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Society

Society - 01/12/2017

Simone Di Matteo, l’irriverente con garbo che svela i segreti della tv

Il personaggio televisivo e l'autore colto convivono nel nuovo libro con introduzione di Tina Cipollari. "Ascolto l'opera e mi piace la tv vintage", ci ha detto il protagonista.

Simone Di Matteo è un caso davvero unico nel panorama della cultura popolare italiana. Autore colto e autoironico, poteva starsene tranquillo a scrivere i suoi amati libri d’amore (e di spessore) nella sua Latina. E invece la partecipazione alla penultima edizione di Pechino Express su Rai Due l’ha messo in luce come personaggio televisivo che è quasi impossibile non amare. “Non ho avuto finora nessun commento negativo sui social”, ci dice presentandoci il suo nuovo libro L’irriverente – Cose di questo e qualche altro mondo. Sfidiamo chiunque a poterlo dire, in effetti.

Il nuovo libro di Simone di Matteo, in vendita in libreria, circuiti Feltrinelli e sul sito www.diamondeditrice.com

Il nuovo libro di Simone di Matteo, in vendita in libreria, circuiti Feltrinelli e sul sito www.diamondeditrice.com

Questo perché l’accoppiata con Tina Cipollari, famosa “vamp” dei programmi di Maria De Filippi non solo l’ha fatto venire alla luce come spalla insostituibile di un fenomeno televisivo consolidato, ma l’ha anche stanato dalla sua proverbiale timidezza. Il libro di cui ci parla oggi è il secondo capitolo, il sequel letterario di No Maria, io esco! l’ironica e alquanto bizzarra biografia di Tina Cipollari. Qui, sul modello delle conversazioni di Harvey Fierstein, che con noncuranza liquida la questione sociale del momento con poche lapidarie parole, parla della sacra tv, delle manie collettive, del mondo dei social, con piglio da opinionista che non perde la verve ironica che è il sale della vita quando si raccontano queste gesta. Un po’ come accadeva nel reality show in viaggio tra Guatemala e Messico, tanto che gli autori del programma avevano chiamato lui e Tina “Gli Spostati”. E li hanno richiamati quest’anno tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House.

Simone, L’Irriverente nasce da una rubrica che hai tenuto su M Social Magazine di Monica Landro. Come ti è venuto in mente?

Volevo creare un personaggio che mi assomigliasse ma anche che raccontasse a volte spietato, a volte leggero, cose dimenticate. Tina scrive nella prefazione che mi manca qualche rotella ma che sono perfetto così visto che per lei l’irriverenza è un vanto. Amavo molto il varietà da piccolo, parlo dei film di Pierino, fino ad arrivare a Forte Forte Forte della Carrà, che è un mito per me ma che in qualche passaggio in quella situazione mi ha lasciato imbarazzato. Resta un personaggio grandissimo lei, comunque.

Che opinione hai della tv di oggi?

Oggi non ci vergogniamo più di niente. Ci meravigliamo di chi va vestito in televisione, a volte la colpa è degli autori, i programmi della D’Urso vivono di questo, ognuno ha il suo target. Io sento la responsabilità di bilanciare, a Pechino Express già c’era l’eccessività di Tina, se avessi messo anche del mio sarei risultato una macchietta. E spegnendola un po’, con la sua presenza così magnetica, mi sono ritrovato un mio spazio che ha fatto breccia e che è molto difficile avere. Io vivo con molta autenticità la mia responsabilità, sono me stesso, ma non riesco a eccedere. Appena penso che c’è qualcuno che mi guarda, sto attento. E questo magari per qualcuno non succede.

Come è nato il tuo rapporto con Tina?

Lei è una grande mia lettrice, ci conosciamo da 16 anni, lei era alle presentazioni dei miei libri. E mi diceva “se qualcuno dovrà scrivere un libro su di me dovrai essere tu”, eppure ha ricevuto molte proposte, anche da editori grossi. L’espressione No, Maria Io Esco l’ha tirata fuori lei, e a me è venuto in mente come titolo. Lei volevo una biografia, ma io le ho detto: non hai 100 anni, non hai fatto una carriera come altri personaggi, perché tu sei Maria Concetta ma il pubblico ti conosce come Tina la Vamp che è un personaggio inventato. E quindi ho pensato a un racconto ironico per la mia casa editrice DiamonD EditricE.

