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Design of desire

Design of desire - 28/07/2016

Alice Attònita, da Lipari la ceramica è poesia

Incontro con Loredana Salzano, l'artista che ha fondato sull'isola il brand caro al jet set come ai food blogger: “Ecco la mia mediterraneattitudine”.

disco gorgo ingorgo alice attònita

Disco Gorgo Ingorgo

La ceramica diventa poesia e si intreccia con le storie del passato, con i miti e le storie del mare tramandate da generazioni di pescatori. Benvenuti nel mondo di Loredana Salzano, l’artista-designer che a Lipari ha fondato il marchio Alice Attònita, una sorta di progetto multi-mediale che fonde disegno, poesia e arte.

Sostanzialmente si tratta di pregevoli decori di ceramica che si inseriscono nella grande tradizione mediterranea di questo materiale. Ma ovviamente ve ne parliamo perché Alice Attonita è molto di più: a noi sembra un perfetto esempio di come si può lavorare con la tradizione innovando e abbracciando varie discipline.

Loredana, campana di origine, inizia così la chiacchierata a cuore aperto con The Way Magazine, tra ceramica da ammirare, pezzi da indossare, sculture con varie forme e funzionalità: “La definizione più bella e più vera che conosca della Sicilia è quella tratta da Cento Sicilie di Gesualdo Bufalino, scrittore secondo me immenso. Parla di un’isola plurale, cangiante, dispari. Vale la pena di leggere questo stralcio che riporto qui sotto per capire . E chi è stato almeno una volta in Sicilia lo sa”.

Dicono gli atlanti che la Sicilia è un’isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d’onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto d’isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è dispari, mischiato cangiante, come nel più ibrido dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finiremo mai di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava. Vi è la Sicilia“babba”, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia“sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è la Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio…

Loredana Salzano Alice Attònita

Loredana Salzano, la creativa dietro il concept Alice Attònita

SUGGESTIONI – “Se dico ceramica associandola alla Sicilia – ci spiega Loredana – mi viene in mente subito la tradizione, l’opulenza e il trionfo quasi barocco dei decori, ocra e azzurri, i verdi di  Caltagirone, i rossi di Santo Stefano, Le ceramiche di Sciacca e una per tutti le famose teste di moro, le graste legate alla loro suggestiva leggenda d’amore. La ceramica in Sicilia è fondamentalmente tradizione stratificata sedimentata narrante della stessa storia dell’isola”.

Difficile il confronto con questa eredità per chi arriva da esterna? “Quello che a me interessa è l’innovazione della tradizione, senza strappi netti ma con continuità evolutiva, attraverso la semplificazione del segno grafico ad esempio, che diviene o forse ritorna dopo millenni, essenziale quasi primitivo, volutamente naïf. I miei pezzi sono primordiali ma con guizzo contemporaneo nel linguaggio o nel pensiero che ne anima il progetto. La mia Alice Attònita impiattata nell’ovale a punta di cui accompagna perfettamente la forma ne è un perfetto esempio secondo me. La quintessenza della mediterraneitá, anzi, della mediterraneattitudine, termine che ho coniato per un progetto per una ditta di interior design di Palermo”.

Molte delle creazioni ceramiche di questa particolarissima designer arrivano dalle parole, specificatamente dalle poesia che scrive. Anche nelle foto che vi presentiamo troverete disegni, parole e poi finalmente gli oggetti che si possono portare a casa. Leggete cosa scrive Loredana Salzano del Mediterraneo, un luogo che oramai sembra strappato alla sua poetica originaria, viste le drammatiche vicende dei migranti con cui ci confrontiamo da anni ogni giorno.

Loredana Salzano Alice Attònita

Le creazioni di Alice Attònita nascono da frasi e disegni, in un trionfo di creatività.

“è vero
è ingannatore.
è un mare che canta e incanta .
è un movimento d’onda che sempre disorienta.
è un mare che ti ricaccia
un mare che ti abbraccia
è bene \è male
ostacolo\legàme”.

Perché tutta questa attenzione alla parola per un’artista che dovrebbe essere conosciuta specialmente per la manualità? “Tutto parte da un pensiero o da un concetto, che si mescola avviluppando la materia e diventandone parte integrante. Indipendentemente dalla materia. Così accade che le tele contaminino le ceramiche e viceversa in uno scambio continuo dove è quasi impossibile per me ricordare che cosa sia nato prima e cosa dopo. Circolare. La contaminazione per me è ricchezza ed è processo essenziale per la creazione vera. Quella che innova partendo dalla tradizione o dalla storia”.

E tutto il parto della contaminazione si respira profondamente nella gallery shop in cui opera la fondatrice di Alice Attònita, un antro di creatività, è il caso di dire, vulcanica. Un luogo d’arte dove abbiamo visto anche i progetti in ceramica per Crateri Contemporanei, i sette vasi-scultura che dalla centralità del vulcano si riallacciano alla condivisione e convivialità del bere il vino.

In dieci anni di “adozione” a Lipari, di vissuto totale (pensate ai mesi invernali in un posto paradisiaco e lontano dalla convulsione), Loredana ne ha avute di soddisfazioni. Ora che i mensili patinati stampati nelle capitali dell’editoria mondiale si fanno pervenire i suoi oggetti per i servizi fotografici, sembra l’unione di due mondi. E anche l’attenzione che riceve dalle food blogger che arrivano qui a Lipari, curiose di toccare con mano i pezzi che fotograferanno per mille e un like sul web, ne aumentano sicuramente la risonanza. “In fondo – conclude – il messaggio della mia Alice è quello della necessità di tornare a una vita meravigliosamente semplice. Voglio che ci si meravigli e ci stupisca sempre e ancora, per la bellezza che ci è attorno, e che c’è dentro di noi. Per questo è bello che la mia alice sia sempre attònita”.

Per info qui



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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