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Travel - 25/01/2020

Yves Saint Laurent ancora detta moda: nel museo a Marrakech

L'esposizione berbera, l'oasi naturale, i giardini curati interni, le ispirazioni stilistiche: un posto magico nel cuore della tradizione maghrebina.

Un angolo di stile e di museo dedicato allo stilista Yves Saint Laurent, disegnato dallo studio francese Studio KO e inaugurato nel 2017, brilla a Marrakech. Nel Marocco ricco di tradizioni, qui si alternano esposizioni di manufatti e arte temporanee, oltre alla permanente.

All’interno dell’edificio è presente una biblioteca con oltre 6.000 volumi, un auditorium, un bookshop e un bar con terrazza. Senza dubbio, questo è il place-to-be del momento.

Il Giardino Majorelle, che copre oggi 9.000 m2, è uno dei giardini più incantevoli e mistici del Marocco. Creato nello spazio di quarant’anni, il tutto, circondato da mura, è costituito da un labirinto di vicoli che si intersecano, livelli intrecciati ed edifici moreschi in stile Art Deco con colori vivaci. Il giardino è un gigantesco e opulento mucchio di piante e alberi esotici provenienti dalle terre più lontane, progettato sia come santuario che come laboratorio dal pittore francese Jacques Majorelle dal 1922.

Nel 1980, Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, che scoprirono il Marocco nel 1966, acquistarono il Giardino Majorelle per salvarlo da un complesso progetto alberghiero che prevedeva la sua distruzione.
I nuovi proprietari decidono di vivere nella villa dell’artista Jacques Majorelle, ribattezzato Villa Oasis.

Per molti anni ho trovato nel giardino Majorelle una fonte inesauribile di ispirazione e ho spesso sognato i suoi colori che sono unici” diceva Yves Saint Laurent.

È stato nell’ex studio di pittura di Jacques Majorelle che il museo berbero è stato inaugurato nel 2011 con il patrocinio di Sua Maestà il re Mohammed VI. Situato nel cuore del Giardino Majorelle, presenta un panorama della straordinaria creatività di questo popolo, il più antico del Nord Africa. Dal Rif al Sahara, oltre 600 oggetti raccolti da Pierre Bergé e Yves Saint Laurent testimoniano la ricchezza e la diversità di una cultura che è ancora viva.

Il museo è allestito in quattro spazi separati, organizzati attorno a tanti temi. In primo luogo, vengono presentate la storia e la geografia dei berberi (Amazighs) del Marocco, nonché una cartografia delle tribù più significative: una ricca documentazione audiovisiva accompagna i visitatori durante il loro viaggio.

Pierre Bergé scriveva: “Dal mio arrivo a Marrakech nel 1966, non ho mai smesso di essere affascinato dalla cultura e dall’arte berbera. Nel corso degli anni, ho raccolto e ammirato quest’arte che abbraccia diversi paesi contemporaneamente. I berberi sono giustamente orgogliosi della loro cultura, che hanno costantemente rivendicato nonostante le vicissitudini che hanno incontrato. A Marrakech, un paese berbero, nel giardino Majorelle creato da un artista che dipinse così tante scene, uomini e donne berberi, era naturale che l’idea di questo museo venisse alla ribalta“.

Situata nel cuore del Giardino Majorelle, la Boutique rispetta la più pura tradizione artigianale marocchina, riflettendo la sua cultura ancestrale, le influenze di Amazigh e l’arte islamica. Opere dei migliori artigiani marocchini, i prodotti della Boutique soddisfano i più alti requisiti di qualità dei materiali e delle finiture, favorendo la nobiltà del lavoro manuale. La Boutique rende anche omaggio a Yves Saint Laurent attraverso l’uso del colore. Inoltre, sostiene i valori della Jardin Majorelle Foundation, una fondazione riconosciuta come pubblica utilità senza fini di lucro, una delle poche istituzioni culturali che offrono collezioni di prodotti progettati, sviluppati localmente e i cui profitti sono interamente dedicati al finanziamento di progetti sociali e culturali in Marocco.

Oasi: questa l’unica parola per descrivere i Giardini Majorelle, il cui nome deriva da Jacques Majorelle, il pittore francese che fece costruire questa residenza magnifica. Si tratta di un vero paradiso per gli amanti delle piante succulente: agavi e cactus di forme e dimensioni spettacolari popolano il giardino, in contrasto con il blu e il giallo della Villa Bou Saf, acquistata da Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, che la ristrutturarono nel 1966. Dopo aver scattato innumerevoli foto (non potrete farne a meno!), concedetevi una pausa culturale nel Museo Berbero, interamente dedicato alla cultura di una delle principali etnie Nordafricane. La collezione comprende accessori di pelle, cestini di paglia, ceramiche, tessuti, gioielli e armi tribali.



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