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Leisure - 05/04/2019

Pedro Capó: “Ora voglio Takagi come produttore e un feat con Achille Lauro”

ll più popolare artista latino del momento a Milano ha conosciuto i grandi hitmaker delle nostre classifiche. E da "Calma (Remix)" guarda avanti.

“Voglio fare una traccia con la produzione di Takagi e un featuring con Achille Lauro”. Appena arrivato in Italia, il superboy del latin pop, Pedro Capó si è subito ambientato nei circuiti giusti. Oltre al giro di promo solito, ha avuto tempo per parlare e incontrare gli artisti del momento della nostra discografia e si è approcciato senza remore. La sua “Calma (Remix)” è attualmente campione di ascolti su tutti i fronti.

“Appena ho incontrato Achille ho subito pensato che c’erano delle caratteristiche uniche e voglio lavorare con lui. Anche Takagi è una grande persona, sarà bellissimo”.

Pedro è stato a Milano per promuovere il successo del momento, “Calma (Remix)” il singolo in radio insieme a Farruko che ha scalato le classifiche digitali internazionali, top 5 di vendite in Italia, con una media di 100 milioni di streaming globali a settimana, oltre 351 milioni di stream e più di 842 milioni di visualizzazioni per il videoclip ufficiale girato a Luquillo (Porto Rico) da Joaquín Cambre.

 

Pedro ha tenuto un live acustico intimo nella sua label Sony Music Italy mandato in onda per Tim Music.

«Collaborare con Farruko nel remix di ‘Calma’ è stata un’esperienza incredibile. Ci siamo trovati molto bene fin dal nostro primo incontro; sono stato contagiato dalle sue vibrazioni positive, così come dal suo amore per la sua isola, la sua famiglia e la sua gente. Un giorno con Farruko mi è bastato per riconoscere la sua grande professionalità, la sua umiltà e il suo alto livello creativo. Sono orgoglioso di lavorare con uno dei migliori artisti portoricani di musica urban e spero di collaborare con lui molte altre volte in futuro», queste le parole di Pedro Capó, già vincitore del Latin GRAMMY® nella categoria “Miglior video musicale Longform” per “En Letra De Otro” e che si è esibito a fine febbraio al Premio LoNuestro.

Commenta Farruko: «Per me è un onore aver collaborato con uno degli artisti e cantautori più talentuosi di Porto Rico. Ovunque tu sia, con questa canzone, sarai immediatamente trasportato in Porto Rico. È incredibile far parte di un brano così speciale, ispirato alla mia isola. Tornare a casa mi ricarica sempre di nuove energie per poter continuare a lavorare sodo sulla mia musica – è così che mi sono sentito mentre registravo questa canzone dedicata alla mia terra».

Pedro è attivo sul mercato da 20 anni “ma solo una volta nella vita ti capita una cosa come ‘Calma’ – racconta con piglio incredulo – e mi voglio godere questo momento di viaggi continui. Mi è capitato a 38 anni, quando ho figli e famiglia che mi manca, ma sicuramente è una cosa positiva”.

Pedro è figlio d’arte. Il padre Bobby era un cantante di salsa e il nonno, anche lui Bobby, è stato unoa delle star più luminose della musica degli anni 40.  “Da teen ascoltavo le grande ballad degli anni 80 e anche un po’ di salsa e reggae. E poi una volta arrivato a New York dovendo trovare modo per guadagnare, ho iniziato a suonare per strada, volevo far emergere le mie influenze e ho avuto l’opportunità di trovare il mio stile. Che è con la chitarra e l’hip hop, il Motown sound che è fondamentale nella mia crescita e tante altre cose”.

Oggi non fa fatica a ricordare i tanti momenti in cui ha tentato di tutto pur di arrivare: “Sono stato un cameriere nel ristorante di Marc Anthony a 18 anni e volevo sempre suonare il venerdì o il sabato. All’improvviso ho avuto l’occasione anche di suonare lì ma lui quella notte non c’era. E quando c’è stato il concerto a Miami per le vittime dell’Uragano Maria, di recente, ci hanno presentati ed è stato un momento emozionante. Qualche settimana fa con la sua fondazione mi è stato proposto di essere l’host di un’asta benefica. E mi ha addirittura invitato a suonare “Calma” perché l’aveva sentito in radio il giorno stesso”.

Marc Anthony, dice Pedro, “non è soltanto un orgoglio per noi di Porto Rico, è anche un filantropo che si prende cura degli esseri umani in difficoltà”.

Per il contenuto dei testi, la stella del nuovo pop latino che pubblicherà un album entro l’anno, dice: “Posso parlare di tutto, voglio fare un commento di tutti gli aspetti della vita. Che è fatta di emozioni e di comuni denominatori che tutti sperimentano, l’amore, l’ingiustizia, le mancanze che abbiamo e le violenze a cui siamo sottoposti. Ma la grande chance che ho è essere onesto e senza essere pretenzioso o predicante. Non voglio essere null’altro che onesto“.

Pedro Capò fotografato da Aaron Snaiderman

Visto che ha conosciuto gli ultimi ragazzi del pop italiani, inevitabile chiedergli quali sono le personalità già affermate della nostra musica che ama: “Ci sono degli artisti italiani come Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Nek sono talmente grandi nella nostra cultura che li trattiamo come se fossero nostri. Nek è stato in verità il primo a cui ho guardato e ho detto: beh, posso vedermi in quella posizione. Infatti all’inizio della mia carriera cantavo ‘Laura’ e lui ha un posto speciale nel mio passato”.

Prima di farle uscire queste nuove canzoni, a chi le farà ascoltare? “Ho un gruppo di amici di cui mi fido, anche se la famiglia è stata sempre un posto musicale. Oggi che ho tre figli maschi, con il più grande di 13 anni, so di essere nella loro lista di ascolti, anche se non molto in alto. Abbiamo sempre bisogno di accettazione , è vero, ma io non sono ossessionato. Piuttosto mi sento molto in dovere di mantenere la mia cultura viva a casa. Per questo ho mia madre che vive con noi, si prende cura delle tradizioni e della crescita dei piccoli”.

 



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