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La scrittora racconta

La scrittora racconta - 19/04/2017

Arianna Giancani, prosa moderna per il suo giallo/rosa

I Morti di Amelia è un libro che molti definiscono noir. Ma l'autrice, intervistata da Cinzia Alibrandi, offre una lettura più ampia: quella del viaggio psicologico.

Incontro Arianna Giancani al Book Pride milanese, dove è in promozione del suo nuovo libro ‘I morti di Amelia’ per Ensemble. Arianna è una giovane donna di quelle che ti giri a guardare quando passa, eppure parlandoci, più dell’aspetto, mi colpisce che rida mentre risponde con garbo e ricchezza alle mie domande, come volesse consegnarmi il segreto di quanto racchiude la sua nuova storia. Già in copertina, un tegame con due uova in camicia, si intuisce che Arianna gioca d’originalità nel tratteggiare un giallo/rosa leggero e intrigante, ma anche fortemente introspettivo, che scorre fino all’ultima pagina soffice come la lieve increspatura d’albume che tanto affascina la sua eroina Amelia, che uccide per liberare l’umanità dal fastidio di esseri sgradevoli.

Arianna Giancani ha esordito per Ensemble nel 2015 con Il Male Minore.

Arianna Giancani ha esordito per Ensemble nel 2015 con Il Male Minore.

Per una fatale legge del contrappasso Amelia ama la vita che toglie agli altri, e si aggrappa alla sua, la consuma fortemente, e forse per questo non tollera chi spende, nella sua logica perversa, un’esistenza inutile e quindi da sopprimere. Il tutto è narrato con una prosa moderna, a tratti curiosa e particolare, mi viene da dire accattivante come la penna da cui è scaturita.

Chi è Arianna Giancani?

Un avvocato che non esercita, ma non rinnega il rigore degli studi di diritto, un’imprenditrice, una scrittrice e una donna di 34 anni incagliata nel numero 29 che affibbio alle mie eroine forse perché faccio ancora fatica a entrare nella responsabilità del ’30’.

Arianna imprenditrice: tu hai creato l’interessante progetto Tertulia, ce ne parli?

Con tre carissime amiche abbiamo fondato un’agenzia di servizi, ‘Tertulia’, dentro cui coniughiamo le nostre diverse esperienze per consegnare al cliente una storia confezionata con un’attenzione artigianale e ‘su misura’. Io sono la scrittrice, la parte narrante, poi troviamo una grafica e illustratrice ed un’esperta fotografa. Per ogni evento che ci si chieda di fermare nel tempo, cuciamo un libro emozionale imperdibile: sia una laurea, un matrimonio, una tappa di carriera, un evento aziendale. Come tutto, per la pubblicità della nostra attività, oltre che i social, sta funzionando il passa parola di chi si è rivolto a noi ed è rimasto soddisfatto. Mi piace paragonare quello che facciamo a un sarto che cuce addosso e a mano un abito unico. Il limite è dato dalle grandi ore di lavoro che l’artigianalità necessita, tuttavia  ripagata dalla perfezione del realizzato.

I Morti di Amelia, libro di Arianna Gianconi, edito da Ensemble Edizioni.

I Morti di Amelia, libro di Arianna Giancani, edito da Ensemble Edizioni.

Arianna scrittrice: come nasce la passione dello scrivere?

Ho sempre amato leggere e scrivere. Ma vado oltre: sono come posseduta da un’attrazione incantata per le parole. Mi capita di soffermarmi su una frase di una canzone, di uno speaker in Tv, di qualcuno con cui mi intrattengo a parlare come te adesso. D’improvviso, ne colgo la magia della forza comunicativa e la catturo a me, la imprigiono per poi elaborarla e insieme a tante altre trasformarla in pagina.

Il tuo libro di esordio, Il Mare Minore (Ensemble), viene stampato dopo un primo premio letterario.

Mi trovavo segregata in casa per preparare l’esame di stato come avvocato, e gli intermezzi alle ore di studio, erano scrivere, dare aria ai rigidi codicilli con il vento dell’ispirazione. Ricordo ancora il getto liberatorio della prima frase, e poi parole che rotolano una dietro l’altra in tre settimane, fino ad arrivare alla parola ‘fine’. Quando Matteo Chiavarone, direttore editoriale di Ensemble mi ha comunicato che avevo vinto, sono quasi impazzita di felicità: un momento meraviglioso, per non parlare poi di quando ho per la prima volta visto la copertina de ‘Il imale minore’, apparsomi come un figlio che finalmente trova la giusta casa per sé. Aggiungo per chi legge quest’intervista, che non conoscevo nessuno, ho navigato in rete, ho mandato il mio PDF a varie case editrici e mi sono imbattuta nel concorso di ‘Patria Letteratura’ e ho inviato per la sezione narrativa la mia opera. Insomma le favole esistono ed io ne sono una fortunata protagonista!

Dopo due anni di promozione e vendite soddisfacenti, esce I Morti di Amelia e superi l’esame del primo romanzo. Come è successo?

Erano giusti i tempi. ‘I MORTI DI AMELIA’ è un libro che molti definiscono noir: io invece faccio fatica a incasellarlo in un genere preciso. Intanto del titolo vorrei spiegare che Amelia, oltre ad essere un’assassina, ritiene ‘sue’ le persone che uccide. Fatica a considerare il termine ‘altri’. I morti, sono delle persone che li piangono dopo averli amati, quindi il libro è un viaggio psicologico verso questa comprensione. Amelia però fa dimenticare presto la sua perversa ossessione al crimine, per una positività che le fa spendere una vita giovane, realizzata con un lavoro che esercita con passione. Per una fatale legge del contrappasso ama fortemente la vita, si aggrappa alla sua, o meglio a quella che si è convinta essere il meglio per sé, e forse per questo non tollera chi la sciupa, nella sua fosca logica, in maniera inutile e quindi da sopprimere.

La tua eroina è stata accostata per suggestione al film Il Favoloso Mondo di Amélie, interpretato da Audrey Tautou e diretto da Jean Pierre Jeunet.

Ne sono ovviamente onorata e come sempre accade, ed è la magia del leggere, ognuno trova suggestioni diverse nelle pagine. Anzi a volte l’autore si trova prospettata e suggerita un’angolatura critica a cui non aveva pensato durante l’ideazione del romanzo.

Le tue protagoniste hanno sempre 29 anni, come se sulla carta volessi rinnegare la fatica dell’essere nel mondo dei 30. E se nel libro numero 3 raccontassi di un’eroina magari nel giorno del suo trentesimo anniversario?

Sarebbe una bella idea! Grazie del suggerimento! I 30 anni nella vita di ogni giorno sono per me la capacità di abbandonare una ritrosia giovanile e consegnarmi a rapporti maturi. In buona sostanza allargare la sfera dell’intimo a maggiore consapevolezza. Spostato al mondo immaginario e cartaceo, equivale alla capacità di abbracciare il lettore a più ampio respiro, senza le remore che ancora posseggo. Il regalo del battesimo di scrittrice, enorme e inaspettato, e a cui devo ancora abituarmi, mi costringe alla prudenza di meritare questo dono e renderlo consistente a lunga durata.

L’INTERVISTA È TERMINATA: A TUTTI LA SCRITTORA AUGURA DI SCARTARE UN MAGICO REGALO E FARLO DIVENTARE, COME HA FATTO ARIANNA, UN COMPAGNO DI VITA.



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