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Targets - 26/05/2020
AL MIC DI FAENZA

L’aerografo nella decorazione della ceramica al MIC di Faenza

La ceramica degli anni 30, decorata con l’aerografo, è visitabile nella Project Room del MIC di Faenza. Dopo 75 giorni di chiusura al pubblico il 18 maggio, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei, il Mic ha finalmente riaperto le porte. Fino al 2 giugno l’ingresso è gratuito. Apertura anche di lunedì, tradizionale giorno di chiusura.

La mostra delle opere donate da Giorgio Levi include 35 pezzi, per lo più servizi da tavola, decorati ad aerografo di manifattura italiana ed europea degli anni ’30.

I primi esempi della tecnica dell’aerografo applicata alla ceramica risalgono al clima modernista della Repubblica di Weimar e del Bauhaus in Germania. Poi la tecnica si diffuse anche in Italia a partire dalle metà degli anni ’20, in pieno gusto Decò.

In mostra alcuni esemplari di ceramiche tedesche sono affiancati a pezzi delle principali manifatture italiane. Tra tutte si distingue la Galvani di Pordenone che negli anni ’30 realizza un’imponente produzione di terraglie a costi ridotti caratterizzate da colori accesi dati dalla bassa temperatura e decorazioni all’aerografo di facile accesso e consumo.

Alla Galvani si accostano altre manifatture, di dimensioni medie e piccole, che hanno utilizzato l’aerografo in modo creativo e innovativo: le Ceramiche Rometti di Umbertide, Ceramiche Tosin – La Freccia di Vicenza, Barraud, Messeri & C. (B.M.C.) di Sesto Fiorentino, Carraresi e Lucchesi di Sesto Fiorentino, M.I.C.A. di Sesto Fiorentino, F.A.C.I. di Civita Castellana, Sbordoni di Civita Castellana-Roma.

Giorgio Levi collezionista e studioso di ceramica – nel suo saggio dal titolo “Ceramiche italiane Art Dèco” dipinte all’aerografo” (2017) –  descrive il ruolo avuto dall’aerografo nella creazione di un linguaggio decorativo moderno in grado di tradurre, anche su oggetti d’uso, gli esiti delle ricerche formali futuriste.  E afferma come, grazie alla maggiore economicità e rapidità rispetto alla tradizionale pittura manuale, l’aerografo portò anche alla semplificazione dei decori futuristi e Decò da parte di manifatture che si limitavano ad interpretarne gli stilemi in chiave esclusivamente decorativa.

Giorgio Levi è triestino di nascita e pisano di adozione. Professore ordinario di Informatica presso l’Università degli studi di Pisa fino al 2013, è collezionista e studioso di ceramica italiana del Novecento. Ha pubblicato una decina di volumi dedicati a manifatture toscane, Ezio Nesti e Bini & Carmignani di San Giovanni alla Vena, B.M.C. e Carraresi e Lucchesi di Sesto Fiorentino; il ceramista austriaco Leopold Anzengruber; l’influenza della secessione viennese sulla ceramica italiana. Ha curato una mostra su Ezio Nesti, a Vicopisano, una su B.M.C. e Carraresi e Lucchesi a Campli e Sesto Fiorentino e una sugli epigoni di Rometti a Umbertide. Ha anche curato una mostra di ceramica contemporanea, Bestiale, tenutasi a Napoli, Salerno e Pisa. È il fondatore della rivista scientifica Ceramica e Arti Decorative del Novecento.

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Viale Baccarini n. 19
48018 Faenza (RA)

tel: +39 0546 69 73 11
Email: info@micfaenza.org



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