Simone Di Matteo e Tina Cipollari: "Ci conosciamo da 16 anni, lei veniva alle presentazioni dei miei libri".

Simone Di Matteo e Tina Cipollari: “Ci conosciamo da 16 anni, lei veniva alle presentazioni dei miei libri”.

Tu sei in realtà un letterato, scrivi cose di ben altro tenore. Come ti senti a scrivere di tv?

A me piace molto alternare. L’irriverente è qualcosa che va oltre lo spicciolo e scava grandi solchi, oltre la satira e la frivolezza, porta un’analisi che non è leggera, anche se questa non è la mia penna reale, perché ho una scrittura fortemente poetica. L’ultimo libro è L’amore dietro ogni cosa e mi dicono che è un libro che non si scriverebbe più. Eppure ho vinto un premio alla Fondazione Elsa Morante. L’irriverente, anche se mi assomiglia, è invece volutamente accessibile anche al lettore della domenica con il suo piglio leggero.

Chi è l’irriverente?

L’irriverente è Simone Di Matteo ma anche soprattutto un personaggio che vive e nasce sulla carta del libro. È molto ironico e autoironico, se la prende con me, con la mia timidezza che mi blocca. Spesso questo personaggio fa meglio di me.

Cosa ti ha spinto a descrivere i casi umani televisivi?

Il libro è uno specchio della società e la nostra società italiana è ancora legata molto alla tv. Quindi in un capitolo ci ho messo i casi umani della tv italiana come Loredana Lecciso, Gemma Galgani di Uomini e Donne, Costantino Vitagliano. E anche di me. “Antipatico scrittore prestato alla tv”. Chi l’ha Svisti è invece dedicato alle stelle cadute come Gianfranco D’Angelo, Wendy Widham, Claudio Lippi, Alessandra Pirelli, Lubamba, Uan.

Ti sei fatto dei nemici?

Le indagini serie sulle quali non si deve scherzare le lascio alla Sciarelli. Non è semplice durare e nemmeno essere nel dimenticatoio collettivo, magari mi faccio degli amici. Non ti so dire perché il libro è uscito in questi giorni, quindi non c’è stato tempo di reazione.

Come hai fatto a trattarli con garbo?

Dei personaggi citati penso sempre questo: se non si sono vergognati loro di mostrarsi in un determinato modo, perché dovrei contenermi io? L’irriverente non parla di gossip da dietro le quinte, rievoca quello che è stato realmente mandato in onda o detto in pubblico.

Quali programmi guardi?

Cristina Bugatti che è una mia collega di Pechino Express ha una rete sua fatta molto bene che è su YouTube. Mi piace la tv popolare, mi piacciono i programmi che ho descritto nel libro, ma ci sparo anche sopra, come Miss Italia o Sanremo.

A proposito di Sanremo, te la prendi con i coming out delle edizioni di Carlo Conti.

Sì perché l’irriverente vorrebbe vivere in una società dove non è rilevante dire cosa si fa in privato. Dovrebbe essere accettato e normale, invece fa clamore. E sicuramente la mossa di parlare della propria sessualità prima di un evento così grande è pubblicitaria.

Ci sono poi le foto in coppia con Tina a fine libro. Tornerete a scrivere assieme?

La parte divertente sono questi dialoghi fra me e Tina realmente accaduti anche se assurdi, i ricordi del programma, il prima e il dopo. Ripercorriamo un fantastico viaggio. Il libro fa parte di una trilogia che terminerà con un terzo libro, Signore e Signori, Business, dove scriveremo assieme e saremo in copertina. Probabilmente faremo un cofanetto per raccoglierli tutti, magari con un extra di altro tipo, anche un’intervista in dvd.

 

 

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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