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Fashion - 07/12/2018

Mario Gramegna: “Viva il ritorno della luce, anche in fotografia”

"Vogliamo essere tutti belli" dice il fotografo di tante campagne moda. Qui ci parla del suo ultimo lavoro per Go Coppola e dei nuovi trend dell'obiettivo.

Mauro Situra, direttore creativo Go Coppola, voleva moda e freschezza per la nuova campagna dei prodotti per capelli del brand italiano conosciuto in tutto il mondo. E per questo si è affidato a Mario Gramegna, uno dei grandi protagonisti della fotografia di moda della Milano ambasciatrice del made in Italy.

Come vi avevamo raccontato qui, Gramegna ha lavorato con i più grandi e ha accettato questa sfida nel segno dell’innovazione. “La risposta che volevamo intercettare – dice Situra – è da un pubblico vasto, dalla ragazza molto giovane alla donna più matura, alla ragazza fashion …vogliamo piacere in maniera ampia. Mario Gramegna e noi parliamo la stessa lingua. Lui è un fotografo di moda che sa intrepretare e cogliere sfumature e la realtà delle donne”.

Mario Gramegna in azione: con la macchina fotografica, il celebre fotografo di moda dice di voler rendere dinamico lo shooting. Spesso fa saltare le modelle.

I tempi che cambiano sono la forza di chi sa usare l’obiettivo e interpretarli. Ma anche dei brand che se ne accorgono. Chi non risponde, resta al palo in un panorama commerciale così competitivo. “Il sogno della moda ha ancora molto appeal sulle donne – dice il direttore creativo – ma la vicinanza tra cliente e provider è sempre più forte e di conseguenza l’inaccessibile, diventa accessibile. Per questo sempre più clienti varcano la soglia dei nostri atelier. Sono interessate ai prodotti della linea Shatush sono soluzioni tecniche che aiutano gli hair stylist a valorizzare la loro creatività garantendo non solo gli standard più elevati ma piacevolezza e praticità d’uso”.

Una responsabilità di qualità, quando si parla di brand che si associano al nostro paese quando vanno all’estero. “Il made in  Italy è da tempo garanzia di qualità – dice il parrucchiere delle dive di Go Coppola –  e la ricerca che affrontiamo nel realizzare i prodotti esporta proprio questa qualità coniugata allo stile italiano. Sono distribuiti nazionalmente e internazionalmente dalla società H.I.C srl per i professionisti, mentre le consumatrici possono trovarli in tutti saloni Aldo Coppola, e Go Coppola e presto sull’ e-commerce dedicato”.

I rilanci con uno scatto. Molti pensano che con una foto di Gramegna si rifondi una carriera. Infatti per Justine Mattera (a sinistra) è stato così. A destra un ritratto del famoso chef Alessandro Borghese sempre a firma Mario Gramegna.

Per Mario Gramegna, quindi, da questo ultimo scorcio del 2018 torna una grande esposizione internazionale. Un passo nuovo nella sua luminosa carriera, che non potevamo non sottolineare con un approfondimento nel suo ShotStudio a Milano.

Non è la prima volta che ti associ al brand, ma questa volta è un brand molto popolare. Come affronti questo impegno?

Io ho avuto questa opportunità da un’azienda molto importante e soprattutto italiana. Go Coppola ha art director molto bravi, Mauro Situra e Roberto Farruggia hanno concordato e programmato lo shooting per la campagna 2019 con me e abbiamo lavorato serenamente. Abbiamo fatto un casting molto ricco per cercare una donna che facesse da testimonial.

Come siete arrivate a quella giusta?

Abbiamo visto un sacco di donne di varie generazioni e provenienze, dall’etnico all’irish, all’orientale. Alla fine si è scelta una donna bellissima, di origine latina, Camilla Bueno, una modella colombiana, androgina. Volevamo che fosse indiscutibilmente bella. E abbiamo dedicato completamente tutta la campagna alla stessa protagonista.

