovere il prodotto e non nascondo che abbiamo avuto già qualche richiesta di qualche dealer che vuole candidarsi come rivenditore; siamo confidenti che il mercato c’è e con un buon potenziale.


Assegno del 18 luglio 1912 a favore dei “fratelli Wright” credit Leonardo Lecce (foto Maurizio De Costanzo)

NOVOTECH HEADQUARTER

Via G. Pascoli, 7 80026 Casoria (NA), Italy – Strada Provinciale 143 KM. 2 74020 Avetrana (TA), Italy

Video-articolo e intervista per TheWayMagazine.it – Napoli, Maurizio De Costanzo.



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