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Leisure

Leisure - 03/08/2021

Ecco Isotta, voce romantic dark

La cantautrice toscana pubblica il suo nuovo brano ed è tra le prime donne a far parte del nuovo progetto discografico WOMEN Female Label & Arts.

Un viaggio alla ricerca del prorpio “Io”, come un “veliero che attraversa la tempesta” e sfida le avversità per raggiungere la sua destinazione, sfida i forti venti e le onde del giudizio della gente che tormentano l’anima e che cercano di trascinarti nel vuoto allontanandoti sempre di più dal raggiungere la propria destinazione, la consapevolezza e l’amore di se stessi, quell’Io che è quel “faro che sovrasta la tempesta e non vacilla mai è la stella-guida di ogni sperduta barca, il cui valore e’ sconosciuto, benche’ nota la distanza” (Sonetto 116 di Shakespeare). Quella luce che è dentro noi e che rappresenta la forza per attraversare la tempesta. Ed è quanto trasmette la canozne “Io” il nuovo singolo della cantautrice toscana Isotta, tra le prime donne a far parte del nuovo progetto discografico WOMEN Female Label & Arts, che ci ha raccontato la sua nuova canzone. 

Isotta è stata ritratta con una lacrima sulla copertina del suo singolo “Io”. “𝑀𝑖 𝑒́ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑓𝑎: “𝐶ℎ𝑖 𝑒́ 𝐼𝑠𝑜𝑡𝑡𝑎? 𝐷𝑒𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑖𝑚𝑒𝑙𝑎”
𝐷𝑖 𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 ℎ𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 “𝑢𝑛𝑎 𝑏𝑎𝑟𝑐ℎ𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑚𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑎𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑒”
…𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑝𝑖𝑒𝑔𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑒 𝑝𝑖𝑢́ 𝑚𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑖𝑛𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑟𝑚𝑖𝑐𝑖 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜”.

Ci piacerebbe sapere com’è nata questa canzone e qual è il messaggio contenuto.

«La canzone è nata insieme a Pio Stefanini e Giuseppe Polistina, il primo arrangiatore e produttore mentre Giuseppe è musicista. Io ho iniziato a scrivere la prima strofa del testo e da lì, poi, è partito tutto creando questa atmosfera notturna e un pò dark. Quello che voglio esprimere nella canzone è il desiderio che ci spinge a trovare una strada diversa rispetto a quella che stiamo percorrendo andando oltre i clichè. Ho cercato di buttare giù quelle sensazioni ed emozioni che provo e poi via via il testo ha preso forma»

La prima strofa della canzone fa riferimento alla peso del giudizio degli altri che ci soffoca e non ci aiuta a trovarci.

«Esatto, perché crea così tante sovrastrutture che poi tu vivi con quelle e non riesci più a capire chi sei veramente, è un inno quindi a riscoprire l’energia che è dentro di noi senza cercare troppo all’esterno quello che ci fa stare davvero bene anche se intraprendi una vita diversa da quella immaginata da piccoli. Io ad esempio vent’anni fa, immaginavo che a questa età, sarei stata sposata, con un lavoro diverso, con dei figli ed invece non è stata la mia strada, infatti nella canzone canto “Ero arrabbiatissima con me e mi dispiace tanto”. Ero arrabbiata perché non ero riuscita a fare delle cose che mi ero prefissata ma posso dire che ho fatto bene, non era la mia strada. Quell’energia dentro me mi spingeva verso altri fronti. Il senso di “Io” è anche questo, la “portaerei ferma al posto dell’armadio” sono i sogni che non riesci a coltivare perché le esperienze della vita ti hanno portano altrove, ma tu sai che ci sono»

Isotta dice: “𝑆𝑐𝑟𝑖𝑣𝑜 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑎 𝑓𝑢𝑜𝑐𝑜 𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑒 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑒 (…) 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑠𝑖 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒“.

Di fatti il sospiro, la mimica facciale e la postorura di Isotta al minuto 2’35’’ del video raccontano lo stato d’animo cantanto nell’inciso, quel turbamento proprio dell’anima.

Proprio dall’inciso della canzone “sono io che interpreto io travestita da io con la voce da io che assomiglio un po’ a io” emerge la ricerca di te stessa. 

