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Design of desire

Design of desire - 09/07/2020

NoLo meta di nuovi architetti a Milano

Atomaa, Architetti Artigiani Anonimi, Area3, DWA Design Studio e Aarch-Mi: realtà diverse che portano creatività in un quartiere che non conosce sosta.

La vitalità di NoLo, il quartiere a nord di Piazzale Loreto a Milano, non conosce sosta nemmeno in questa faticosa fase 2 post pandemia. Incredibilmente, ora, l’area che recentemente si è affollata di dehor e movida, fa da sfondo a un insolito risveglio di attività creative promosse da architetti nell’ambito di progettazione e design.

Vero è che la parte finale di via Venini a Milano ormai da 5 anni era diventata un riferimento per il design (con tappe alterne ma ben riuscite dei vari Fuorisalone). Ma ora ci sono attività già avviate che hanno scelto il quartiere come base fissa senza l’elemento “temporary” che ha caratterizzato le esperienze delle design week. E sono già tante.

Il laboratorio creativo Area3 (via Rinuccini 3) è uno dei primi a essere nato in zona. Già protagonista di alcune iniziative di visite itineranti, nasce dalla volontà di riunire in un unico contenitore numerose competenze provenienti da ambiti professionali differenti. Ecco che a via Rinuccini, in fondo alla vivace via Venini (fermata Rovereto), un artista, una green designer e un architetto hanno scelto di condividere lo stesso spazio di lavoro, Area3, all’interno del quale ognuno ha la possibilità di portare avanti in autonomia la propria attività, e allo stesso tempo di confrontarsi.

Stefano Cerioli, graphic designer dalla nascita ed artista per vocazione;
Fulvia Borgonovo, architetto e green designer; Clara Martinato, architetto che si occupa di progettazione, con un forte interesse nel recupero e riuso di elementi d’arredo dismessi.

Da sinistra, Stefano Cerioli, Fulvia Borgonovo, Clara Martinato, il trio di Area3.

Non a caso la scelta del termine area, che rappresenta una superficie neutra, idealmente circoscritta, ma ottimale punto di partenza da poter ampliare a dismisura e in qualsiasi direzione. Soprattutto, nella direzione dell’arte, filo conduttore dei lavori che escono dalla fucina di Area3.

A pochi metri ha aperto Atomaa (via Popoli Uniti, 20), che è la sintesi creativa di Andrea Del Pedro Pera, Cesare Galligani e Umberto Maj. Qui in un delizioso spazio fronte strada, appena ristrutturato che irradia bellezza, architettura e interior design impiegano i fondatori dell’impresa e alcuni collaboratori in una dimensione nuova e vivace. Il piano interrato è un potenziale paradiso per gli arty-farty che nel quartiere abbondano. Lo studio si occupa della progettazione architettonica e del coordinamento di tutti gli aspetti chiave del progetto, al fine di proporre visioni sintetiche per spazi abitabili unici. Andrea Del Pedro Pera, di Domodossola, ha studiato ad Atene, si è fatto le ossa nientemeno che al David Chipperfield Architects, ha lavorato in Sud America, per poi approdare a NoLo.

Cesare Galligani, milanese, ha studiato tra Milano e Porto ed è il braccio “edimburghese” dello studio. Nel suo percorso, collaborazioni con Matteo Thun & Partners, Gianni Ottolini, Liverani&Molteni.

Umberto Maj, di Varese, ha studiato al Politecnico di Milano e dal 2008 si occupa di architettura metropolitana e sostenibilità ambientale con Massimo Fortis, ed è membro del CTBUH (Council of Tall Buildings and Urban Habitat).

Case in montagna, case in natura. Atomaa è specializzato nella costruzione in armonia di spazi umani in spazi naturali. Questa casa in Cile è Situata su di un pendio, in una stretta e verde vallata nel mezzo del deserto cileno, nella foresta di Aguas Claras. La casa si inserisce nel terreno come muro di contenimento posto tra la parte più elevata del pendio, il livello di accesso, e la parte inferiore, che ospita i principali ambienti abitati.

