16 Maggio 2024

Cosa ha detto Obey a Milano per la sua mostra

Alla Fabbrica del Vapore per la sua mostra. Ha riconosciuto che "la street art ha fatto notevoli progressi ed è finalmente accettata dal mondo dell'arte".

16 Maggio 2024

Cosa ha detto Obey a Milano per la sua mostra

Alla Fabbrica del Vapore per la sua mostra. Ha riconosciuto che "la street art ha fatto notevoli progressi ed è finalmente accettata dal mondo dell'arte".

16 Maggio 2024

Cosa ha detto Obey a Milano per la sua mostra

Alla Fabbrica del Vapore per la sua mostra. Ha riconosciuto che "la street art ha fatto notevoli progressi ed è finalmente accettata dal mondo dell'arte".

Shepard Fairey, meglio noto come Obey, è uno degli street artist più quotati della scena contemporanea. Oggi apre a Milano “OBEY: The Art of Shepard Fairey“, la mostra che porta in Italia per la prima volta un’esposizione museale interamente dedicata a Shepard Fairey (OBEY), uno degli street artist più influenti e acclamati a livello internazionale che con la sua arte ha mostrato l’evoluzione della Street Art e dei suoi linguaggi. La mostra, aperta dal 16 maggio al 27 ottobre 2024 negli spazi della Cattedrale presso la Fabbrica del Vapore di Milano, offrirà al pubblico un’opportunità senza precedenti di esplorare l’universo artistico di Obey.

L’artista (in foto con il gallerista Deodato Salafia), che ha Milano fu già celebrato in tempi non sospetti, prima della sua rilevanza internazionale, nel 2005, ha iniziato la sua carriera come grafico per poi entrare a contatto con la Street Art e con gli artisti di punta della scena internazionale come Banksy e Mr. Brainwash.

Una tra le opere più conosciute è Hope, il manifesto realizzato per sostenere la campagna elettorale di Barack Obama del 2008

Questa mostra – dice Obey appena approdato in città per l’anteprima della sua mostra – rappresenta 35 anni di evoluzione, la continuità e i principi che sono sempre stati il risultato del mio idealismo e incoscienza giovanili. Lo spirito continua in me, perché è importante guardare sempre a cosa è possibile nel mondo, al posto di sentirsi costretti dalla realtà del mondo. La creatività, l’arte, la musica, servono a guardare cosa è possibile fare nel mondo piuttosto che accettare le cose per come sono. Da miei 19 anni ai 54 anni di oggi è tutto rappresentato qui”.

Sul senso del suo modo di esprimersi, Obey ha detto: “Usare l’arte come faccio io, è frutto dell’ispirazione musicale che ho avuto. Volevo unire la gioia con la provocazione di pensieri a sfondo sociale. Artisti come The Clash, Bob Marley, Patti Smith, Rage Against The Machine, usavano la musica per dire qualcosa di spessore. E volevo fare la stessa cosa con la mia arte, perché globalmente stiamo affrontando molte crisi, come l’erosione della democrazia, la distruzione dell’ambiente. E se posso creare immagini che creano identificazione sono contento di poter forgiare le attitudini per il futuro delle persone”.

Obey è in città per la quarta volta e ne ammira il progresso e l’effervescenza. “Nel 2005 sono venuto qui per una mostra chiamata ‘Urban Edge’ che fu una delle prime occasioni a livello internazionale per raggruppare creativi dalla scena street art. Una scena che non era presa per nulla in considerazione dal mondo dell’arte. E vedere il progresso che è stato fatto, lavorare con persone che mi capiscono ed essere in un luogo del genere è davvero soddisfacente. Milano è molto cool, è conosciuta come una capitale della moda, ma è anche sede di grandi situazioni creative”.

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