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Leisure - 22/04/2021

A 23 anni Rocco Anelli ricorda il passaggio da teen ad adulto

Il romanzo "I Bagnanti" esplora con camouflage intelligenti quell'età di mezzo che ci definisce per sempre.

Con il ricordo del passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta ancora fresco per l’autore, arriva nelle librerie il nuovo libro del giovane scrittore barese Rocco Anelli dal titolo ‘‘I bagnanti”. Si tratta di una piccola galleria di opere d’arte con un ideale protagonista comune, che unisce le storie di statue, dipinti e affreschi in un’unica narrativa. Come lo stesso autore afferma è “un romanzo involontario, scritto dagli stessi personaggi che racconta”.

A giugno compio 23 anni – ci racconta – mi sono laureato all’America University di Roma film and digital media e ho anche un diploma di canto lirico al Conservatorio di Matera, quindi nel mio futuro ci potrebbero essere sia le immagini che la musica”.

Il libro è stato scritto tra il 2017 e 2018: “Dopo quell’estate non l’ho più toccato, poi ho incontrato Le flaneur, la mia casa editrice e rileggendolo ho scoperto che per me era davvero una tematica attuale, rispecchiava il mio timore di addentrarmi nella vita di adulto. La storia racconta dell’abbandono dell’adolescenza e i tanti amori e sentimenti che si evincono, sono comuni a tanti”.

Nella trama, l’erotismo e la scoperta dei sensi per dei ragazzi sulla soglia tra l’adolescenza e l’età adulta sono abbastanza centrali, oltre al fatto che i bagnanti di Rocco cercano disperatamente di diventare grandi, attraverso prove di coraggio e riti di iniziazione. L’acqua e la luce, simboli di rinascita e catarsi, aiuteranno i ragazzi a lavarsi e a disfarsi di un’immaturità che essi indossano orgogliosamente, sotto forma di nomignoli. Il Riccio, il Pugile, Mezzalira, Arpione, Anguilla, la Pizia: personaggi che traggono ispirazione da capolavori dell’arte plastica (come Ratto delle Sabine di Giambologna, Pugilatore Creugante e Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice di Antonio Canova) e figurativa (Bagnanti di Paul Cézanne, Scena d’estate di Jean-Frédéric Bazille, La Zattera della Medusa di Théodore Géricault, Sibilla Delfica di Michelangelo Buonarroti, Venere allo Specchio di Diego Velázquez, eccetera) per meglio raccontare di metamorfosi ed esperienze catabatiche. Discese e ascese che portano i ragazzi dal porto sicuro dell’innocenza alle terre misteriose del sesso e della corruzione, della tragedia e della morte, ma anche del sogno e dell’amore.

“Il protagonista – racconta Rocco Anelli – il ragazzo il ricco che si trova ad affrontare il passaggio, credo sia un po’ più pasoliniano di me. Quel mondo è un contorno al piccolo romanzo di formazione con vicende che tutti riconoscono. Non volevo abbandonare la dimensione di incertezza, e ora ritrovarmi su Amazon con 5 stelline, le recensioni benevoli, mi sembra che il clima che ho scelto abbia fatto centro. Sono sorpreso al solo pensiero che qualcuno potesse leggere un testo così. I lettori dicono di essere catturati dalle descrizioni del romanzo, siamo stati lodati per includere delle foto con sculture, dipinti, che sono in relazione ai dieci ragazzi del racconto”.

L’obiettivo che tutti gli autori hanno è che il libro possa essere una scintilla nell’animo dei lettori. Anelli racconta: “Per i giovani e anche per gli adulti, spero ispiro un po’ più di coerenza tra noi e il nostro intimo. La libera esplorazione dei propri sentimenti e della sessualità è quello che mi interessa. I bagnanti è un’operetta intima che con il suo protagonista ci riporta all’età di passaggio. Pensare alla definizione della personalità e la realizzazione dei sogni”.

“I Bagnanti” non è autobiografico: “Purtroppo non mi sono trovato in quelle situazioni estreme, il mio rapporto con il protagonista del racconto è sostanzialmente d’amore, come se fosse il mio fratello piccolo, il mio avatar che naviga in questo mondo dove ho riversato i miei sentimenti”.

Rocco Anelli nel suo recente passato ha anche curato la regia dell’opera lirica Tosca di Giacomo Puccini per la decima edizione di “Noicattaro Lirica” e del Rigoletto di Giuseppe Verdi presso il Teatro Condominio di Gallarate. È anche autore e regista di un cortometraggio, I gemelli, selezione ufficiale del Festival del Cinema Europeo per la sezione Puglia Show.

Di storytelling con personaggi, quindi, se ne intende: “Anche con i personaggi femminili de ‘I Bagnanti’ ho provato a doppiare la mia personalità, anche per i cattivi provo un certo legame. In questo periodo ho continuato a scrivere, anche sceneggiature per cortometraggi, ho iniziato anche un altro libro che non so se uscirà. I social volente o nolente giocano un ruolo importante nell’ispirazione per le mie storie, anche se mi lascio molto ispirare dalle immagini. I quadri che vedevo su Instagram e Pinterest, usavo queste suggestioni per finalità creative nel libro. L’ispirazione parte da un qualcosa che vivo in prima persona. E dove non è arrivata la mia esperienza, vado a cercare soprattutto i luoghi online. In ogni caso credo che l’esperienza non filtrata dallo schermo sia la fonte principale di suggestioni”.

Chi scrive, solitamente, è anche un avido lettore: “Il libro mi ha cambiato, ovviamente, è una prova di coraggio, Moravia, Pasolini, ce lo insegnano. Buttare su carta i pensieri e anche celate fantasie, ti cambia. Le varie fasi della stesura ti catturano, mi piace il momento di soddisfazione che provi quando crei, poi c’è la consegna, poi con la diffusione arriva l’opinione degli altri. Il processo non è distruttivo, anzi, ti senti maturato“.

Il libro ha una vita diversa rispetto al film, che si brucia nelle prime due settimane al cinema: “Proprio vero, scripta manent, il libro resta davvero per sempre. Ed è un pensiero che può spaventare ma poi dona conforto perché qualcuno ci ha creduto e lo ha pubblicato ed è lì per il pubblico da scoprire. A mio avviso una casa editrice che non chiede soldi significa una grande e importante prova per qualunque autore venga selezionato. Il mio manoscritto l’ho fatto girare a lungo, non ho mai voluto autoprodurmelo. Nel momento in cui riscontri interesse, qualche editore può chiedere di cambiare qualcosa ma a me non è successo. Confrontarsi è un atto che riempie di orgoglio se c’è poi il sostegno di qualcuno che crede in te ancora meglio. Detto questo, sono comunque a favore di chi scrive e chi fa scrittura ovunque nei social. È una grande possibilità di condivisione”.

L’approdo del libro è naturalmente per Rocco Anelli una probabile produzione cinematografica. “Sarebbe bello portare in vita i personaggi, non nascondo che ci ho pensato. Non ho però aspettative in tempi brevi, mi basta sapere che per ora la storia coinvolga su carta i lettori.



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