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Dalla Liguria la label che cavalca l’It Pop: La Clinica Dischi

Parlano Leonardo Lombardi e Milo Manera: l'attitudine alla riscoperta del panorama italiano del passato per proiettarlo nel futuro.

La Clinica Dischi è un’etichetta di Sarzana, in Liguria, che rappresenta una delle realtà più interessanti della scena dell’indie italiano, o It Pop, come ormai viene definito più di frequente.
Una realtà nata nel 2014 grazie alla passione di alcuni amici musicisti e che ormai si è affermata a livello nazionale tanto da attirare talenti da tutto lo Stivale e che si dedica anche all’organizzazione di eventi come il POP.IT di Festival che si tiene ad agosto a Santo Stefano Magra, in provincia di La Spezia. Un genere ormai diventato mainstream e che ha in Calcutta, Coez, TheGiornalisti alcuni dei nomi di spicco.

“Se parliamo della musica italiana di oggi, esiste un prima e un dopo Calcutta, è lui che ha tracciato la linea a livello di stile e il suo successo è diventato uno stimolo per molti” Dice Leonardo Lombardi, uno dei due soci della casa discografica assieme a Milo Manera “La Clinica, però, è iniziata un po’ prima dell’ascesa di Calcutta, quindi possiamo dire che ci siamo trovati al posto giusto nel momento giusto.”


Perché l’idea di una casa discografica e il nome La Clinica?
Milo Manera: “Sia io che Leonardo suonavamo in band che facevano le prove in questi studi all’interno d’un capannone vicino a La Spezia.
Tra di noi abbiamo iniziato a chiamarlo “la clinica” per via dell’atmosfera un po’ da ospedale data dall’arredamento. Eravamo un po’ tutti alla ricerca di un contratto discografico finché a un certo punto ci siamo detti, assieme alle altre band, che la creazione di una nostra etichetta ci avrebbe potuto aiutare. 
In seguito c’è stata una serie di coincidenze fortunate, come l’aver potuto creare uno studio di registrazione qui a Sarzana e così nel 2014 abbiamo iniziato questo progetto. Eravamo una quindicina di persone e alla fine siamo rimasti solo in due.”

Com’è stata l’esperienza del POP.IT Festival che avete organizzato l’estate scorsa vicino a La Spezia con nomi come Giorgio Poi, Pop X, Colombre, Highsnob a fare da headliner.
Milo Manera: “Complicata, ma alla fine molto positiva. Quando si parte da zero è molto difficile anche lavorare col booking degli artisti non avendo credenziali da presentare relative ad edizioni precedenti, inoltre, per certi nomi bisogna garantire un minimo di presenze in un’ottica di credibilità,
Ci sono poi questioni al limite dell’assurdo legate alla burocrazia, ad esempio, abbiam dovuto tenere
i baracchini con bevande e cibo fuori dalla venue perché ci voglion dei permessi specifici.
Una cosa surreale è successa quando un locale qua vicino ci voleva far causa per via di un nome simile al nostro.
infine, ci si è messo anche il meteo con un fortissimo temporale nel primo giorno del festival che ha rischiato di mandar tutto a monte.
Nonostante tutto ciò, grazie alla collaborazione anche del Comune di Santo Stefano Magra e della Fondazione CariSpezia che ci hanno aiutato fin da subito, è andato tutto bene. 
Quest’estate faremo la seconda edizione e stiamo pensando ad altre iniziative legate alla nuova scena musicale italiana anche in altre parti d’Italia, non solo nello Spezzino.”

Come gestite la casa discografica e lo studio di registrazione?
Milo Manera “Io mi occupo più della parte organizzativa e della parte legale, con gli studi in giurisprudenza che mi stanno tornando molto utili anche per la parte relativa ai contratti degli artisti. A livello organizzativo c’è anche Adriano Capetta che è il nostro tour manager e ci aiuta anche per altre attività.
Leonardo si occupa delle produzioni in studio, gestendo direttamente il lavoro di registrazione e occupandosi della direzione artistica. Ad oggi, le varie attività (produzione di dischi, concerti ed eventi e la gestione dei diritti degli artisti) ci permettono di vivere di musica, pur non guadagnando grandi cifre. Siamo la dimostrazione vivente che si può vivere di musica senza avere debiti.”
Perché il nuovo pop italiano e la trap appassionano così tanto i giovani?
Leonardo Lombardi: “Per il pop c’è il fatto che nelle persone è tornata la voglia di cantare, soprattutto in italiano. Alle serate in discoteca dove si suona questa musica la prima cosa che si nota è vedere tutti cantar a squarciagola come se si fosse a un concerto. La trap è come un nuovo punk, una cosa alla portata di tutti perché basta un computer e dei software che non richiedono grandi competenze, quindi ci provano in tanti. Inoltre è una musica molto generazionale, riguarda soprattutto teenager e pre-adolescenti, mentre questo pop piace anche ai quarantenni. Siamo più orientati sul pop, ma ci sono cose interessanti anche nella trap e abbiamo deciso di pubblicare anche questo genere.”

Da dove arriva l’ispirazione?
Leonardo Lombardi: “Viene dalla grande tradizione pop italiana, dalla capacità di fare melodie accattivanti. C’è l’influenza di Battisti, in primis, ma anche di Battiato e altri esponenti del pop italiano degli anni ’80. Ovviamente con un’attitudine diversa, più spontanea, che bada più al feeling che alla tecnica.”
Testo a cura di Andrea Ferrari.


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