Da che punto di vista siete partiti per illustrare i prodotti?

Il mood era la freschezza, gioia, azione. Le linee Aldo Coppola sono diverse, quella che esce con il nome per esteso ha i suoi obiettivi. Go Coppola si rivolge a una donna contemporanea, ragazza più che donna, fresca. Quindi naturalezza e gioia dovevano venir fuori dalle foto. Per questo ho scattato in due modi. Alla mattina con la luce e l’acconciatura in evidenza, su fondo bianco come si usava negli anni 90. E poi nel pomeriggio ho realizzato un altro shooting on location, alla zona Breda a Milano su un terrazzo. La scena era evocativa dei tetti parigini. Abbiamo poi scelto 4 immagini esemplificative che potessero andare sui magazine di tutto il mondo, perché questa campagna ha destinazione mondiale. Ci saranno pubblicazioni su riviste e affissioni, compresa Russia e Kazakistan.

Prima di scattare, conosci l’utilizzo delle foto?

Si è parlato preventivamente della realizzazione, come e cosa Coppola volesse comunicare. Ho poi invitato i responsabili nel mio studio per scegliere gli scatti definitivi. Mi sono inorgoglito quando il direttore ha detto che con la mia fotografia avevo centrato in pieno quello di cui loro avevano bisogno in questo momento. E vi assicuro che non è facile. Prima perché a volte i creativi divergono. Secondo perché mentre lavori ti devi immaginare la tendenza attuale, che è quella che però il mondo vivrà fra sei mesi.

Mario Gramegna, celebre fotografo di moda, intervistato da Christian D’Antonio di The Way Magazine nel suo Shot Studio, a Milano – 2018.

Che tempi stiamo vivendo nella moda?

È giunto il momento di assorbire il cambiamento, una modella attuale deve avere atteggiamento internazionale, come le ragazze che popolano le nostre città ogni giorno. Non si può ripercorrere la strada dell’irrangiungibile. Per questo progetto, la creatività abbinata allo stile delle acconciature doveva essere d’effetto e anche comunicare il bello, con semplicità. Perché queste foto poi escono con il brand e la foto del prodotto montate sopra.

Come si fa ad esaltare il prodotto per la cura dei capelli, con uno scatto che è statico?

Io vado al contrario, esalto i capelli dando una luce brillante prima sui capelli e poi sulla modella. È un mio segreto già adottato per le campagne come Wella, Schwarzkopf, Testanera. Io le muovo, le faccio saltare, sdraiare, creo un set dinamico e le faccio divertire. E nel mio scatto si vede il capello in azione.

Chi può ispirare la fotografia di oggi?

Io spero sempre che ci sarà qualcuno che vede un mio lavoro e lo prende a esempio. e dice. Magari Sharon Stone vede la foto e chiama per averne una simile. Sai, io sono affezionato alle dive del cinema, per me sono loro che dettano legge. E sono solitamente personaggi con personalità, non bamboline vuote. Anche Madonna e Lady Gaga, che pure cinema hanno fatto, per me sono vere dive.

Come preferisci che si arrivi davanti alla tua macchina fotografica: col proprio pesante bagaglio o spogliate di tutto?

Sono arrivato a capire di avere io la personalità forte, che deriva dall’età e dall’esperienza, e quindi quella c’è di sicuro. Forse è presente in me anche questa eredità della strada, ne sono fiero. Questa forza fa paura a volte, ma la sicurezza per raggiungere l’obiettivo è confortante. Quindi non si va allo scontro se arriva un personaggio forte qui da me. Quando poi capiscono che remo nella loro direzione si affidano completamente. Ho vissuto situazioni con modelle spaventate e dopo il primo scatto hanno capito l’amore che ho per il mio mestiere e si sono sciolte. ‘Io scatterei tutti i giorni con te’, mi dicono spesso alla fine della giornata. Perché le rilasso, le faccio sentire donne e non modelle. Uno shooting con me deve essere un impegno professionale che anche dal punto di vista umano lascia qualcosa.

