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Society

Society - 22/11/2016

Incontro con Alida Gotta: “La mia cucina è salutare perché accontenta tutti”

La finalista di MasterChef 5 a The Way Magazine: i sogni, le delusioni e l'abbraccio del pubblico. Partono due nuovi programmi.

Alida Gotta è stata a un passo dalla vittoria di MasterChef 5, il cooking talent di Sky quest’anno, ma il secondo posto le ha portato bene. Questo mese la giovane chef piemontese parte con due nuovi format di trasmissioni.

“Alida TeenChef”, sarà una serie che andrà in onda sul suo canale Youtube ogni mercoledì a partire dal 30 novembre. Tutorial di piatti famosi e ospiti giovani con la chef per trasformare le loro difficoltà in cucina nel “piatto perfetto” saranno il sale della serie.

Alida può già vantare collaborazioni molto importanti: Ikea, KitchenAid, Cafè Vergnano, Ford, Casinò Di Venezia, Love It, ristorante italiano Cico’s, Bahrein summit di cucina italiana 2016, Sharjah Book Fair.

Alida può già vantare collaborazioni molto importanti: Ikea, KitchenAid, Cafè Vergnano, Ford, Casinò Di Venezia, Love It, ristorante italiano Cico’s, Bahrein summit di cucina italiana 2016, Sharjah Book Fair.

Il secondo format si chiama “Sogno da Chef” per Sky ogni domenica, a partire dal 27 novembre su Life Channel (canale 810 di Sky). Qui Alida Gotta vestirà i panni della conduttrice di una sfida tra due giovani promesse non professioniste del panorama food, diverse per ogni puntata. Gli sfidanti si cimenteranno nella preparazione di una ricetta, utilizzando solo prodotti enogastronomici rigorosamente Made in Italy. A giudicarli ci sarà una giuria qualificata, affiancata di volta in volta da un vip a sorpresa.

Abbiamo incontrato Alida Gotta prima del debutto di questi show tutti suoi e abbiamo trovato una ragazza molto determinata, più sicura degli esordi in tv, ma decisamente modesta e semplice. La sua parola preferita sembra essere “smart”, come la sua cucina, come il suo pubblico.

Alida sei molto amata anche da persone non interessate alla cucina, come te lo spieghi?

Ho visto che ho tanti fan teenager, bambini, strano perché non sono mai stata molto empatica con loro. Con l’esposizione che ho avuto in tv tante persone che non sono appassionate di questo tipo di show mi dicono: non ti ho mai guardato ma mi piaci. Credo che sia un mix di fattori, in cui ricade l’esperienza personale, la passione che è trasmessa da quello che faccio. Sono arrivata molto innocentemente, mi dicevo: che bello, vado a cucinare. Sono stata genuina, non è passato completamente perché c’era molto storytelling a MasterChef. Ma me ne sono accorta dopo.

Direi che è andata benissimo visto che ora hai due programmi tuoi!

Quando me l’hanno proposto ho detto, siete sicuri perché io non ho mai condotto niente! Ma mi piacciono le sfide e mi getto a capofitto e non avrei mai immaginato prima di avere questa occasione.

Resta un po’ di amarezza per la tv che hai fatto finora, mi par di capire dalle tue parole…

Non mi piace come le persone vengono elaborate e manipolate dalla tv, lo sapevo che fosse finzione ma non mi è piaciuto quello che ha trasmesso di me, mi ha lasciato l’amaro in bocca. Esiste questa manipolazione, dal cinema in poi quello che si vede sullo schermo è una visione della realtà del ‘vorrei ma non sono’.

Da casa lo guardavi MasterChef, immagino.

Lo guardavo ma per la cucina e le ricette, non per i personaggi. E poi da casa non si percepisce la costruzione che c’è dietro ai concorrenti.

Eppure il pubblico ti ha apprezzato moltissimo. Cosa ha colpito secondo te?

Sono apprezzata per la mia creatività, le cose che metto dentro i miei piatti. La cucina è molto emotiva, anche lo stato d’animo ha un’influenza. Se ho l’umore nero esce tutto storto. Secondo me le persone apprezzano anche questo aspetto, abbinato alla creatività.

Alida è anche ambasciatrice di Azione Contro La Fame, una onlus senza scopo di lucro che si occupa della malnutrizione nel mondo.

Alida è anche ambasciatrice di Azione Contro La Fame, una onlus senza scopo di lucro che si occupa della malnutrizione nel mondo.

Cosa ti è rimasto dopo mesi con i giudici che sono dei professionsiti?

Con i giudici, per conflitti di interesse e altro, non avevamo modo di dialogare tanto. Mi porto dietro dei pareri diversi dei giudici, che fanno sempre bene. Cracco e Bastianich non li dimentico. Cracco mi ha bacchettato e mi ha indicato la strada giusta. Dagli errori bisogna sempre passare altrimenti non ti migliori.

