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Society

Society - 26/06/2017

Jimmy Eat World: “La creatività è nell’evoluzione”

The Way Magazine ha incontrato la band americana protagonista dell'esplosione punk-hardcore degli anni 2000. Ora sono considerati i capostipiti di un'epoca.

Quando son saliti sul palco del Milano Summer Festival la settimana scorsa, i Jimmy Eat World hanno sorpreso per energia ed entusiasmo. La band dell’Arizona ha superato il ventennale di attività discografica ma è ancora considerata un’energia fresca del panorama alternative rock americano. Sono loro ad aver portato il genere Punk Emocore tra gli anni 90 e 2000 nelle classifiche di tutto il mondo con il disco Bleed American (1 milione di copie).

La band ora è in tour in supporto del disco Integrity Blues uscito lo scorso anno e per la gioia dei cultori del genere è in formazione originale con Jim Adkins alla voce e Tom Linton alla chitarra, affiancati al bassista Rick Burch e il batterista Zach Lind.

Che rapporto avete con gli italiani? Vi siete mai esibiti all’aperto qui?

Jim: “Abbiamo fatto un paio di club shows a Milano in passato ma mai un festival così. Siete pazzi in una vena positiva, ovviamente. Questi festival mettono di buonumore, è come se la gente specie in Italia lasciasse casa già con l’intenzione di divertirsi alla grande“.

Attualmente girate l’Europa sia per festival che per locali. Come cambiano le cose in questi due contesti?

Tom: “È interessante fare show come questo perché ogni band porta i suoi fans e l’audience solitamente è molto aperta e viene per cercare qualcosa che non si conosce dei gruppi. Siamo la stessa band degli anni 90, per noi è molto divertente e anche importante presentarci a audience nuove. Se ti piace quello che fai non si capisce perché dovresti considerare di smettere”.

Nel 1997 avete sorpreso tutti facendo una cover punk di New Religion dei Duran Duran .

Jim: “Quello che mi piace specificamente quella canzone è che ha dimostrato che non avevamo paura delle etichette. Quando pensi a un rifacimento, puoi fare o il karaoke facendo finta di essere quella band oppure prendere alcune parti di quel pezzo e approcciarlo in maniera personale e farlo girare come pensi tu che debba girare. È un po’ egoistico ma è la cosa più bella da fare”

Il titolo del vostro ultimo album parla di integrità. Che cos’è per voi artisticamente parlando?

Zach: “Integrity Blues richiama l’integrità per noi che vogliamo fare musica libera. La musica che ci interessa non cade nella trappola della rincorsa creativa a tutti i costi. Non ci ritroviamo a discutere come deve essere l’album, ci mettiamo di impegno e cerchiamo un approccio comune per arrivare alla fine, per avere materiale che risulti interessante senza pensare a che vibe arriva. Il motto è non pensare troppo a piacere a un certo tipo di pubblico. Se ti perdi a pensare a chi può piacere non ne esci”.Jimmy eat world the way magazine (2)

Come approcciate la scrittura dopo aver attraversato tanti trend del mercato in questi anni?

Tom: “Speriamo che ci sia evoluzione. Quando lavori in un team creativo deve essere diverso, ma anche un rifugio per essere più liberi e grandi, una sfida con quello che sei stato e la musica che hai fatto fino a quel momento. Se non fai questo che lo fai a fare un disco? È un po’ il nostro obiettivo, fare le cose in maniera diversa. Con l’ultimo disco i fans della prima ora hanno apprezzato e ci sono molte persone che ci vengono a sentire per la prima volta e per noi questo è già un successo”.

La cover di The Middle di Taylor Swift vi ha aiutati a tornare in auge?

Jim: “Un sacco di persone hanno iniziato a parlarne ed è stato un bene. È molto gratificante quando qualcuno prende del tempo e si va a ripescare quello che hai fatto in passato. Lo rende importante per il fatto di farlo rinascere e se aggiungi a questo che lei ha un grande pubblico, è davvero una situazione positiva”.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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