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Leisure

Leisure - 11/01/2017

Ambra Angiolini è Emma in Tradimenti di Harold Pinter

La regia di Michele Placido per un testo intenso e di riflessione al Teatro Manzoni di Milano. Con Francesco Biscione e Francesco Scianna.

Ambra Angiolini con Francesco Biscione e Francesco Scianna riportano in scena Tradimenti, il testo di Harold Pinter per la regia di Michele Placido. E lo fanno partendo da Milano, dal Teatro Manzoni, un debutto per l’attrice romana, che è un passo importante nella sua carriera teatrale.

Con lei due attori collaudati e una produzione che ha mietuto successi in tutta Italia, tanto che si pensa già a una terza stagione. “Siamo tutti molto contenti di abdicare per tre mesi alle nostre vite per darci al teatro”, dicono presentando lo spettacolo che è ambientato nei rivoluzionari tardi anni Sessanta. Un’utopia di amore libero che il tempo ha tradito. Vediamo come lo descrivono.teatro manzoni Ambra Angiolini Francesco Scianna Tradimenti (3)

MICHELE PLACIDO – “Leggendo la commedia con i miei attori, abbiamo fatto un gioco, leggere il testo che va a ritroso dal 1977 al 1968, dall’ultima scena che si svolge appunto nel 1968. Pinter si diverte a spiazzare lo spettatore partendo da un dialogo che segna la fine del sentimento che coinvolge i tre protagonisti. C’è la bellissima scena della descrizione della festa in pieno stile sessantottino. E la riflessione è stata che il Sessantotto cambiò il comportamento di un’intera generazione di giovani, come il racconto che segna l’inizio di un tacito ménage a trois. Ho raccontato ai miei attori come mi sentivo all’epoca, avevo 22-23 anni, la libertà sessuale, le prime trasgressioni e i furori rivoluzionari a volte falliti successivamente. Proprio come nel testo di Pinter anche io oggi mi ritrovo di nuovo punto e accapo”.

AMBRA ANGIOLINI –“Sul testo ci lavoriamo da due anni, sulla tematica del tradimento, credo ci si lavori da quando siamo nati! Sono felicemente agitata alla vigilia della ripresa dello spettacolo, perché il personaggio che interpreto, Emma, manager della galleria d’arte che tradisce il marito, non l’ho mai acchiappato fino in fondo. Succede quando un testo è importante, difficile, e offre la possibilità di assimilarlo anche al pubblico in maniera soggettiva. L’autore non dà giudizi, descrive molto ma non risolve. Ed è questo il bello, perché si capisce che alla fine il tradimento non è solo nel matrimonio, ma lo si fa a se stessi”.teatro manzoni Ambra Angiolini Francesco Scianna Tradimenti (5)

FRANCESCO SCIANNA – “Lo spettacolo ti fa vedere la bellezza della fragilità umana. E sono questi i testi che dovrebbero essere studiati nelle scuole, perché anche le cose che sono ricoperte dalla patina frivola e di intrattenimento, poi ti lasciano pensare. All’inizio, da siciliano, avevo la tendenza a interpretarlo con passionalità e impeto. Leggerlo in inglese mi ha cambiato la prospettiva, soprattutto perché il tema era lontano da me. Ho capito nella vita che il tradimento può essere anche occasione di evoluzione”.

FRANCESCO BISCIONE – “Questa commedia è una delle più famose di Pinter che ha vinto il Nobel per la letteratura nel 2005. La costruzione a ritroso permette un grande gioco col pubblico e anche la durata della rappresentazione varia. Ci siamo attestati intorno ai 70 minuti. Come quando in passato i capocomici decidevano il ritmo in base ai treni che dovevano prendere dopo lo spettacolo. Il bello è che il pubblico cambia sempre e con esso lo spettacolo”.

Per info sui biglietti qui

Teatro Manzoni, Milano

Dal 12 al 19 gennaio 2017

Fotoservizio alla conferenza stampa di Tradimenti (Teatro Manzoni, Milano) di The Way Magazine



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