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Society

Society - 02/08/2019

Harry e Meghan: dalle loro grafie sono il conciliante e la volitiva

Cosa accomuna la coppia dei Duchi di Sussex e cosa, invece, li divide? Le loro firme ci svelano tante verità nascoste.

Il matrimonio del Principe Harry e Meghan Markle si è svolto il 18 maggio del 2018 nel castello di Windsor. Lo sposo, il principe Harry, Duca di Sussex, è nato a Londra il 15 settembre 1984. Il suo vero nome è Henry Charles Albert David Mountbatten – Windsor meglio noto come Harry.

Rachel Meghan Markle (per tutti Meghan) è nata a Los Angeles il 04 agosto 1981. Ha acquisito il titolo di Duchessa di Sussex.

Il loro è stato un royal wedding molto discusso per via del gossip che ha riguardato soprattutto l’attrice americana che, però, ha saputo conquistare i sudditi del Regno Unito e non solo!

Lo scorso 6 luglio è stato celebrato il battesimo del loro primogenito Archie Harrison Mountbatten Windsor destinato a far parlare molto di sé, già così piccolo.

 

Da grafologa mi sono subito interessata e appassionata alla scrittura della coppia Harry & Meghan, perché può raccontarci molto di più della personalità dei reali e per un’analisi accurata ho coinvolto un’amica e collega, la dottoressa Anna Barracchia.

Con la premessa che abbiamo potuto disporre solo di fotocopie, perdendo così la percezione reale di due parametri importanti quali la pressione e il tratto, ecco le nostre osservazioni:

 

Iniziamo con l’analisi di Harry.

Harry utilizza il misto script, un modello tipicamente anglosassone, personalizzato, molto spaziato tra righe e parole, con verticalità degli assi, lettere molto piccole, non sempre leggibili e un andamento quasi vibrante (tracciato che procede per tocchi leggeri, per vibrazioni).

Questa scelta unita all’essenzialità della forma e alla dimensione piccola indica cultura e finezza intellettiva, spirito critico e concentrazione, giudizio essenziale.

Lo spazio tra righe e parole è una sua necessità di astrazione, di un distacco selettivo da cose e persone sia in senso costruttivo, per avere una visione d’insieme ordinata e critica che per esigenza personale, per interiorizzare i suoi sentimenti e rispettare gli spazi e l’indipendenza altrui come desidera per se stesso.

Nasce anche per esigenze difensive, poichè Harry cerca delle “pause” per ricaricare le sue energie e per prendere la giusta distanza dai fatti o dalle persone.

Osservando poi la linea di base incontriamo la presenza di laps (buchi) che creano raggruppamenti non sempre coerenti o che rendono irregolari le pause tra le lettere.

Questi “buchi” ci segnalano un flusso di emozioni o di ansia che influenzano il controllo generale della scrittura ma possono anch’essi rappresentare, come abbiamo già visto, un momento di alleggerimento di uno stato tensivo tenuto troppo a lungo.

A conferma di una personalità molto sensibile e inquieta, aggiungiamo anche il movimento del filo grafico (lo scorrere della penna sul foglio, il movimento che genera la scrittura), leggermente vibrante. La vibrazione è un indice di emotività, di inquietudine, poiché la dialettica interiore è sempre accesa e viva.

Molto diffusa nella scrittura di Harry è un’ampia e morbida curvatura a sinistra, simile a una culla, che accompagna tutte le asteggiate inferiori e che alcuni grafologi inglesi hanno interpretato come un ricordo nostalgico legato alla perdita della madre. Riportiamo questo particolare indice perché ci ha colpito per l’alto valore simbolico.

Nella nostra analisi abbiamo anche confrontato le nostre osservazioni con quelle di alcuni grafologi inglesi per trovare conferma e spunti ulteriori di riflessione.

Un altro aspetto interessante di questa personalità è il calibro della lettera “i” (quello che in grafologia rappresenta proprio il senso dell’io) e che in inglese ha proprio questa traduzione “I = io”. Harry la scrive nel carattere dello stampatello maiuscolo ma in un calibro assolutamente inferiore al resto già piccolo, quasi non riuscisse a darle quella forza che le spetta, esprimendo così un senso di fragilità e di scarsa consapevolezza del proprio valore.

Contrariamente a questo riscontro, viene fatta una scelta completamente diversa per la firma, almeno per quanto riguarda l’iniziale.

La firma di Harry.

Harry in questo caso traccia la lettera “H” del suo nome molto sopraelevata, marcata, con la seconda asta della lettera che ha un affondo profondo. Poi, dopo questo segno così affermativo, quasi compensativo, tutto il resto del suo nome, ad eccezione della “a”, si destruttura in un tracciato filiforme, discendente, che termina con una curva della y molto ampia, prolungata a sinistra, quasi a formare un paraffo di chiusura.

