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Leisure - 19/03/2020

“Gemito, dalla scultura al disegno” la mostra virtuale da Capodimonte

Un viaggio virtuale alla scoperta delle opere in esposizione preceduto da un testo dell'altro curatore della mostra Jean-Loup Champion.

Siamo arrivati al giorno dell’inaugurazione “virtuale” sul sito del Museo e Real Bosco di Capodimonte della mostra Gemito, dalla scultura al disegno, a cura di Jean-Loup Champion, Maria Tamajo Contarini e Carmine Romano.

Attraverso questo video viene presentata in anteprima una selezione delle 150 opere in mostra: una ricca antologia di 100 tra sculture, dipinti e disegni suddivisi nelle nove sezioni tematiche che animeranno il percorso espositivo.

Un video di quindici minuti del co-curatore Carmine Romano che svela ben 100 opere dell’artista tra le 150 che saranno esposte conduce il pubblico nelle sale di Capodimonte che aspettano solo di essere riaperte (speriamo tutti a breve!). Le parole dell’architetto Roberto Cremascoli (COR arquitectos) sulla scelta del tipo di allestimento fanno capire che “non è possibile separare l’artista dalla sua città” e l’introduzione del direttore Sylvain Bellenger traccia un fil rouge tra Napoli e Parigi.

Medaglione con testa di Medusa – Vincenzo Gemito 1911 – Argento dorato . Dal Getty Museum – USA.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte inaugura così la mostra Gemito, dalla scultura al disegno che avrebbe dovuto aprire oggi 19 marzo 2020. Un viaggio virtuale alla scoperta delle opere in esposizione preceduto da un testo dell’altro curatore della mostra Jean-Loup Champion che ha presentato sul sito del museo (www.museocapodimonte.beniculturali.it) Vincenzo Gemito, artista, uomo e eterno ‘scugnizzo’ nell’animo e che proseguirà domani con l’analisi delle opere di Gemito nelle collezioni di Capodimonte, tra acquisizioni e donazioni, della terza curatrice della mostra Maria Tamajo Contarini.

Gemito, poco noto in Francia a Napoli assume le dimensioni di un mito, di una grande figura della leggenda, non nera e ossessiva come quella di Caravaggio, ma tenera, a cui i napoletani si sono affezionati.

Un sentimento che nasce dall’ammirazione e dall’indulgenza verso il figliol prodigo, il ragazzo di strada.

Gemito fu uno scugnizzo, il Gavroche dei francesi.

“Gemito sculpteur de l’âme napolitaine” è stata la prima mostra dedicata a Gemito fuori dall’Italia dopo la morte dell’artista, il che può apparire sorprendente trattandosi di un uomo che aveva trovato la gloria proprio a Parigi, durante l’Esposizione universale del 1878, e che aveva stretto amicizia con i grandi artisti del tempo: Meissonnier ma anche Rodin.

Con la mostra al Petit Palais, Gemito non ha cambiato volto, ma la sua figura è cresciuta, incontrando un’altra leggenda.

Vincenzo Gemito, Pastore degli Abruzzi, bronzo Capodimonte – foto di .L.Romano

 

 



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