Quindi non sei intimidito dalle grandi personalità?

Al contrario, mi eccita molto avere le personalità spiccate, poi dipende dall’occasione e dal fine per cui si scatta. Anzi, per me sono degli esami alla Bocconi, non mi impaurisco, non è una guerra a chi è più forte. Si sprigiona energia che solitamente fa bene al lavoro.

Gli ingredienti per uno shooting perfetto?

A volte mi dicono: non abbiamo finito mai così presto. Anche il tempo ha la sua influenza. Se faccio star bene tutti durante un lavoro creativo, non ci saranno mai discussioni. Lo percepisci che il risultato è già bello se è fatto con lo spirito giusto, si capisce quando stai per affrontare una giornata piena di soddisfazione e non c’è intoppo. Quando succede? Quando la modella non è nervosa o il capello e il trucco sono concordati a perfezione. Io sto molto attento alla preparazione, la creatività non può essere forzata, non puoi decidere di farla per forza. E devo confessarti che questo accade solo dopo tanti anni di mestiere.

Quindi credi ci sia differenza generazionale anche tra i fotografi?

Ma certo, la nuova generazione di fotografi si sente già arrivata perché è nata sui social e tutti hanno un riscontro immediato. Ma così ci si sente degli onnipotenti quando si scatta da appena un anno. Io stesso sono convinto che 20 anni fa non potevo raccontarti segreti e tecniche che ti ho detto poco fa.

I trend futuri della fotografia?

Ci copiamo un po’ tutti, sai, ma la copia rimane una copia, bisogna saper fare i remake. Che significa aggiungerci qualcosa di proprio. Oggi si può fare di tutto, si vanno a prendere i libri degli anni 20 e si prende ispirazione. Io, in questa produzione per Go Coppola, ho usato una luce americana brillante diretta e un’aria da cinema. Un chiaro omaggio agli scatti sul bianco fondale con la donna illuminatissima degli anni 90.

Nel 2019 ci sarà quindi questo ritorno?

Luce, luce, flash a go go, si parlerà poco di arte fotografica, ma molto di fotografia che deve essere bella nell’immediatezza e adatta ai social media. Che sono entrati nelle nostre vite e la fotografia rispecchia ciò. La foto deve avere una bella luce e il soggetto non deve essere drammatico o far pensare al sociale. Oggi vogliamo essere tutti belli, la fotografia del bello è data dalla luce. Io che ho vissuto gli anni 90 so cosa si faceva con le luci, e infatti noto il ritorno all’uso dell’ombrello, il ritorno agli argenti e ai riflessi. Dipende poi dall’ambito in cui si opera, ovviamente. Ma la luce bisogna saperla usare. Il concetto è che noi fotografi con la luce dipingiamo come il pittore.

C’è qualche tendenza invece che risulta ‘passé’?

La tendenza che è partita mesi fa le foto con le ombre dietro, che andava molto negli anni 70, ma è un trend che sta per finire. Forse proprio perché tutti se ne sono innamorati di nuovo nello stesso momento e ha già stancato.

Grazie per queste analisi da insider, Mario. Vuoi segnalarci nuovi progetti che farai allo ShotStudio di Milano?

Sto pensando di aprirmi ai nuovi fotografi, e dar loro modo di noleggiare il mio studio, in modo da lavorare in un ambiente che è molto più di uno set. Per me questo è uno showroom, l’ho arredato come gli studi di Parigi degli anni 80, con la moquette….è una chicca. Ma è venuto il momento di far venire giovani, anche perché sono contento di non aver intitolato il luogo con il mio nome, in modo da poter far confluire qui forze creative diverse. Per chi volesse, questo è il contatto:

 

 



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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