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Fashion

Fashion - 29/06/2018

AltaRoma e l’Artisanal Intelligence a Cinecittà

Sono storie italiane e straniere di reinvenzione della tradizione, con i brand dell'artigianalità che fanno grande l'Italia. Negli studi cinematografici densi di storia.

Nel varcare i cancelli degli Studi di Cinecittà, di Via Vincenzo Lamaro 30, che quest’anno ospitano le sfilate di Altaroma, mi sono tornati alla mente racconti di famiglia sugli anni d’oro del cinema a Roma e l’emozione mi ha travolta facendomi tornare alla mente i grandi film che fanno parte della storia grazie ai quali gli allora giovani della nascente moda italiana Roberto Capucci, Sorelle Fontana e Fernanda Gattinoni divennero noti a livello internazionale perché scelti dalle grandi dive americane che frequentavano gli atelier romani.

Ed è proprio tra le vie degli studi e nei set e teatri messi a disposizione di Altaroma da Istituto Luce e Cinecittà, che questi divi passeggiavano e lavoravano. Gli stessi luoghi in cui abbiamo visto le collezioni dei giovani astri nascenti della moda cui auguriamo successo e futuro.

Nell’ “Area Antica Roma” due spazi sono stati dedicati a Showcase e ad A.I. Artisanal Intelligence.

Showcase, il progetto promosso con successo da Altaroma e ICE Agenzia, è una piattaforma artistica nata per dare visibilità e mettere in contatto nuovi mondi del lifestyle italiano con stampa, operatori del trade e i buyer nazionali e internazionali, provenienti dai mercati più strategici.

Dal 28 al 30 curiosi e operatori del settore potranno vedere i brand di accessorio e abbigliamento di altissimo profilo e rigorosamente Made in Italy che si passeranno il testimone.

Adrian Hats ad AltaRoma Cinecittà. (foto di Camilla Di Biagio per The Way Magazine)

I brand esposti nel “primo episodio” di showcase sono: Adrianhats, con i suoi cappelli di paglia dallo stile impeccabile con dettagli in seta che li rendono pratici ma eleganti; Aroma30 linea di abbigliamento con una forte componente eco, che usa solo tessuti già prodotti ed in giacenza nei magazzini delle fabbriche e tinture naturali ricavate da cannella, menta, té nero, legno di Campeggio e radice di robbia; Italo Marseglia, con una collezione dalle lavorazioni sartoriali magistralmente eseguite su tessuti e materiali ricercati e di pregio.

Giulia Barela (foto di Camilla Di Biagio per The Way Magazine ad AltaRoma Cinecittà, Roma).

Giulia Barela Jewelry che ha presentato le sue “sculture indossabili”, gioielli in bronzo bagnato oro 24 carati o argento bianco o rodiato di nero scelti da attrici e cantanti sulle scene e nella vita quotidiana. E ancora 011 Eyewear, Adelaide C., Alessandra Giannetti, Caterina Moro, Fase Factory, Gaetano Pollice, Gaia, Irma Cipolletta, Martina Cella, Monica Campri, Morfosis, Obligé, Pokemaoke, Supermarket Bag, The Dots e Una Sera.

Erica Curci (foto di Camilla Di Biagio per The Way Magazine ad AltaRoma Cinecittà – Roma).

Spiega Silvia Venturini Fendi – Presidente di Altaroma che“Altaroma prosegue la propria mission dedicata allo scouting, curato da Simonetta Gianfelici (fashion expert e talent scout), e alla promozione dei nuovi talenti della moda, confermando, grazie al determinante supporto di ICE – Agenzia, l’appuntamento con Showcase. Il progetto è in crescita e, già alla sua seconda edizione, coinvolge sempre più brand contemporanei e startup interessanti selezionati per creatività, qualità di prodotto, ricerca e capacità produttiva. Showcase si afferma come strumento efficace di impulso mirato alla vendita e al business, laddove gli addetti ai lavori, sempre alla ricerca del nuovo, trovano terreno fertile nelle nostre proposte.”

Cambiando sala ci troviamo in un campo base fatto di tende e tavoli da lavoro dove giovani designer sperimentano uno stile contemporaneo che unisce la ricerca artigianale all’immagine dell’abbigliamento sportivo, alla divisa e alla dimensione outdoor. Siamo entrati nel campo di A.I. Re-action A.I. Artisanal Intelligence

Sono storie italiane e straniere di reinvenzione della tradizione, come nel caso di GR10K che trasforma l’estetica dell’uniforme militare e da lavoro, tenendo sempre al primo posto la sostenibilità di produzione. O di ALAMA, collezione di gioielli realizzati da un gruppo di donne Masai secondo un design sostenibile basato sulla memoria di segni e di elementi antichi. L’abito da lavoro viene rivisitato da Alfredo Grassi che ha esposto anche alcuni pezzi dell’archivio dell’azienda di famiglia. E ancora il lavoro di Aigerim Kairat che si ispira all’immagine del 1984 del padre, soldato dell’Air Force Russa, che si lancia con il paracadute dopo esser stato colpito; il nuovo progetto M140, di Michele Canziani e Stefano Ghidotti; Vitelli con la maglieria italiana in tutta la sua tradizione artigianale; lo street style di Nicola Spinelli; i capi mutanti e trasformabili di Giorgia Andreazza; Valentina Ortiz ed il suo street style femminile e determinato; la collezione di Binghua Mao, nativo del Mar della Cina, che si ispira al mondo dei pescatori; Il nomadismo di Alessia Panza e Giorgia Pizzella con i loro abiti rifugio; i nuovi tessuti ottenuti da biomateriali attraverso colture batteriche e sostanze di origine vegetale e proteica di Erica Curci con EXUVIA.



Camilla Di Biagio
The Way Magazine ha un occhio sulla "grande bellezza" di Roma (e non solo) grazie a Camilla. Sempre attratta dal fashion world lo vive sin da giovanissima. Se tre è il numero perfetto, la perfezione nasce dal connubio moda, musica, spettacolo. Fashion designer, fashion stylist ed event planner, si dedica alla scoperta ed alla formazione di giovani creativi, preferendo il dietro le quinte alle luci della ribalta. Dopo una lunga stagione dedicata alla produzione e all'allestimento di sfilate (Milano Moda, Alta Roma) e alle mostre d'arte, ora affianca alla sua professione anche l'insegnamento allo Ied di Firenze.
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