Ti sei avvicinata alla cucina da poco tempo, ne hai fatta di strada!

Avevo iniziato a cucinare con passione 6 anni fa, non avevo una tradizione forte alle spalle. Ho una nonna lontana da me, mai avuto la tavola imbadita, per intenderci. Lei stessa non ha mai fatto la pasta in casa. C’è molto poco tradizione nel mio passato, forse per questo cerco i sapori nuovi e i gusti nuovi, non ho background come molti italiani. Non sono legata ai piatti tradizionali, ma mi piacciono molto, li studio, li conosco.

Un esempio culinario della tua regione, il Piemonte?

La bagna càuda con aglio, acciughe, latte, una salsa molto carica, complicata. Nelle zone di montagna c’era la via del sale. Nascondevano le acciughe arrivate dalla Francia sotto il sale e quindi si trovavano questi contenitori con dentro il pesce sotto sale. L’ho rivisitata con il cardo, ingrediente tipico della mia zona, al posto dell’aglio facendo dei ravioli liquidi che esplodono in bocca.

Vuoi aprire un tuo ristorante?

Un ristorante mio no, al momento non ho le capacità, preferisco aspettare.

Per la tv però ti sei lanciata…

Abbiamo registrato qualche puntata per il web, quella della serie è un’idea mia con un pubblico smart, giovane, sono video-ricette semplici dove spiego con trucchi e tecniche come fare. Poi c’è la parte della collaborazione di persone. Molti mi inviano ricette terribili e quindi cerco di migliorarle risolvendo i problemi invitando gli spettatori stessi che me le mandano. Sogno da Chef è una nuova avventura, due concorrenti che si sfidano con tre giudici che cambiano. Penso sia una trasmissione molto smart e giocosa. Io conduco senza emettere giudizi, faccio introspezione sui concorrenti, gli darò una mano. Non sono dei professionisti, sono solo degli appassionati.

Il cibo è comunicazione?

Il cibo e la cucina sono un’arte, come tutte le arti sono fatte per trasmettere qualcosa. Il palato e la lingua sono i sensi più diretti. Un alimento ci provoca delle emozioni diverse. Quando assaggi un piatto che ti ricorda qualcosa ne è la prova.

Come potrebbe essere una tv sul cibo innovativa?

Mi piacerebbe rispetto alle ricette classiche come si vede ovunque nei programmi, ci fosse più racconto. Ci si ferma un po’ alla ricetta e basta, mi piacerebbe far capire che c’è molto altro, in un modo fresco che non abbia il solo fine del mangiare. Anche la convivialità ha una sua importanza, per esempio.

Come ti districhi tra tutte le intolleranze alimentari che ci sono?

La mia cucina è super healthy, va bene a tutti ed è salutare. Per questo collaboro con dei nutrizionisti che in quest’epoca di malattie, penso all’inquinamento e alla produzione di prodotti esagerata, mi danno una mano per imparare a regolarsi e poterlo dire al pubblico. Non parlo necessariamente di vegani o vegetariani. Per esempio ho scoperto la bomba calorica della Caprese che è più pesante di un piatto di pasta perché la mozzarella col pomodoro crea un mix di calorie. Poi ci sono i trucchi per sostituire l’olio o il burro per evitare degli inconvenienti.

Il cibo è anche viaggio, tu come l’affronti?

Sto viaggiando parecchio, è il momento arabo ora, Oman, Dubai…da cui l’henné sulla mia mano. Sono stata in Bahrain in un ristorante per cucinare italiano. All’Italian Summit di Dubai invece con Heinz Beck, Enrico Bartolini, Rosanna Marziale sono andata per proporre cucina italiana e stare con questi grandi è stato magnifico.

Com’è il loro gusto? Ci apprezzano?

Molto diverso, la carne e il pesce crudo non la mangiano, solo carne molto cotta, non piacciono certi tipi di spezie mentre apprezzano la parmigiana di melanzane. Consiglio di viaggiare, il viaggio, la ricerca e l’apertura mentale è tutto nella vita. Vedere altri popoli e l’altra faccia della medaglia ti rende persona migliore, oltre che riempirti di passioni.

Sei anche legata all’arte. Cosa fai di specifico?

Sono cresciuta in una famiglia di pittori. Purtroppo non sono brava a dipingere, mia sorella lo è di più. Mi piace creare sculture e lavorare con le mani. Uso gesso, fil di ferro e legno. L’ultima scultura che ho fatto è su una base di gesso: ho posto delle sagome di omini in ferro che guardano in direzioni diverse. La distanza, la vicinanza, ha tanti significati, ma non sono così prolifica da esporre. Preferisco andare a guardare le mostre dei grandi, da Chagall, il mio artista preferito, a Oskar Kokoschka e gli artisti russi, anche i francesi…l’ultima che ho visto di Steve McCurry a Torino è stata fenomenale, una mostra in foto sul viaggio.

Per info su Alida qui

Per info su Life Channel qui



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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