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Leisure - 27/11/2019

La condizione di Paul McCartney: “Non faccio il tour se non suono a Napoli”

Emergono dettagli dell'attesissimo ritorno in città del Beatle 77enne il 20 giugno 2020. "Il palco costruito da eccellenze locali".

“Freshen Up” significa “rendere più fresco, moderno”. E Paul McCartney, la più grande popstar vivente, ha scelto proprio questo verbo per il suo tour estivo europeo che l’anno prossimo toccherà anche Lucca (13 giugno 2020 al Lucca Summer Festival alle mura cittadine) ma prima Napoli (10 giugno, piazza del Plebiscito).

Il promoter Mimmo D’Alessandro ha dichiarato di non aver fatto fatica a portare a Napoli un artista di quel calibro. Ha detto di aver lavorato per 5 anni alla data di Lucca per ricevere questa risposta dall’ex Beatle: dove si trova Lucca? “Gli ho raccontato – dice D’Alessandro – che è un posto bellissimo in Toscana, dove hanno suonato Stevie Wonder, Rolling Stones ed è stato sir Paul in persona a dire: non faccio Lucca se non mi fai fare anche Napoli”.

A contratto firmato, lo staff di McCartney ha voluto l’immagine di Piazza Plebiscito per realizzare questo video che, in accordo col Comune, è stato usato come prima comunicazione dello show in questi giorni.

 

La scelta di Napoli è stata personale, quindi. Ci sarà un sopralluogo del tour manager della leggenda britannica a dicembre, il palco avrà alle spalle la chiesa di San Francesco di Paola in piazza Plebiscito (per chi se lo ricorda, stessa inquadratura dei famosi Festivalbar degli anni 90).

La commissione di vigilanza partenopea sta rivedendo al rialzo l’agibilità della piazza vista l’enorme richiesta per i biglietti dell’evento. Il concerto apre l’estate dei concerti in Italia e ci saranno delle sorprese. Una, sir Paul l’ha già implicitamente rivelata, visto che nelle prove suona sempre “It’s now or never“, la versione americana di “‘O sole mio” che quindi potrebbe diventare il segno distintivo di questo grande evento.

Le tappe di Napoli e Lucca rientrano nel “Freshen Up Tour” che vede Paul McCartney girare il mondo da due anni. Ma il palco per le date italiane è prodotto dall’azienda napoletana ItalStage.

Il palco è uno dei più grandi d’Europa, sia per Napoli che per Lucca (leggermente ridotto), è stato chiesto da Mimmo D’Alessandro direttamente alla napoletana ItalStage di Pasquale Aumenta di creare una mirabilante “casa” che contenesse questo evento. Scelta comprensibile, condivisa anche dallo staff di McCartney, visto che l’azienda di Aumenta è un’eccellenza locale che ha già lavorato con artisti di grande richiamo quali Rolling Stones, Laura Pausini, Vasco Rossi.

Michelangelo Iossa, il giornalista che ha scritto tanti libri sui Beatles, con Mimmo D’Alessandro della D’Alessandro & Galli che promuove gli show italiani di Paul McCartney. Il promoter ha di recente ammesso che questo tour “è il colpo della mia vita”.

Della band attuale di McCartney, gli unici che hanno già suonato a Napoli sono Paul Wix Wickens che è il direttore musicale della band, e il leggendario batterista Abe Laboriel Jr, figlio del mitico bassista di George Benson Abraham Laboriel. Il musicista ha però in carriera un’esibizione nella stessa piazza ma con una rockstar diversa: Sting.

Quasi venduti 10mila biglietti per il ritorno di un Beatle in città, ma incredibilmente al momento i compratori italiani sono solo quinti. Al primo posto c’è la richiesta dagli Stati Uniti, seguito da Gran Bretagna, Spagna, Germania. “Ma gli italiani si sveglieranno più tardi perché giochiamo in casa”, confidano gli organizzatori che sanno di questi comportamenti d’acquisto.

Testo a cura di Michelangelo Iossa



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