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Society - 22/12/2020

Giovanni Bucci ci regala i “sannacchiudere”, tradizionali dolci tarantini

A Natale lo chef pugliese ha ripreso una vecchia usanza dell'alimentazione povera che però è un'autentica prelibatezza. Tanto buoni da doverli "nascondere" per farli durare.

“Sannacchiudere” significa “bisogna chiuderli, metterli via”. Nella credenza, si intende perché questi dolci tarantini sono talmente buoni che se fatti in prossimità delle feste, a Natale rischiano di non arrivarci perché tutti li vanno a prendere per mangiarseli prima. Giovanni Bucci, giovane chef pugliese con la passione della cucina regionale, è stato protagonista di una nostra scoperta estiva in Sardegna.

Ora, per la stagione natalizia, è tornato a casa, nella sua Taranto, precisamente nella parte storica della città di mare alla punta d’Italia, dove le donne usavano ingredienti “di rimanenza” per creare prelibatezze. I “sannacchiudere” sono fatti con farina, zucchero, uova e vino bianco e la scorza d’arancio tipica del periodo invernale.

Mi colpivano per il nome quando ero piccolo – ci ha confidato lo chef – le nonne dicevano: sono talmente buoni che si devono chiudere negli stipetti altimenti finiscono prima di Natale. Sono tipici gnocchi rigati e si modellano con le mani, quindi è un dolce tipico della sapienza antica”.

PREPARAZIONE – Bisogna disporre degli ingredienti poveri che erano quelli che si avevano a disposizione nelle case: farina, olio extra vergine d’oliva, vino bianco, zucchero, scorza di arancio e limone, cannella e chiodi di garofano. 

Si prepara l’impasto creando dei bastoncini da cui si ricavano dei tocchetti da incavare su un rigagnocchi (vedi foto). Si passa alla cottura friggendoli in abbondante olio e infine, una volta freddati, si ripassano nel miele caldo ammorbidito e vengono serviti con codette e anesi colorati per guarnirli con allegria.

Giovanni Bucci mostra a The Way Magazine un gesto antico che ha recuperato dalla tradizione gastronomica tarantina: come si incavano i “sannacchiudere”.

Giovanni Bucci chiude così: “Proprio perché questa distanza sociale in questo Natale 2020 ci fa sembrare freddi e distaccati le cose che puoi fare in casa con la famiglia sono da rivalutare. Prepariamo dolci della tradizione e sarà di buon auspicio per la speranza di un anno migliore con soluzioni e sollievo”.



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