Al suo interno è tracciata anche una sottolineatura da intendere sia come un ulteriore risalto e affermazione della propria individualità e autonomia, sia come una barriera a qualsiasi interferenza o influenza sulla sua coscienza e sulla sua vita.

La linea rappresenta il confine invalicabile per gli altri, come pure il punto a lato della firma è un segno di assertività, di chi vuole avere l’ultima parola.

La filiformità del nome scritto con una certa velocità attesta rapidità di pensiero ma anche la natura riservata di Harry che non si espone e che svolge le sue attività per amor proprio più che per ambizione.

La dissolvenza del filografico indica oltre ad una certa impazienza anche abilità a destreggiarsi nelle varie situazioni. Preferisce evitare gli scontri diretti perché la sua indole è più pacata, conciliante, diplomatica.

Trasferiamo ora la nostra attenzione sulla grafia di Meghan.

Grafia di Meghan.

 

Qui è evidente la piena adesione ad un modello calligrafico che ha già largamente utilizzato in passato, data la sua professione di calligrafa e che ha poi personalizzato con tratti aggiuntivi. Questo solido e ben architettato impianto grafico, definito scrittura “persona”, ha sicuramente un’importante funzione adattiva che la protegge e la valorizza con un’immagine di grande perfezione estetica e rigore.

Inoltre la scrittura è di calibro maggiore, regolare, serrata, ad arcata. Le lettere sono legate, il loro asse è inclinato, la forma semi angolosa. A differenza di Harry, quest’ultimo aspetto rivela un carattere più volitivo, meno conciliante, una logica molto spinta, un’attività instancabile sorretta da maggiore energia.

Da notare la presenza diffusa di ovoidi (ovali a forma di uovo con una leggera inclinazione dell’asse verticale), indici di una natura istintivamente organizzata, capace di raggiungere i propri obiettivi trovando rapidamente soluzioni efficaci.

Ha un’intelligenza flessibile e un adattamento appropriato a seconda delle circostanze. La dimensione grande riflette il senso di sé, la fiducia nelle proprie capacità; la serratezza invece, rispecchia una certa cautela e autocontrollo nella sua espansione, una certa suscettibilità e reattività dissimulate, unite a visioni talvolta unilaterali.

Molto diffuse le arcate che rafforzano l’individualismo, il controllo, la direzione, il mantenimento dell’acquisito.

La zona superiore e inferiore della scrittura è occupata da allunghi molto pronunciati che simboleggiano i suoi molteplici interessi, il gusto per il cambiamento ma anche una certa inquietudine che può portare a dispersioni di energie tra tendenze opposte.

Gli attacchi curvi di alcune parole aggiungono una nota di dolcezza e socievolezza. Da notare anche alcuni segni/tratti quasi ornamentali della sua scrittura: archi che partono dall’apice di alcune lettere e si incurvano a sinistra, coprendo in taluni casi alcune porzioni di parole. Questi, oltre a rappresentare una nota puramente estetica, narcisistica, volta ad attirare l’attenzione, rappresentano il lato immaginativo, sognatore, di grandi aspirazioni della duchessa.

Non si esclude, però, in un ambiente grafico così controllato il significato di cautela, autoprotezione, quasi a cercare un riparo.

La sua scelta calligrafica dimostra come tutto sia pienamente programmato e mantenuto con grande rigore e precisione, come si osserva in ogni genere della sua scrittura (forma, spazio, continuità, velocità e pressione), perché Meghan è una perfezionista, formale, talentuosa, amante delle convenzioni.

Anche la sua firma, completa di nome e cognome e perfettamente omologa al testo conferma il suo profilo. Entrambe le iniziali sono molto sopraelevate, con un attacco curvo lungo mentre terminano affondando morbidamente sotto la linea di base.

Firma di Meghan.

Questa scelta di sopraelevazione è indice di un forte richiamo all’attenzione e alla considerazione, di orgoglio e di narcisismo. La loro partenza sotto il rigo, come anche il loro termine, indicano radicamento, riflessione, bisogno di partire da basi conosciute e sicure.

 

Due personalità molto diverse: Harry introspettivo, colto, nostalgico, timido e sensibile, spontaneo e diretto nel suo modo di porsi.

Meghan: brillante, raffinata, formale, ambiziosa, decisionista, sempre in cerca di consenso e approvazione, di una conciliazione tra la sua vera natura e il personaggio pubblico.

Una donna responsabile, tenace, ma anche sognatrice, più espansiva sui suoi sentimenti anche se meno calorosa.

A conclusione della nostra indagine grafologica sulla royal couple del Sussex, spostiamo l’attenzione su un rapido confronto tra una terna di firme apposte da entrambi in tre distinte occasioni del 2018: a Belfast a marzo, a Londra, in occasione dell’Anzac day ad aprile e a Dublino a luglio, da sposi.