A via Venini, più in prossimità dell’ormai famosa piazza Morbegno, cuore della movida di NoLo, c’è in un tranquillo cortile interno, Architetti Artigiani Anonimi, un team di creativi che si è fatto conoscere in loco per le esposizioni da Alcova (nell’ex fabbrica di panettoni Cova durante le design week degli scorsi anni). Finché poi lo studio si è proprio trasferito qui, da un’idea della fondatrice amalfitana Annarita Aversa.

La missione è quella di creare progetti nati da uno scambio intimo tra lo studio, i clienti e ogni contesto locale. Architetti Artigiani Anonimi è uno studio di architettura, interior design e prodotto.

Il divano mediterraneo di Architetti Artigiani Anonimi: corda e legno.

Nel nome di questa affascinante impresa a NoLo, tutto un rimando a suggestioni che si trovano veramente nei prodotti che da qui vengono partoriti. In viaggio tra i villaggi delle isole greche, la collezione Mediterranea aggiunge un tocco contemporaneo alla magica semplicità e raffinata serenità dei mobili tipici trovati nelle isole greche, realizzati da designer anonimi, sostituendo le tecniche intrecciate di paglia con corde artigianali intrecciate.

DWA, su via Venini al posto della galleria di nicchia Salvatore Lanteri, uno dei posti kickstarter di NoLo, è un nuovo polo di creatività. Già dalla composizione è un crocevia. Frederik De Wachter e Alberto Artesani, i fondatori del design studio, si sono incontrati a Milano dopo anni di esperienza presso rinomati studi di Barcellona, Milano e Anversa. Dalla loro visione condivisa e dall’intreccio delle loro sensibilità differenti, nel 2005 è nato DWA. Sul loro sito per presentarsi scrivono: “Siamo una realtà multidisciplinare attenta al mondo che cambia. Il cuore del nostro lavoro è progettare. Crediamo nel valore del design e lo applichiamo alle grandi e alle piccole cose, declinando il processo creativo alle molteplici forme del vivere”.

Tra i loro progetti più riconoscibili, HACKER, una collezione di artefatti in marmo di cui vi avevamo parlato qui. La linea, nata fruendo anche dell’abilità di Manuel Coltri, è stata presentata in occasione della Milano Design Week 2019, presso Alcova in Via Popoli Uniti.

Peppe Mazzeo di Aarch-Mi ha disegnato questa maglietta per l’iniziativa del Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Milano a cui è stato invitato. Si può comprare su blog.urbanlife.org.

Aarch-Mi di Peppe Mazzeo alla via Marocco, una delle prime realtà ad operare in zona, è tornata agli onori della cronaca per un’iniziativa benefica.

Si chiama Architetti per Milano lanciata dal blog Urbanfile a sostegno del Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Milano. I grandi studi di architettura che hanno contribuito a diffondere l’immagine di una Milano aperta e in continua evoluzione hanno pensato nelle scorse settimane di dare un segno tangibile di solidarietà verso chi ha subito, più di altri, le conseguenze della crisi sanitaria e del lockdown, creando e vendendo una serie di t-shirt e di poster dedicati ai quartieri milanesi e il cui ricavato viene destinato al Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Milano.   

Il successo dell’iniziativa “Urbanfile per Milano” è stato immediato e straordinario, anche grazie a testimonial di eccezione che hanno indossato la maglietta condividendo l’iniziativa sui propri canali social (il sindaco Sala in primis, ma anche il deejay Linus, il musicista Saturnino, lo chef Marco Bianchi e tutti coloro che, dopo aver acquistato la maglietta, l’hanno indossata rilanciando il messaggio).  

Forte del sostegno ottenuto, Urbanfile ha ritenuto di continuare con un progetto ancora più ambizioso: riunire gli architetti protagonisti di questa stagione di crescita chiedendo loro di regalare una grafica per realizzare delle t-shirt il cui ricavato andrà sempre a sostegno del Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Milano. Le t-shirt saranno in vendita fino al 15 settembre 2020 seguendo questo link.

Immagine di apertura: i fondatori di Atomaa, Andrea Del Pedro Pera, Cesare Galligani e Umberto Maj.



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