«A volte non ci si riconosce ed è quella confusione che un pò rimane. Quando ho scritto questa canzone avevo dei dubbi, ma quei dubbi li ho anche adesso. Non sono certa di chi sono ma sono certa del mio divenire, di questo cambiamento continuo e di questa incertezza e instabilità che penso sia di tutti anche di chi non lo riconosce. Penso di essere una barchetta in mezzo al mare, non sono ancora definita in nessun modo e quindi l’inciso, che un pò confonde, deriva dal continuo cercarmi. “Io” è quindi la continua ricerca interna di noi stessi.»

“C’è un veliero che attraversa la tempesta”, quando ho ascoltato questa parte della canzone mi ha riportato al sonetto 116 di Shakespeare ed ho visto questo veliero che sfida la tempesta per arrivare al faro che sovrasta la tempesta, quel faro che rappresenta il proprio Io.

«Per me i testi sono fondamentali, le melodie aiutano tanto, ma i testi ci tengo siano i miei e se li devo cantare devo essere totalmente convinta di quello che canto!. Quella è la mia strofa preferita»

Restando al videoclip della canzone cosa puoi dirci della sua realizzazione?

«Questa canzone mi sembrava talmente intima da voler fare un video che mi raccontasse, il bianco e nero utilizzato racconta già di suo nonostante i colori dell’alba e del tramonto, quando lo abbiamo girato al Lago di Bolsena, erano stupendi però volevo raccontare di me in modo moto semplice. Anche l’uso del filtro vintage è stato scelto per dare quella sensazione di poca definizione, di poca  nitidezza. La scelta di voler girare all’alba e al tramonto è stata la mia come anche di far esserci il mio cane Margot. Ho voluto mettere tanto di me in questo video e anche per questo è molto semplice perchè la semplicità per me è molto importante»

Scoprire chi siamo veramente potrebbe significare fare i conti con il passato e con le nostre aspirazioni non realizzate. 

La lacrima che si trova sulla copertina del brano sta a significare proprio il fare i conti con il passato?

«Si esatto, perchè penso non siamo mai un’espressione o emozione sola. A me piace tanto l’emozione del distacco perché io sono una che si cala molto nelle situazioni e mi piacerebbe essere molto più distaccata, quindi un pò lo inseguo questo distacco, per ora è solo apparente e l’ho voluto trasmettere con quella espressione senza emozione e con la lacrima a rappresentare quello che ho dentro perché io di solito scrivo quando sono triste, quando ho bisogno di farmi un pò di terapia con lo scrivere e con la musica. Quindi di solito scrivo quando provo un pò di disagio»

Cosa dobbiamo aspettarci da Isotta adesso?

«Nei prossimi mesi uscirà il mio nuovo singolo che avrà un ritmo molto più dinamico. A me piace dare dei colori alle mie canzoni, “Io” è blu invece la prossima sarà il giallo ocra. Ogni mia canzone ha un colore e questi sono i loro colori, di più non posso dire. La collaborazione con Women Label mi gratifica tanto perché essendo donna racconto le mie esperienze e quindi si sposa benissimo con il mio progetto. Io sono stata felicissima quando mi è stata proposta questa collaborazione, pensavo esistesse già una etichetta discografica di sole donne e inveci no. Io sono tra le prime tre donne a far parte di questo progetto che valorizza l’arte delle donne e cerca quantomeno di sensibilizzare a questi argomenti e penso sia molto importante»

WOMEN Female Label & Arts è un contenitore artistico a 360 gradi che si propone come struttura di comunicazione, ufficio stampa e distribuzione digitale per progetti artistici e forme d’arte nate dalle mani e dalla mente delle donne.

Attraverso WOMEN le tematiche femminili possano avere una nuova preziosa cassa di risonanza per sensibilizzare più persone possibile nel complesso mondo di oggi.

Il potere della musica fa si che si possa condensare in tre minuti concetti che ci vorrebbero ore per poterli spiegare.

«Questo è il bello dell’arte, la canzone ha dalla sua parte la musica che entra dentro nell’anima.»

Isotta Carapelli, in arte Isotta, è una cantautrice nata a Siena nel 1992.  Inizia a cantare e a prendere lezioni di canto all’età di 5 anni. Influenzata fin dalla tenera età dai più grandi cantautori italiani e stranieri, inizia a scrivere le sue canzoni all’età di 14 anni, e a partire dai 16 si esibisce dal vivo con svariate formazioni musicali. Il suo stile può essere definito “romantic dark”. Negli ultimi tre anni ha lavorato ad un progetto discografico molto intenso con alcuni produttori e arrangiatori toscani, cercando di mettere in musica e parole tutte le sue esperienze personali, artistiche ed umane.

Testo a cura di Nicola Di Dio /The Way Magazine



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