Firma di Harry marzo-aprile-luglio 2018

Firma di Meghan marzo – aprile e luglio 2018

 

Come possiamo notare la firma di Harry è rimasta fondamentalmente la stessa con tutte le caratteristiche che abbiamo già esaminato. Questo suggerisce sicurezza e comfort nel suo ruolo ma anche riservatezza.

Egli mostra di sé solo quanto desidera far conoscere.

Aggiungeremo solo un dettaglio interessante: Il loop inferiore della Y del nome incrocia la sottolineatura inferiore e si trasforma in una x.

Alcuni grafologi inglesi la identificano come un segno di trauma (cicatrice) risalente alla morte della madre. Anche in questo caso riportiamo l’interpretazione dei colleghi inglesi che ci ha incuriosito.

 

La firma di Meghan ha subito indubbiamente un’evoluzione, poiché a differenza di Harry la duchessa sta ancora cercando di capire come vuole essere percepita dal mondo.

Durante il suo fidanzamento la sua firma non era molto leggibile, come vediamo nell’immagine di marzo. Forse questo stile rispecchia il suo precedente desiderio di mantenere più nascosta la sua vita privata.

Da notare anche una certa incertezza, quasi una ripresa, nella coda della finale che si ricurva a sinistra.

In seguito, con l’avvicinarsi del matrimonio, alcune lettere sono diventate più distinguibili. La linea di base, perfettamente lineare, mostra la sua fermezza e tenacia. La finale del nome così esageratamente prolungata (aprile 2018) è un’evidente presa di distanza, un forte senso di cautela. Il nome, a differenza di Harry, si accompagna ancora al cognome. La firma, infine, cambia nuovamente a luglio dopo il matrimonio, nell’ottica di una maggiore visibilità.

Ecco come viene presentata la coppia reale dal sito ufficiale www.princeofwales.gov.uk.

Cosa accomuna la coppia nella loro diversità di temperamento?

Entrambe le firme mostrano una vistosa sproporzione tra le maiuscole iniziali e le lettere sulla linea di base, ad indicare orgoglio e amor proprio in senso un po’ compensativo.

Ciascuna maiuscola scende profondamente nella zona inferiore e questo segno indica il comune bisogno di stabilità e radicamento e un forte pragmatismo e concretezza.

Inoltre, entrambe le firme sono stese con rapidità, dimostrando immediatezza espressiva, prontezza, presenza di spirito nel risolvere prove e situazioni, generosità.

Essi, di contro, svelano però anche un aspetto di interiorità fragile e in cerca di protezione e questo lo scopriamo dalle finali dei loro nomi.

In quella di Meghan, la finale dopo un movimento ascendente, si prolunga in una curvatura a sinistra, quasi simile a un paraffo che nel valorizzare il nome lo racchiude anche in un gesto protettivo. In Harry, invece, la finale prolungata e regressiva oltre ad essere un’affermazione di sé può rappresentare una modalità introversa o reattiva, uno scavare nel profondo o anche nel suo passato.

Il nostro lavoro di analisi termina qui con l’augurio di una vita felice per questa coppia che ci ha suscitato tenerezza perché, oltre all’aspetto “royal”, l’analisi grafologica ci ha consentito di vederli anche più intimamente, nei loro aspetti di forza ma anche di debolezza e di fragilità che ci accomunano un po’ tutti e questo ce li ha sicuramente fatti sentire più vicini.

TESTO E FOTO a cura di Marianna Nobile e  Anna Barracchia.

Contatto: grafologia.nobile@gmail.com

 

Marianna Nobile, laureanda in Psicologia clinica e promozione della salute, ha una lunga esperienza da consulente in human capital. La sua analisi grafologica può essere applicata in svariati campi, dall’aziendale al giuridico, ed è un valido strumento per l’orientamento scolastico e professionale.
Iscritta all’Associazione Grafologi professionisti con la certificazione come Grafologa Professionista nel settore Professionale, nel 2016 ha vinto il concorso grafologico “Un ritratto per te” indetto da AGIF-Roma, ed è risultata prima ex aequo all’esame finale per il titolo di Grafologa a Roma nel 2014. Ha frequentato la scuola ARIGRAFMILANO, importante associazione italo-francese di grafologia in Italia.
Del suo lavoro dice: “La scrittura rivela aspetti del nostro carattere a volte sconosciuti anche a noi stessi. Si modifica nel corso degli anni, risente della scelta dello strumento grafico e del tipo di carta usata, così come della dimensione del foglio. L’analisi della scrittura è uno strumento affidabile che offre informazioni attendibili sull’intelligenza, l’emotività, il modo di relazionarsi con le persone. Fornisce una fotografia delle caratteristiche fondamentali del soggetto e permette di valutare le attitudini professionali e le potenzialità”.


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