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Society

Society - 31/10/2017

Alla scoperta dei cibi orientali sani, benefici ed economici

La pianta asiatica del konjac è stata eletta cibo più trendy del 2017.

Il cibo più trendy del 2017 è un alimento pregiato tra i cibi orientali: è stato dichiarato il konjac, una pianta originaria dell’Asia, apprezzata per le sue proprietà benefiche e cosmetiche. Oltre che poco calorica, solo 10 calorie per 100 grammi.  La cucina orientale è ricca, infatti, di benefici e, complici i tanti ristoranti e negozi multietnici, oggi abbiamo sempre più occasioni di assaggiare piatti provenienti da altre culture.

Andrea Calvo, nutrizionista specializzato nell’alimentazione orientale, 36 anni, è il personaggio giusto per rispondere alle nostre curiosità. Ha studiato Scienze Gastronomiche e ha fatto della sua più grande passione una scelta di vita: l’Oriente. Ha lavorato nel settore della ristorazione in Cina dal 2005 al 2008 e dal 2011 si occupa in Italia di importazione di prodotti alimentari asiatici (di provenienza per l’80% giapponese e per il 20% cinese), di cui è profondo conoscitore sia sul piano del gusto sia sul piano nutrizionale.

Gnocchi di riso, altra pietanza tipica dell'Asia.

Gnocchi di riso, altra pietanza tipica dell’Asia.

Calvo suggerisce tre piatti orientali, un’alternativa economica alla nostra più classica alimentazione, e ricca di proprietà nutrizionali, complete e benefiche: gli spaghetti di soia, gli gnocchi di riso e i ravioli al vapore (nella nostra foto di apertura).

“In ogni ricetta c’è un perfetto bilanciamento tra carboidrati (riso e ravioli), proteine vegetali (soia), carne a basso contenuto calorico (pollo o gamberi), vegetali e ortaggi”.

Possiamo considerali dei piatti unici a tutti gli effetti: “Sono ricchi di acqua oltre che di vitamina C e sali minerali, preziosi per il nostro organismo. Sono ricchi anche di enzimi che favoriscono la digestione, inoltre sono poco calorici, non hanno grassi e apportano una buona dose di proteine. Interessante è anche il contenuto di fibre, utile al benessere intestinale”.

Questi piatti possono essere conditi o con la salsa di soia o con i germogli: “Nei germogli di soia troviamo un prezioso amminoacido, la lecitina, che aiuta a regolare i livelli di colesterolo nel sangue, e fitoestrogeni, ovvero ormoni naturali con proprietà antiossidanti”.

Gli gnocchi di riso con verdure e salsa di soia sono per esempio un piatto light: “Hanno una prevalenza energetica a carico dei glucidi, mentre le proteine e i lipidi risultano meno importanti. Gli acidi grassi sono monoinsaturi, il colesterolo è assente, mentre le fibre sono abbondanti”.

Spaghetti di soia con cavolo cinese e shitake

Spaghetti di soia con cavolo cinese e shitake

I ravioli sono cotti al vapore. “La cottura permette di mantenere intatte le proprietà dell’alimento: colore, gusto e aroma; nonché i principi nutritivi contenuti, vitamine, proteine e minerali. Un altro elemento positivo è l’assenza di grassi.  Il ripieno può essere a base di carne di pollo o tacchino, meno calorico, maiale o crostacei mixati con verdure”.

I piatti suggeriti possono essere preparati con il pak choi, il cavolo cinese, e i funghi shitake. “Il cavolo cinese contiene sali minerali quali zolfo, ferro e magnesio, oltre a potassio e calcio, vitamine A e C e acido folico. Grazie alla combinazione di tutti questi componenti, presenta numerose proprietà e benefici tanto da classificarlo come uno degli alimenti antitumorali. È ricco di fibre e di acqua, ideale quindi per prevenire la stitichezza, promuovere la regolarità e mantenere un apparato digerente sano. Il pak choi contiene anche un antiossidante noto come acido alfa lipoico, che ha dimostrato di mantenere bassi i livelli di glucosio, aumentare la sensibilità all’insulina e prevenire i cambiamenti di stress ossidativo indotti in pazienti con diabete. I funghi shitake, comunemente consumati in Cina e Giappone, sono considerati i funghi della salute poiché vengono attribuite proprietà stimolanti delle difese immunitarie dell’organismo. Ai funghi shiitake vengono associate anche proprietà epatoprotettive (protettrici del fegato). Questi funghi sarebbero anche in grado di contribuire ad abbassare il colesterolo e a contrastare la carie e l’arteriosclerosi”.



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